NO ALLA CHIUSURA DELLA FERROVIA PORRETTANA! Chiediamo un rilancio adeguato della linea, volto a valorizzare e promuovere una montagna fortemente penalizzata.

PETIZIONE CHIUSA

Questa petizione aveva 4528 sostenitori

Il problema

Per una Ferrovia Porrettana viva e vitale!

La Porrettana fu il primo collegamento ferroviario tra il nord e il sud Italia attraverso l’Appennino e fu inaugurata da Vittorio Emanuele II nel 1864. Al tempo fu un’opera di grande prestigio e di enorme portata ingegneristica, con le sue 47 gallerie e i suoi 35 ponti e viadotti. Il tratto tra Pracchia e Pistoia, fu una sfida per la tecnologia dell'epoca: in 26 km doveva essere superato un dislivello di 550 metri; troppo per le macchine a vapore di allora. Il progettista, l’ingegnere francese Jean Louis Protche, risolse il problema con un colpo di genio; una galleria semi-elicoidale nel tratto Piteccio-Corbezzi che allungava il percorso facendo così diminuire la pendenza. Incredibile per allora, fu anche la realizzazione della galleria più lunga, quella tra San Mommè e Pracchia, che misura ben 2700 metri; per realizzarla dovettero ideare e realizzare delle speciali trivelle.

Ancora oggi sono visibili le numerose opere di ingegneria idraulica e ferroviaria che sorprendono per le soluzioni tecniche e per il livello qualitativo: una preziosa testimonianza di quanto la sapienza artigiana, la dedizione e la passione dell’uomo facessero sì che i lavori durassero nel tempo. Un patrimonio storico e culturale che se salvaguardato e valorizzato, potrebbe generare un flusso di visitatori che farebbe da traino per un futuro sviluppo turistico di tutta la zona. La ferrovia Porrettana è un'infrastruttura insostituibile per il servizio di trasporto pubblico nell'area dell'Appennino Tosco-Emiliano che va da Pistoia a Porretta Terme ed è indispensabile per le persone che hanno necessità di spostarsi per studio, per lavoro, per curarsi e per accedere a tutti quei servizi presenti in città e dei quali il territorio montano è sempre più orfano.

E’ da tener presente che se la manutenzione della tratta Porretta-Pistoia non viene effettuata (così come non è stata effettuata in questi ultimi anni da chi ne è responsabile e cioè RFI ), il degrado del territorio circostante aumenterà sempre più, fino a provocare nuove e più pericolose frane, creando gli alibi per coloro che la vorrebbero sopprimere.

Altri motivi per cui la ferrovia non deve chiudere:

1. La ferrovia porrettana deve dare impulso e favorire il trasporto su ferro, indispensabile per ogni paese civile che voglia ridimensionare quello su gomma, con maggiore rispetto per l'ambiente e per la qualità della vita.

2. La ferrovia porrettana, in vista della soppressione delle province e della realizzazione di aree metropolitane, non può mancare all'appello per essere protagonista in un'area di enorme rilevanza strategica come quella compresa tra Firenze, Prato, Pistoia, Lucca e Bologna.

3. La ferrovia porrettana, con fulcro a Pracchia, deve dar modo di smistare le persone che arrivano direttamente dalla pianura, dalle città, dai paesi, di avere delle coincidenze ben organizzate, con bus-navetta che invece di essere sostitutivi, siano complementari a un servizio ferroviario. In questa maniera turisti, lavoratori, pendolari, scolaresche, sportivi ecc... saranno in grado di poter scegliere finalmente un servizio che escluda l'uso dell'auto e permetta un’ampia scelta di soluzioni, per gli sport invernali, per il trekking, per l’uso della mountain bike, per raggiungere e visitare l’ecomuseo, per partecipare alle feste paesane organizzate dalle proloco.

4. La ferrovia porrettana va salvaguardata e difesa come un ‘fiore all’occhiello’ anche per rispetto e gratitudine alle migliaia di persone che con grandi sacrifici hanno partecipato alla sua costruzione e alla sua ricostruzione nel dopoguerra e anche alle ingenti spese sostenute per questo e per le manutenzioni, per la sicurezza di tanti anni di attività.

5. La ferrovia porrettana va salvaguardata perché nel caso che diventi ‘patrimonio mondiale dell’UNESCO, come richiesto, non possiamo presentarla come ferrovia ‘chiusa’.

6. La ferrovia porrettana, bene comune, servizio pubblico (che potrebbe essere gestito anche da privati), deve avere una sua vita propria e non essere considerata di serie b, deve valorizzare territorio e ambiente, paesi, vallate, favorendo gli scambi e le iniziative turistico-sociali-ricettive tra L’Emilia e la Toscana. Deve anche valorizzare se stessa, per l’enorme valenza storica e architettonica. Un patrimonio che non ci possiamo permettere di perdere!

Per questo facciamo appello al Presidente del Consiglio,  affinché si adottino finalmente politiche rivolte a un utilizzo della ferrovia che sia all'altezza delle necessità di trasporto e di sviluppo turistico dell'appennino tosco-emiliano.

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paolo bresciPromotore della petizione

I decisori

Al Presidente del Consiglio e ai Presidenti delle Regioni di Toscana ed Emilia
Al Presidente del Consiglio e ai Presidenti delle Regioni di Toscana ed Emilia

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