Assistenza Sessuale. E' una scelta.

Il problema

L'assistenza sessuale, presente da anni in molti paesi europei, è un intervento finalizzato al benessere psicofisico ed emotivo di persone in situazione di disabilità e di emarginazione affettiva e relazionale ed è realizzato da operatori in possesso di adeguata formazione.

Permettere di scegliere a chi non ha la libertà e possibilità di farlo è anche una questione di civiltà.

L’assistenza sessuale alla persona affetta da disabilità fisica, intellettiva o mentale, presente da anni in molti paesi europei, nasce per permettere di fruire di una pratica relativa al benessere psicofisico ed emotivo. Le pulsioni sessuali, costantemente represse, impedite e non educate nella loro manifestazione, sia autonoma sia relazionale, producono un costante e progressivo stress psicofisico con conseguenze, anche di rilievo, sulla salute.

- Determinate forme di disabilità fisica, limitano o rendono impossibile l’uso delle proprie mani per prendersi cura del proprio corpo e rendono difficoltosa o proibitiva, l’interazione fisica e sessuale con qualsiasi tipo di partner consenziente, sia disabile che normodotato.

- L’assistenza sessuale si configura essenzialmente come una pratica interattiva relazionale, empatica e comunicativa, svolta per mezzo del corpo e di esperienze sensoriali in un rapporto di reciproco rispetto e fiducia tra la persona con disabilità e la persona che pratica l'attività di assistenza sessuale ed affettiva.

- L’assistenza è definita sessuale ed affettiva perché sia la persona che il suo corpo sono presi in considerazione nella loro interezza con l'intento di creare con un rapporto sensuale sia psicologico che epidermico. L’area genitale è generalmente trascurata nelle pratiche di massaggio e trattata con più distacco o imbarazzo da parte del care-giver formale o informale che assiste la persona disabile nelle sue funzioni corporali quotidiane. Nell'attività di assistenza sessuale ed affettiva, l'area genitale, previo reciproco consenso e disponibilità tra la persona con disabilità e la persona che pratica l'attività, può essere soggetto/oggetto di attenzione e manipolazione, al fine di attenuare e rimuovere tensioni e pulsioni accumulate e causate da inibizioni e impedimenti di ordine funzionale, sociale e culturale e da situazione di assenza di privacy e intimità personale.

L'assistenza sessuale a persone con disabilità, esistente da anni anche in molti paesi europei, è praticata da operatori volontari che hanno seguito dei percorsi formativi su argomenti in ambito medico, giuridico, sociale, sessuologico e etico e che hanno sviluppato una grande sensibilità verso gli altri e un'apertura nei confronti della sessualità. Questi requisiti sono alla base per l'esercizio di una professione che consente, alle persone con disabilità, di riscoprire un proprio corpo come fonte di piacere e non solo di sofferenza e di disagi quotidiani, attraverso il contatto, le carezze, il massaggio, gli abbracci, i giochi erotici o anche semplicemente, la presenza, l'affetto e l'umanità. Possono essere definiti “donatori“ di "felicità fisica/sessuale" per coloro ai quali la vita ha reso difficile la gioia dell'erotismo e della relazione affettiva.

Questo è solo un breve riassunto di un manifesto dettagliato su questa figura. Per chi è interessato a rievere maggiori informazioni, ci può contattare.

www.lovegiver.it

avatar of the starter
Maximiliano UlivieriPromotore della petizioneProject Manager Turismo Accessibile. Responsabile progetto www.lovegiver.it per l'assistenza sessuale alle persone con disabilità. Formatore e consulente.
Questa petizione aveva 360 sostenitori

Il problema

L'assistenza sessuale, presente da anni in molti paesi europei, è un intervento finalizzato al benessere psicofisico ed emotivo di persone in situazione di disabilità e di emarginazione affettiva e relazionale ed è realizzato da operatori in possesso di adeguata formazione.

Permettere di scegliere a chi non ha la libertà e possibilità di farlo è anche una questione di civiltà.

L’assistenza sessuale alla persona affetta da disabilità fisica, intellettiva o mentale, presente da anni in molti paesi europei, nasce per permettere di fruire di una pratica relativa al benessere psicofisico ed emotivo. Le pulsioni sessuali, costantemente represse, impedite e non educate nella loro manifestazione, sia autonoma sia relazionale, producono un costante e progressivo stress psicofisico con conseguenze, anche di rilievo, sulla salute.

- Determinate forme di disabilità fisica, limitano o rendono impossibile l’uso delle proprie mani per prendersi cura del proprio corpo e rendono difficoltosa o proibitiva, l’interazione fisica e sessuale con qualsiasi tipo di partner consenziente, sia disabile che normodotato.

- L’assistenza sessuale si configura essenzialmente come una pratica interattiva relazionale, empatica e comunicativa, svolta per mezzo del corpo e di esperienze sensoriali in un rapporto di reciproco rispetto e fiducia tra la persona con disabilità e la persona che pratica l'attività di assistenza sessuale ed affettiva.

- L’assistenza è definita sessuale ed affettiva perché sia la persona che il suo corpo sono presi in considerazione nella loro interezza con l'intento di creare con un rapporto sensuale sia psicologico che epidermico. L’area genitale è generalmente trascurata nelle pratiche di massaggio e trattata con più distacco o imbarazzo da parte del care-giver formale o informale che assiste la persona disabile nelle sue funzioni corporali quotidiane. Nell'attività di assistenza sessuale ed affettiva, l'area genitale, previo reciproco consenso e disponibilità tra la persona con disabilità e la persona che pratica l'attività, può essere soggetto/oggetto di attenzione e manipolazione, al fine di attenuare e rimuovere tensioni e pulsioni accumulate e causate da inibizioni e impedimenti di ordine funzionale, sociale e culturale e da situazione di assenza di privacy e intimità personale.

L'assistenza sessuale a persone con disabilità, esistente da anni anche in molti paesi europei, è praticata da operatori volontari che hanno seguito dei percorsi formativi su argomenti in ambito medico, giuridico, sociale, sessuologico e etico e che hanno sviluppato una grande sensibilità verso gli altri e un'apertura nei confronti della sessualità. Questi requisiti sono alla base per l'esercizio di una professione che consente, alle persone con disabilità, di riscoprire un proprio corpo come fonte di piacere e non solo di sofferenza e di disagi quotidiani, attraverso il contatto, le carezze, il massaggio, gli abbracci, i giochi erotici o anche semplicemente, la presenza, l'affetto e l'umanità. Possono essere definiti “donatori“ di "felicità fisica/sessuale" per coloro ai quali la vita ha reso difficile la gioia dell'erotismo e della relazione affettiva.

Questo è solo un breve riassunto di un manifesto dettagliato su questa figura. Per chi è interessato a rievere maggiori informazioni, ci può contattare.

www.lovegiver.it

avatar of the starter
Maximiliano UlivieriPromotore della petizioneProject Manager Turismo Accessibile. Responsabile progetto www.lovegiver.it per l'assistenza sessuale alle persone con disabilità. Formatore e consulente.

Aggiornamenti sulla petizione

Condividi questa petizione

Petizione creata in data 12 dicembre 2012