Chiedo che la riorganizzazione della scuola per l'a.s. 2014-15 venga bloccata e che si tenga conto dell'esigenze di bambini, famiglie, didattica e insegnanti confrontandosi con queste ultime.
Chiedo che la riorganizzazione della scuola per l'a.s. 2014-15 venga bloccata e che si tenga conto dell'esigenze di bambini, famiglie, didattica e insegnanti confrontandosi con queste ultime.
Il problema
Sono la mamma di una bambina che frequenta la scuola materna comunale di Roma. Negli ultimi anni ho assistito al lento degrado di quello che una volta era un fiore all'occhiello del sistema scolastico italiano.
Il comune di Roma capitale ritiene adesso necessaria una riorganizzazione per realizzare un nido ed una scuola di qualità. La nuova organizzazione vorrebbe essere centrata sui bambini e sulla cooperazione tra servizi e famiglie; ma sono tante le cose che assolutamente non puntano a questi obiettivi:
- L'aumento del numero di ore a contatto con i bambini di ogni singolo insegnante, oltre all'incremento del carico di lavoro sia amministrativo e gestionale che di programmazione didattica.
- Il non ricorrere alle supplenti in caso di assenza di un insegnante, per cui si graverà sul personale docente in servizio con un notevole impatto emotivo sui bambini. Cosa che avrà anche effetti sociali molto ampi visto che non si ricorrerà più ai precari tappabuchi sfruttati per anni dalla scuola italiana.
- Il voler affidare due momenti cardine della giornata cioè l'accoglienza e l'uscita ai collaboratori, cioè i bidelli per intenderci.
- La chiusura dei nidi a luglio.
Sono tutte cose che fanno pensare che chi abbia ideato questa riforma non si sia mai servito dei servizi scolastici pubblici!!!La scuola non può essere gestita come una azienda e in questo momento ha più necessità di collaboratori e insegnanti che svolgano un servizio che di 166 nuove posizioni organizzative. Una riforma della scuola che vuole il bambino VERO protagonista della sua educazione e crescita e non un mero oggetto di cure assistenziali, deve essere concertata mediante un confronto diretto con gli insegnanti che operano sul campo e con le famiglie.

Il problema
Sono la mamma di una bambina che frequenta la scuola materna comunale di Roma. Negli ultimi anni ho assistito al lento degrado di quello che una volta era un fiore all'occhiello del sistema scolastico italiano.
Il comune di Roma capitale ritiene adesso necessaria una riorganizzazione per realizzare un nido ed una scuola di qualità. La nuova organizzazione vorrebbe essere centrata sui bambini e sulla cooperazione tra servizi e famiglie; ma sono tante le cose che assolutamente non puntano a questi obiettivi:
- L'aumento del numero di ore a contatto con i bambini di ogni singolo insegnante, oltre all'incremento del carico di lavoro sia amministrativo e gestionale che di programmazione didattica.
- Il non ricorrere alle supplenti in caso di assenza di un insegnante, per cui si graverà sul personale docente in servizio con un notevole impatto emotivo sui bambini. Cosa che avrà anche effetti sociali molto ampi visto che non si ricorrerà più ai precari tappabuchi sfruttati per anni dalla scuola italiana.
- Il voler affidare due momenti cardine della giornata cioè l'accoglienza e l'uscita ai collaboratori, cioè i bidelli per intenderci.
- La chiusura dei nidi a luglio.
Sono tutte cose che fanno pensare che chi abbia ideato questa riforma non si sia mai servito dei servizi scolastici pubblici!!!La scuola non può essere gestita come una azienda e in questo momento ha più necessità di collaboratori e insegnanti che svolgano un servizio che di 166 nuove posizioni organizzative. Una riforma della scuola che vuole il bambino VERO protagonista della sua educazione e crescita e non un mero oggetto di cure assistenziali, deve essere concertata mediante un confronto diretto con gli insegnanti che operano sul campo e con le famiglie.

PETIZIONE CHIUSA
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Petizione creata in data 18 giugno 2014