FERMIAMO LA CACCIA AL CAPRIOLO NELLA PROVINCIA DELLA SPEZIA

Il problema

Con Deliberazione del Commissario Straordinario della Provincia della Spezia n.119 del 07/07/2014, è stato approvato il calendario provinciale relativo al prelievo venatorio del capriolo mediante caccia di selezione. I maschi giovani e adulti possono essere cacciati dal 9 al 15 luglio e dal 15 agosto al 30 settembre, mentre le femmine e i piccoli potranno essere cacciati dal 1° febbraio al 15 marzo. 

Motivazione ufficiale di questa decisione, la presenza di 125 esemplari in esubero nei nostri territori.

Esistono, però, metodi alternativi, validi ed efficaci e, soprattutto, non cruenti – che contemplano interventi di ingegneria naturalistica, gestione ambientale e controllo della natalità – per contenere il proliferare di questi animali.

Chiediamo che la delibera venga ritirata, e conseguentemente fermata la caccia ai caprioli nella Provincia della Spezia, e che le Autorità si impegnino, con l’adozione dei suddetti metodi, a prevenire o risolvere le problematiche in materia senza far più ricorso ad attività venatorie.

Nel terzo millennio, in una civiltà che si fa portatrice di certi valori, non è più accettabile la pratica della caccia come mero sport, passatempo o “soluzione” a problemi di sovraffollamento dei territori da parte di alcune specie animali. La caccia da tempo ha perso la funzione di strumento per la sopravvivenza, e in un paese in cui la sensibilità verso la tutela ambientale e faunistica è in aumento, così come la diffusione di abitudini alimentari in cui la carne è sempre meno presente, stona assistere alla concessione da parte delle Autorità preposte di un nuovo calendario venatorio che porterà ad una mattanza di caprioli, adulti e cuccioli. “La civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali”, diceva il Mahatma Ghandi. E animali non sono solo il cane o il gatto che abitano nelle nostre case, ma anche quelli che popolano la natura intorno a noi. La Spezia, nel 2011, si è dichiarata “Città contro la vivisezione”, la prima città in Italia, forse in Europa, a dotarsi di una cartellonistica di alto valore etico e a non volere l’insediamento di laboratori e aziende che pratichino la sperimentazione animale. Si continui su questa strada per tutelare il più possibile tutti gli animali!

 

 

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Ramona TelliniPromotore della petizione
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Il problema

Con Deliberazione del Commissario Straordinario della Provincia della Spezia n.119 del 07/07/2014, è stato approvato il calendario provinciale relativo al prelievo venatorio del capriolo mediante caccia di selezione. I maschi giovani e adulti possono essere cacciati dal 9 al 15 luglio e dal 15 agosto al 30 settembre, mentre le femmine e i piccoli potranno essere cacciati dal 1° febbraio al 15 marzo. 

Motivazione ufficiale di questa decisione, la presenza di 125 esemplari in esubero nei nostri territori.

Esistono, però, metodi alternativi, validi ed efficaci e, soprattutto, non cruenti – che contemplano interventi di ingegneria naturalistica, gestione ambientale e controllo della natalità – per contenere il proliferare di questi animali.

Chiediamo che la delibera venga ritirata, e conseguentemente fermata la caccia ai caprioli nella Provincia della Spezia, e che le Autorità si impegnino, con l’adozione dei suddetti metodi, a prevenire o risolvere le problematiche in materia senza far più ricorso ad attività venatorie.

Nel terzo millennio, in una civiltà che si fa portatrice di certi valori, non è più accettabile la pratica della caccia come mero sport, passatempo o “soluzione” a problemi di sovraffollamento dei territori da parte di alcune specie animali. La caccia da tempo ha perso la funzione di strumento per la sopravvivenza, e in un paese in cui la sensibilità verso la tutela ambientale e faunistica è in aumento, così come la diffusione di abitudini alimentari in cui la carne è sempre meno presente, stona assistere alla concessione da parte delle Autorità preposte di un nuovo calendario venatorio che porterà ad una mattanza di caprioli, adulti e cuccioli. “La civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali”, diceva il Mahatma Ghandi. E animali non sono solo il cane o il gatto che abitano nelle nostre case, ma anche quelli che popolano la natura intorno a noi. La Spezia, nel 2011, si è dichiarata “Città contro la vivisezione”, la prima città in Italia, forse in Europa, a dotarsi di una cartellonistica di alto valore etico e a non volere l’insediamento di laboratori e aziende che pratichino la sperimentazione animale. Si continui su questa strada per tutelare il più possibile tutti gli animali!

 

 

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Ramona TelliniPromotore della petizione

I decisori

Arch. Marino Fiasella
Arch. Marino Fiasella
Commissario Straordinario della Provincia della Spezia
Ing. Gianni Benvenuto
Ing. Gianni Benvenuto
Dirigente Ufficio Caccia della Provincia della Spezia

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Petizione creata in data 18 luglio 2014