Musei Bene Comune: appello contro la privatizzazione occulta dei Musei di Bologna


Musei Bene Comune: appello contro la privatizzazione occulta dei Musei di Bologna
Il problema
Lunedì 7 aprile è stata pubblicata sul sito del Comune di Bologna la nuova gara di durata triennale per l'appalto ad operatore unico dei SERVIZI DI ACCOGLIENZA, BIGLIETTERIA, BOOKSHOP, SORVEGLIANZA, CUSTODIA E SERVIZI EDUCATIVI E DI MEDIAZIONE CULTURALE PER L'ISTITUZIONE BOLOGNA MUSEI.
Ad una lettura attenta del bando sorgono molti dubbi e perplessità su costi e coperture economiche, nonché sulla legittimità e trasparenza delle attività che l'amministrazione intende reperire all'esterno, senza avere avviato alcuna pratica di ricognizione per appurare l'esistenza dei profili professionali richiesti all'interno del Comune stesso.
Ma la cosa più grave è che, se si scorre la lista delle mansioni date in appalto alla ditta o cooperativa vincitrice (le associazioni sono infatti escluse da questo bando), si scopre che (pag. 15) sotto la voce "servizi ausiliari e complementari" (ricordiamolo, ausiliari a guardiania e sorveglianza!) compaiono:
- allestimento mostre
- movimentazione e trasporto di opere
- controllo del patrimonio
- controllo di gestione e qualità
- gestione delle attività amministrative e organizzative
- gestione e conservazione del patrimonio
- gestione dei servizi bibliotecari
- organizzazione e gestione degli eventi
- grafica, web e rapporti con i media
- gestione della comunicazione
- marketing e valorizzazione del patrimonio
Cioé PRATICAMENTE OGNI ATTIVITA' DEI MUSEI!
Per noi, si tratta evidentemente di una sperimentazione sottotraccia di forme spinte di privatizzazione del patrimonio culturale: quest'appalto serve a creare i precedenti per una esternalizzazione completa di tutte le attività che si svolgono in un museo, senza distinzione tra i diversi tipi di attività, senza un piano culturale e politico che almeno espliciti queste scelte e senza alcuna comunicazione ai cittadini e ai sindacati!
Per queste ragioni ci riconosciamo e facciamo nostro l'appello lanciato da Italia Nostra Bologna, in difesa delle politiche culturali sul patrimonio e della gestione pubblica dei musei bolognesi:
Italia Nostra esprime profonda preoccupazione sul bando emanato dal Comune di Bologna, relativo ai servizi museali da fornire all'istituzione Bologna Musei.
Fra i servizi di cui è prevista la completa esternalizzazione sono difatti compresi persino quelli didattici, che si prevede di affidare al privato non solo per quanto riguarda la realizzazione, ma addirittura la progettazione e dunque l'individuazione dei contenuti da trasmettere.
Eppure la funzione educativa rientra a pieno titolo, così come sancisce la principale associazione che si occupa di musei a livello mondiale, l'ICOM (International Council of Museums), nelle finalità primarie che definiscono la stessa essenza dell'Istituzione museale.
In questa direzione, il bando del Comune rischia di diventare la versione ultraliberista di quello che a livello statale ha rappresentato e rappresenta la legge Ronchey, sulla quale, non per caso, dopo vent'anni di applicazione fra luci (poche) e ombre (molte), discussioni e critiche sono sempre più accese.
Nella superficialità culturale che connota molti dei passaggi del bando, traspare inoltre quasi un'inconsapevolezza, per non dire ignoranza, di quelle che sono le diverse realtà museali che fanno capo all'Istituzione e della profonda diversità delle esigenze che le caratterizzano.
Invece di prospettare una soluzione per alcuni dei molti gravi problemi che affliggono i nostri musei, le modalità indicate dal bando si collocano pienamente all'interno di quella crisi istituzionale che Italia Nostra ha analizzato e denunciato attraverso il convegno dello scorso anno, maggio 2013.
In quell'occasione rilevammo come, a livello regionale, l'istituzione museale stia vivendo una situazione complessiva di profonda crisi, determinata certo dalla contrazione generalizzata di fondi e risorse, ma, in maniera ancora più grave, dall'incomprensione del suo ruolo culturale da parte della classe politica locale.
