IL EST INTERDIT D'INTERDIRE. No all'interdizione legale di Nadia L.


IL EST INTERDIT D'INTERDIRE. No all'interdizione legale di Nadia L.
Il problema
La campagna di raccolta di firme "Il est interdite d'interdire" intende appoggiare l'opposizione della sig.ra Nadia L. al procedimento di interdizione legale promosso dalla Procura di Messina, su sollecitazione del Comune di Giardini Naxos, che intende in tal modo obbligare la stessa a modificare il proprio stile di vita ed essere ristretta, contro la propria volontà, in una struttura psichiatrica.
L'insensatezza della sig.ra L. consiste nel voler vivere liberamente a contatto con la natura e il mare, rovistando a volte nei rifiuti e creando fastidio ai cultori del decoro urbano.
Fino a qualche anno fa Nadia viveva da clochard in quel di Giardini Naxos, ridente località turistica situata nella baia di Taormina. Oggi ha scelto di eleggere la propria residenza presso il centro di accoglienza "La Cura", gestito dall'associazione Penelope, dove vive stabilmente e mantiene il suo posto letto e usufruisce dei servizi di doccia, vitto e supporto sociale.
Durante il giorno, stante anche lo splendido clima siciliano e il periodo estivo, ama recarsi a mare e girovagare per le vie del paese, a volte portandosi dietro povere cose rinvenute per strada, altre volte rimanendo al sole sulla battigia, altre volte chiedendo spiccioli e sigarette per le sue vicissitudini, altre ancora scavando le aiuole e cospargendo di terra i marciapiedi.
Nessun pericolo per se o per altri, ma tanto fastidio per i ristoratori che vedono nella sua presenza un deterrente per i turisti e gli avventori; per i perbenisti che non ritengano giusto e non sopportano che si possa scegliere di vivere così.
Per chi richiede l'interdizione, pur non essendo Nadia né sola né abbandonata a se stessa ma supportata e rispettata in tutti i suoi bisogni e le sue scelte, lei non è libera, né esprime liberamente una sua volontà. A nulla vale l'evidenza che da oltre un decennio Nadia ha scelto di vivere così e che che tale scelta è stata successiva proprio alla sua fuga da una struttura protetta in Francia.
Oggi Nadia che ha già subito la nomina di un amministratore di sostegno che si occupa di lei rispettandone le volontà e i desideri, rischia l'interdizione per la sua resistenza (sostenuta anche dal suo amministratore) ad accettare il ricovero in una struttura protetta che ne limiti la libertà di movimento e a sottoporsi a trattamenti psicofarmacologici forzati che non ritiene necessari.
Di questa lotta di resistenza trovate traccia sulla pagina Fb dedicata Nadia Libera Nadia promossa dall'associazione Penelope. Coordinamento solidarietà sociale onlus e dal Comitato Iniziativa Antipsichiatrica

Il problema
La campagna di raccolta di firme "Il est interdite d'interdire" intende appoggiare l'opposizione della sig.ra Nadia L. al procedimento di interdizione legale promosso dalla Procura di Messina, su sollecitazione del Comune di Giardini Naxos, che intende in tal modo obbligare la stessa a modificare il proprio stile di vita ed essere ristretta, contro la propria volontà, in una struttura psichiatrica.
L'insensatezza della sig.ra L. consiste nel voler vivere liberamente a contatto con la natura e il mare, rovistando a volte nei rifiuti e creando fastidio ai cultori del decoro urbano.
Fino a qualche anno fa Nadia viveva da clochard in quel di Giardini Naxos, ridente località turistica situata nella baia di Taormina. Oggi ha scelto di eleggere la propria residenza presso il centro di accoglienza "La Cura", gestito dall'associazione Penelope, dove vive stabilmente e mantiene il suo posto letto e usufruisce dei servizi di doccia, vitto e supporto sociale.
Durante il giorno, stante anche lo splendido clima siciliano e il periodo estivo, ama recarsi a mare e girovagare per le vie del paese, a volte portandosi dietro povere cose rinvenute per strada, altre volte rimanendo al sole sulla battigia, altre volte chiedendo spiccioli e sigarette per le sue vicissitudini, altre ancora scavando le aiuole e cospargendo di terra i marciapiedi.
Nessun pericolo per se o per altri, ma tanto fastidio per i ristoratori che vedono nella sua presenza un deterrente per i turisti e gli avventori; per i perbenisti che non ritengano giusto e non sopportano che si possa scegliere di vivere così.
Per chi richiede l'interdizione, pur non essendo Nadia né sola né abbandonata a se stessa ma supportata e rispettata in tutti i suoi bisogni e le sue scelte, lei non è libera, né esprime liberamente una sua volontà. A nulla vale l'evidenza che da oltre un decennio Nadia ha scelto di vivere così e che che tale scelta è stata successiva proprio alla sua fuga da una struttura protetta in Francia.
Oggi Nadia che ha già subito la nomina di un amministratore di sostegno che si occupa di lei rispettandone le volontà e i desideri, rischia l'interdizione per la sua resistenza (sostenuta anche dal suo amministratore) ad accettare il ricovero in una struttura protetta che ne limiti la libertà di movimento e a sottoporsi a trattamenti psicofarmacologici forzati che non ritiene necessari.
Di questa lotta di resistenza trovate traccia sulla pagina Fb dedicata Nadia Libera Nadia promossa dall'associazione Penelope. Coordinamento solidarietà sociale onlus e dal Comitato Iniziativa Antipsichiatrica

Vittoria
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Petizione creata in data 24 agosto 2021