Aiutiamo i cittadini onesti che denunciano le mafie

Aiutiamo i cittadini onesti che denunciano le mafie

Il problema

Mi chiamo Pietro, ho 45 anni, ero titolare di una società di vigilanza privata a Vibo Valentia taglieggiata dalla ‘ndrangheta e da istituzioni corrotte e oggi sono un testimone di giustizia sotto scorta dal 2011. Anche i miei cari hanno dovuto lasciare casa, vita e identità. 

Oggi vorrei tornare a una vita normale, ma lo Stato abbandona le persone che denunciano la criminalità organizzata. Ecco perché in questi giorni sono davanti al Viminale a chiedere di parlare con il ministro Angelino Alfano.

Porto avanti la mia protesta insieme a Gennaro Ciliberto, che collabora come testimone con diverse procure della Repubblica, ha subito minacce e oggi vive come un latitante mentre lo Stato non gli dà alcuna protezione. Un destino che accomuna molte persone che collaborano con la giustizia e molti testimoni che hanno avuto lo stesso trattamento: essere ammanettati e portati in questura come criminali, come è successo a me e Gennaro in questi giorni a Roma

L’altro giorno stati fermati in piena notte per una ganascia alla nostra auto che noi stessi abbiamo segnalato alla polizia municipale. Siamo stati denunciati per danneggiamento aggravato di quella ganascia che noi stessi abbiamo segnalato come danneggiata ai vigili. 

I sei poliziotti che sono intervenuti mi hanno scaraventato per terra, ammanettato e condotto in un Commissariato. Secondo il referto del pronto soccorso ho riportato un trauma distorsivo ai polsi e alla spalla. Sono stato foto segnalato e hanno preso le mie impronte digitali dopo avermi chiesto di mostrarmi a dorso nudo per eventuali tatuaggi. Pensare che sono incensurato

Perché ci devono trattare in questo modo? Qual è il nostro reato? Per renderci meno credibili nei processi? Lo Stato nella sua interezza deve battersi al nostro fianco, perché abbiamo avuto il coraggio di fare quello che dovrebbero fare tutti: denunciare. Vorrei che i cittadini onesti che fanno i nomi dei criminali fossero davvero liberi di tornare a vivere e a lavorare. Lo Stato ci deve difendere, non abbandonare. 

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Pietro Di CostaPromotore della petizione
Questa petizione aveva 307 sostenitori

Il problema

Mi chiamo Pietro, ho 45 anni, ero titolare di una società di vigilanza privata a Vibo Valentia taglieggiata dalla ‘ndrangheta e da istituzioni corrotte e oggi sono un testimone di giustizia sotto scorta dal 2011. Anche i miei cari hanno dovuto lasciare casa, vita e identità. 

Oggi vorrei tornare a una vita normale, ma lo Stato abbandona le persone che denunciano la criminalità organizzata. Ecco perché in questi giorni sono davanti al Viminale a chiedere di parlare con il ministro Angelino Alfano.

Porto avanti la mia protesta insieme a Gennaro Ciliberto, che collabora come testimone con diverse procure della Repubblica, ha subito minacce e oggi vive come un latitante mentre lo Stato non gli dà alcuna protezione. Un destino che accomuna molte persone che collaborano con la giustizia e molti testimoni che hanno avuto lo stesso trattamento: essere ammanettati e portati in questura come criminali, come è successo a me e Gennaro in questi giorni a Roma

L’altro giorno stati fermati in piena notte per una ganascia alla nostra auto che noi stessi abbiamo segnalato alla polizia municipale. Siamo stati denunciati per danneggiamento aggravato di quella ganascia che noi stessi abbiamo segnalato come danneggiata ai vigili. 

I sei poliziotti che sono intervenuti mi hanno scaraventato per terra, ammanettato e condotto in un Commissariato. Secondo il referto del pronto soccorso ho riportato un trauma distorsivo ai polsi e alla spalla. Sono stato foto segnalato e hanno preso le mie impronte digitali dopo avermi chiesto di mostrarmi a dorso nudo per eventuali tatuaggi. Pensare che sono incensurato

Perché ci devono trattare in questo modo? Qual è il nostro reato? Per renderci meno credibili nei processi? Lo Stato nella sua interezza deve battersi al nostro fianco, perché abbiamo avuto il coraggio di fare quello che dovrebbero fare tutti: denunciare. Vorrei che i cittadini onesti che fanno i nomi dei criminali fossero davvero liberi di tornare a vivere e a lavorare. Lo Stato ci deve difendere, non abbandonare. 

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Pietro Di CostaPromotore della petizione

I decisori

Angelino Alfano
Angelino Alfano

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Petizione creata in data 1 dicembre 2013