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violenza

13 petitions

Update posted 3 weeks ago

Petition to Dott. Giorgio Stracuzzi, Dott. Vito Di Giorgio, Dott. Corrado Bonanzinga

IL EST INTERDIT D'INTERDIRE. No all'interdizione legale di Nadia L.

La campagna di raccolta di firme "Il est interdite d'interdire" intende appoggiare l'opposizione della sig.ra Nadia L. al procedimento di interdizione legale promosso dalla Procura di Messina, su sollecitazione del Comune di Giardini Naxos, che intende in tal modo obbligare la stessa a modificare il proprio stile di vita ed essere ristretta, contro la propria volontà, in una struttura psichiatrica. L'insensatezza della sig.ra L. consiste nel voler vivere liberamente a contatto con la natura e il mare, rovistando a volte nei rifiuti e creando fastidio ai cultori del decoro urbano.  Fino a qualche anno fa Nadia viveva da clochard in quel di Giardini Naxos, ridente località turistica situata nella baia di Taormina. Oggi ha scelto di eleggere la propria residenza presso il centro di accoglienza "La Cura", gestito dall'associazione Penelope, dove vive stabilmente e mantiene il suo posto letto e usufruisce dei servizi di doccia, vitto e supporto sociale. Durante il giorno, stante anche lo splendido clima siciliano e il periodo estivo, ama recarsi a mare e girovagare per le vie del paese, a volte portandosi dietro povere cose rinvenute per strada, altre volte rimanendo al sole sulla battigia, altre volte chiedendo spiccioli e sigarette per le sue vicissitudini, altre ancora scavando le aiuole e cospargendo di terra i marciapiedi. Nessun pericolo per se o per altri, ma tanto fastidio per i ristoratori che vedono nella sua presenza un deterrente per i turisti e gli avventori; per i perbenisti che non ritengano giusto e non sopportano che si possa scegliere di vivere così. Per chi richiede l'interdizione, pur non essendo Nadia né sola né abbandonata a se stessa ma supportata e rispettata in tutti i suoi bisogni e le sue scelte, lei non è libera, né esprime liberamente una sua volontà. A nulla vale l'evidenza che da oltre un decennio Nadia ha scelto di vivere così e che che tale scelta è stata successiva proprio alla sua fuga da una struttura protetta in Francia. Oggi Nadia che ha già subito la nomina di un amministratore di sostegno che si occupa di lei rispettandone le volontà e i desideri, rischia l'interdizione per la sua resistenza (sostenuta anche dal suo amministratore) ad accettare il ricovero in una struttura protetta che ne limiti la libertà di movimento e a sottoporsi a trattamenti psicofarmacologici forzati che non ritiene necessari. Di questa lotta di resistenza trovate traccia sulla pagina Fb dedicata Nadia Libera Nadia promossa dall'associazione Penelope. Coordinamento solidarietà sociale onlus e dal Comitato Iniziativa Antipsichiatrica

Comitato Iniziativa Antipsichiatrica
268 supporters
Started 3 months ago

Petition to Presidente del Consiglio Mario Draghi, Ministro Affari Esteri Luigi Di Maio, Ministra Interno Luciana Lamorgese, Ministra Pari Opportunità Elena Bonetti

IMMEDIATA LIBERAZIONE PER LE DONNE PRIGIONIERE NEI CENTRI DI DETENZIONE IN LIBIA

Al Presidente del Consiglio Mario Draghi  - Mario Draghi  Al Ministro Affari Esteri e Cooperazione Internazionale  - Luigi Di Maio  Alla Ministra Interno  - Luciana Lamorgese  Alla Ministra Pari Opportunità - Elena Bonetti  Le pagine di Avvenire raccontano di quanto sta avvenendo nel centro di detenzione ufficiale di Sharà al- Zawiya, una delle prigioni nelle quali vengono condotti i migranti catturati in mare dalla guardia costiera libica.  Cinque ragazze somale, come loro tante altre, raccontano ad Associated Press le violenze e gli stupri sistematici che devono subire dai poliziotti-stupratori che governano la prigione.  Aggredite e stuprate per aver chiesto di andare in bagno o telefonare alla propria famiglia.  L’Unione Europea e il Governo Italiano sono finanziatori del sistema di detenzione libico e nell’incontro di ieri a Berlino, Italia e Germania hanno preso ad esempio il modello Erdogan ed hanno ringraziato la guardia costiera libica. Nonostante tutto. Nonostante Suki Nagra rappresentante in Libia dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti Umani abbia confermato la sistematica violazione dei diritti umani, parlando di “violenza sessuale inconcepibile contro donne e migranti nel centro di detenzione di Sharà al Zawiya di Tripoli. Tentativi di suicidio per disperazione e fame. Chiediamo il loro rilascio e protezione immediati” Noi non rimaniamo indifferenti alle violenze che le donne e i migranti stanno vivendo nei centri di detenzione in Libia.  Chiediamo che il Governo Italiano: 1- intervenga per l’immediata liberazione e la protezione delle donne oggetto degli stupri  oggi ospitate nel centro di detenzione di Sharà al Zawiya e negli altri centri di detenzioni libici.  2- intervenga presso la UE per l’attivazione immediata di corridoi umanitari  3- proceda alla revoca  del memorandum Italia Libia del 2017 prorogato nel 2020  alle medesime condizioni di collaborazione con la Guardia costiera libica  Presidente Mario Draghi  Ministro Luigi Di Maio  Ministra Luciana Lamorgese  Ministra Elena Bonetti  L’Italia si muove secondo il pieno rispetto dei diritti umani delle donne e degli uomini. Queste gravi violazioni ormai note ci obbligano ad un intervento immediato che chiarisca e riaffermi con forza il posizionamento democratico del nostro Paese e l’impossibilità di corresponsabilità rispetto a tali gravi violazioni.  