Mentre nella maggioranza dei paesi europei i musei si stanno radicalmente - e felicemente - trasformando in efficacissimi strumenti per i programmi di periodico e costante apprendimento e nelle molteplici attività di inclusione sociale, qui da noi si stanno scegliendo facili scorciatoie ispirate principalmente a miopi risparmi di bilancio, che, penalizzando competenza e professionalità, prefigurano, in un futuro prossimo, la banalizzazione dell'Istituzione museale in un luogo dedicato ad attività ludiche di vario tipo, in cui ricerca e diffusione della conoscenza diventano appendici sempre meno necessarie.
Di fronte a questi rischi, Italia Nostra chiede un ripensamento radicale del bando emanato dal Comune, proponendo di aprire una discussione trasparente su quello che è un capitolo decisivo della nostra politica culturale, ovvero sia il destino dei nostri musei.
SE ANCHE TU NON SEI D'ACCORDO CON QUESTA DECISIONE E VUOI DIFENDERE LA NATURA PUBBLICA DELLE POLITICHE CULTURALI LEGATE AL PATRIMONIO, INVIA QUESTO APPELLO A TUTTI I CITTADINI CHE CONOSCI E A CHIUNQUE POSSA ESSERE INTERESSATO (anche sfruttando i social network, la nostra pagina facebook o usando gli strumenti di condivisione accedendo a change.org)
MA SOPRATTUTTO A:
Sindaco:
Sindaco@comune.bologna.it
Virginio.Merola@comune.bologna.it
Assessore Cultura:
AssessoreCulturaGiovaniUniversita@comune.bologna.it
Alberto.Ronchi@comune.bologna.it
Presidente Consiglio Comunale (Simona Lembi):
presidenteconsiglio@comune.bologna.it
Capo Dipartimento Cultura e Scuola
Francesca.Bruni@comune.bologna.it
Presidente Istituzione Bologna Musei (Lorenzo Sassoli de' Bianchi):
segreteriadirezioneMAMbo@comune.bologna.it
Direttore Istituzione Bologna Musei (Gianfranco Maraniello):
Gianfranco.Maraniello@comune.bologna.it

Il problema
Lunedì 7 aprile è stata pubblicata sul sito del Comune di Bologna la nuova gara di durata triennale per l'appalto ad operatore unico dei SERVIZI DI ACCOGLIENZA, BIGLIETTERIA, BOOKSHOP, SORVEGLIANZA, CUSTODIA E SERVIZI EDUCATIVI E DI MEDIAZIONE CULTURALE PER L'ISTITUZIONE BOLOGNA MUSEI.
Ad una lettura attenta del bando sorgono molti dubbi e perplessità su costi e coperture economiche, nonché sulla legittimità e trasparenza delle attività che l'amministrazione intende reperire all'esterno, senza avere avviato alcuna pratica di ricognizione per appurare l'esistenza dei profili professionali richiesti all'interno del Comune stesso.
Ma la cosa più grave è che, se si scorre la lista delle mansioni date in appalto alla ditta o cooperativa vincitrice (le associazioni sono infatti escluse da questo bando), si scopre che (pag. 15) sotto la voce "servizi ausiliari e complementari" (ricordiamolo, ausiliari a guardiania e sorveglianza!) compaiono:
- allestimento mostre
- movimentazione e trasporto di opere
- controllo del patrimonio
- controllo di gestione e qualità
- gestione delle attività amministrative e organizzative
- gestione e conservazione del patrimonio
- gestione dei servizi bibliotecari
- organizzazione e gestione degli eventi
- grafica, web e rapporti con i media
- gestione della comunicazione
- marketing e valorizzazione del patrimonio
Cioé PRATICAMENTE OGNI ATTIVITA' DEI MUSEI!
Per noi, si tratta evidentemente di una sperimentazione sottotraccia di forme spinte di privatizzazione del patrimonio culturale: quest'appalto serve a creare i precedenti per una esternalizzazione completa di tutte le attività che si svolgono in un museo, senza distinzione tra i diversi tipi di attività, senza un piano culturale e politico che almeno espliciti queste scelte e senza alcuna comunicazione ai cittadini e ai sindacati!
