No alla Germania su ulteriori restrizioni alla politica fiscale degli Stati membri


No alla Germania su ulteriori restrizioni alla politica fiscale degli Stati membri
Il problema
Apprendiamo ora che al prossimo Consiglio Europeo di giovedì il Presidente Letta potrebbe incontrare una forte pressione ad approvare un irrigidimento ulteriore della politica economica europea in una direzione gradita alla Germania e che leverebbe ai paesi in difficoltà anche l’ultima fonte di (limitata) autonomia di politica economica rimasta.
Potrebbe rivelarsi un momento cruciale per l’Europa ed il nostro Paese. Per questo vi chiedo di firmare questo appello.
Ill. mo Presidente,
«Il nostro destino può essere quello che vogliamo solo se l'Europa farà scelte diverse da quelle fatte finora». Queste sue parole, così importanti, furono pronunciate poco prima dell’insediamento del governo da Lei presieduto e del suo tempestivo e immediatamente successivo tour europeo.
Tra meno di 24 ore lei si recherà nuovamente a Bruxelles per un Consiglio Europeo che si annuncia decisivo per il destino dell’Europa, il primo dallo svolgimento delle elezioni tedesche.
Sono sempre più frequenti i riferimenti ad una richiesta proprio dalla Germania di accelerare sul fronte dei c.d. “contractual arrangements” ovvero degli accordi contrattuali che dovrebbero limitare ulteriormente la flessibilità dell’ultimo strumento di politica economica che i singoli Stati hanno ancora a disposizione, quello della politica fiscale, per fronteggiare una recessione che rischia di far esplodere tensioni sociali ed economiche insostenibili, mettendo a repentaglio la permanenza nell’area euro e dunque il progetto europeo.
Come da Lei stesso comunicato alla Camera dei deputati ieri 22 ottobre, “la strada per uscire dalla crisi non è costruire nuove gabbie di procedure, monitoraggi, sanzioni”.
Con questo appello la preghiamo di porre dunque senza indugi il veto, all’interno della riunione del Consiglio europeo, a qualsiasi proposta di ulteriore riduzione dell’autonomia fiscale dei singoli Paesi Stati membri dell’area euro.

Il problema
Apprendiamo ora che al prossimo Consiglio Europeo di giovedì il Presidente Letta potrebbe incontrare una forte pressione ad approvare un irrigidimento ulteriore della politica economica europea in una direzione gradita alla Germania e che leverebbe ai paesi in difficoltà anche l’ultima fonte di (limitata) autonomia di politica economica rimasta.
Potrebbe rivelarsi un momento cruciale per l’Europa ed il nostro Paese. Per questo vi chiedo di firmare questo appello.
Ill. mo Presidente,
«Il nostro destino può essere quello che vogliamo solo se l'Europa farà scelte diverse da quelle fatte finora». Queste sue parole, così importanti, furono pronunciate poco prima dell’insediamento del governo da Lei presieduto e del suo tempestivo e immediatamente successivo tour europeo.
Tra meno di 24 ore lei si recherà nuovamente a Bruxelles per un Consiglio Europeo che si annuncia decisivo per il destino dell’Europa, il primo dallo svolgimento delle elezioni tedesche.
Sono sempre più frequenti i riferimenti ad una richiesta proprio dalla Germania di accelerare sul fronte dei c.d. “contractual arrangements” ovvero degli accordi contrattuali che dovrebbero limitare ulteriormente la flessibilità dell’ultimo strumento di politica economica che i singoli Stati hanno ancora a disposizione, quello della politica fiscale, per fronteggiare una recessione che rischia di far esplodere tensioni sociali ed economiche insostenibili, mettendo a repentaglio la permanenza nell’area euro e dunque il progetto europeo.
Come da Lei stesso comunicato alla Camera dei deputati ieri 22 ottobre, “la strada per uscire dalla crisi non è costruire nuove gabbie di procedure, monitoraggi, sanzioni”.
Con questo appello la preghiamo di porre dunque senza indugi il veto, all’interno della riunione del Consiglio europeo, a qualsiasi proposta di ulteriore riduzione dell’autonomia fiscale dei singoli Paesi Stati membri dell’area euro.

PETIZIONE CHIUSA
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Petizione creata in data 22 ottobre 2013