Dalla Stessa Parte
12,925 supporters
Update posted 5 months ago

Petition to Popolazione, Sindaco Vincenzo Ascione

Omicidio Maurizio Cerrato - Dimissioni Comandante Polizia Locale Torre Annunziata

OMICIDIO MAURIZIO CERRATO. La sera del 19 Aprile 2021, in Torre Annunziata (NA) è stato barbaramente ammazzato, da quattro uomini,  a colpi di crick e con una coltellata al petto, Maurizio Cerrato, custode del Parco Archeologico di Pompei (NA).Maurizio era intervenuto in soccorso della giovane figlia che aveva "osato" parcheggiare in un posto di Via IV Novembre, a Torre Annunziata, "riservato" col sistema delle sedie su suolo pubblico, sgarro punito con l'omicidio del padre davanti ai Suoi occhi. Dalla cronologia di tutte le foto di Google, si evince che quelle sedie in strada, ad occupare abusivamente il suolo pubblico,  erano presenti dal 2008 ed in TREDICI ANNI nessun vigile urbano  è mai intervenuto per farle rimuovere, denunciare e sanzionare i colpevoli di quegli abusi, "girando" sempre la faccia  dall'altra parte.Poiché è convinzione comune che, in una società civile, nessun atto di prepotenza ed illegalità debba o possa essere tollerato e che se le autorità preposte al controllo del territorio di Torre Annunziata avessero svolto correttamente il proprio lavoro/dovere, le circostanze che hanno determinato il brutale assassinio di Maurizio Cerrato non si sarebbero verificate, CON LA FIRMA PRIMA  E LA CONDIVISIONE DOPO, questa petizione ha il fine di giustizia di rimuovere  immediatamente dal proprio posto il  Comandante della Polizia Locale del comune di Torre Annunziata. Confido nel supporto di tutte le persone oneste! G R A Z I E 

Mario Noceroni
45,164 supporters
Update posted 5 months ago

Petition to Monsignore Ligorio Vescovo di Potenza, Papa Francesco

Verità su Elisa da parte della Curia prima di riaprire al culto la Chiesa della Trinità

Il 12 settembre 1993 Elisa Claps veniva uccisa da Danilo Restivo. Per oltre 17 lunghissimi anni Elisa è stata considerata scomparsa, e   la famiglia l'ha cercata  senza sapere cosa le fosse successo né dove si trovasse.  Era uscita di casa, in una splendida domenica di sole, per incontrare Danilo Restivo nei locali della Chiesa della Trinità di Potenza, poi il buio. Molti depistaggi hanno portato le indagini a cercare Elisa lontano da quella Chiesa, mentre, nel frattempo, Restivo viveva la sua vita, si trasferiva in Inghilterra dove ha ucciso un’altra donna Heather Barnet. Il 17 marzo 2010 Elisa veniva ritrovata da due operai nel sottotetto della chiesa della Trinità. Nessuno da allora ha dato spiegazioni del perché per tutti quegli anni il corpo di una ragazza fosse rimasto lì, di come fosse possibile che nessuno se ne fosse accorto, del perché chi sapeva non ha parlato, del perché di inspiegabili depistaggi. Elisa è rimasta nel sottotetto di quella chiesa,  a due passi da casa, come in un limbo, mentre la famiglia la cercava ovunque  e chi sapeva dov’era il suo corpo continuava a tacere, e palate di fango venivano lanciate su di lei e la sua famiglia.Oggi, a distanza di 11 anni dal ritrovamento, la Curia di Potenza fa sapere pubblicamente di voler riaprire la chiesa della Trinità e restituirla al culto al completamento dei lavori appena iniziati. Riaprire senza aver fatto luce sul silenzio durato per circa trent’anni, sulle possibili coperture, senza far luce sulla messa in scena del ritrovamento. Senza riconciliarsi con la famiglia e la comunità di Potenza, senza chiedere scusa, come farebbe un qualsiasi padre. Come ha detto Gildo, il fratello di Elisa, “non è ammissibile, con un colpo di spugna, cancellare 17 anni di omissioni e di menzogne offendendo la memoria di Elisa e la sensibilità di quanti non vorrebbero mai che in quella Chiesa si tornassero a celebrare funzioni religiose. Su quanto accaduto dopo il 12 settembre del 1993 e all'alba del ritrovamento il 17 marzo 2010 non si è mai raggiunta una verità giudiziaria né tantomeno una verità storica e su questo punto la Curia potentina, prima di parlare di riapertura al culto ha l'obbligo morale di fare chiarezza.” Per questo chiediamo che ci sia  un atto concreto da parte della Curia: una restituzione della verità, una parola di scusa, senza la quale ci opporremo  alla riapertura al culto della chiesa della Trinità. Comitato per Elisa

COMITATO PER ELISA
16,755 supporters