Per queste ragioni ci riconosciamo e facciamo nostro l'appello lanciato da Italia Nostra Bologna, in difesa delle politiche culturali sul patrimonio e della gestione pubblica dei musei bolognesi:
Italia Nostra esprime profonda preoccupazione sul bando emanato dal Comune di Bologna, relativo ai servizi museali da fornire all'istituzione Bologna Musei.
Fra i servizi di cui è prevista la completa esternalizzazione sono difatti compresi persino quelli didattici, che si prevede di affidare al privato non solo per quanto riguarda la realizzazione, ma addirittura la progettazione e dunque l'individuazione dei contenuti da trasmettere.
Eppure la funzione educativa rientra a pieno titolo, così come sancisce la principale associazione che si occupa di musei a livello mondiale, l'ICOM (International Council of Museums), nelle finalità primarie che definiscono la stessa essenza dell'Istituzione museale.
In questa direzione, il bando del Comune rischia di diventare la versione ultraliberista di quello che a livello statale ha rappresentato e rappresenta la legge Ronchey, sulla quale, non per caso, dopo vent'anni di applicazione fra luci (poche) e ombre (molte), discussioni e critiche sono sempre più accese.
Nella superficialità culturale che connota molti dei passaggi del bando, traspare inoltre quasi un'inconsapevolezza, per non dire ignoranza, di quelle che sono le diverse realtà museali che fanno capo all'Istituzione e della profonda diversità delle esigenze che le caratterizzano.
Invece di prospettare una soluzione per alcuni dei molti gravi problemi che affliggono i nostri musei, le modalità indicate dal bando si collocano pienamente all'interno di quella crisi istituzionale che Italia Nostra ha analizzato e denunciato attraverso il convegno dello scorso anno, maggio 2013.
In quell'occasione rilevammo come, a livello regionale, l'istituzione museale stia vivendo una situazione complessiva di profonda crisi, determinata certo dalla contrazione generalizzata di fondi e risorse, ma, in maniera ancora più grave, dall'incomprensione del suo ruolo culturale da parte della classe politica locale.
Mentre nella maggioranza dei paesi europei i musei si stanno radicalmente - e felicemente - trasformando in efficacissimi strumenti per i programmi di periodico e costante apprendimento e nelle molteplici attività di inclusione sociale, qui da noi si stanno scegliendo facili scorciatoie ispirate principalmente a miopi risparmi di bilancio, che, penalizzando competenza e professionalità, prefigurano, in un futuro prossimo, la banalizzazione dell'Istituzione museale in un luogo dedicato ad attività ludiche di vario tipo, in cui ricerca e diffusione della conoscenza diventano appendici sempre meno necessarie.
Di fronte a questi rischi, Italia Nostra chiede un ripensamento radicale del bando emanato dal Comune, proponendo di aprire una discussione trasparente su quello che è un capitolo decisivo della nostra politica culturale, ovvero sia il destino dei nostri musei.
SE ANCHE TU NON SEI D'ACCORDO CON QUESTA DECISIONE E VUOI DIFENDERE LA NATURA PUBBLICA DELLE POLITICHE CULTURALI LEGATE AL PATRIMONIO, INVIA QUESTO APPELLO A TUTTI I CITTADINI CHE CONOSCI E A CHIUNQUE POSSA ESSERE INTERESSATO (anche sfruttando i social network, la nostra pagina facebook o usando gli strumenti di condivisione accedendo a change.org)
MA SOPRATTUTTO A:
Sindaco:
Sindaco@comune.bologna.it
Virginio.Merola@comune.bologna.it
Assessore Cultura:
AssessoreCulturaGiovaniUniversita@comune.bologna.it
Alberto.Ronchi@comune.bologna.it
Presidente Consiglio Comunale (Simona Lembi):
presidenteconsiglio@comune.bologna.it
Capo Dipartimento Cultura e Scuola
Francesca.Bruni@comune.bologna.it
Presidente Istituzione Bologna Musei (Lorenzo Sassoli de' Bianchi):
segreteriadirezioneMAMbo@comune.bologna.it
Direttore Istituzione Bologna Musei (Gianfranco Maraniello):
Gianfranco.Maraniello@comune.bologna.it

PETIZIONE CHIUSA
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I decisori

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Petizione creata in data 31 maggio 2014