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violenza donne

5 petitions

This petition won 2 years ago

Petition to Michele Conti

Pisa, un condannato nominato assessore alla cultura. Vogliamo le dimissioni!

ENGLISH Siamo indignate/i dalla scelta di Andrea Buscemi come assessore alla cultura. Pisa non se lo merita! Il suddetto è stato riconosciuto colpevole del reato di stalking secondo la sentenza della Corte d’appello di Firenze emessa in data 30 maggio 2017, che “lo condanna al risarcimento dei danni a favore della parte civile”, oltre a “rifondere alla parte civile le spese di difesa”, cioè tutte le spese del primo processo e di quello d'appello. Nella sentenza sono descritti i fatti che hanno portato il giudice alla condanna: violenze fisiche, pedinamenti, continue telefonate, ricatti, pressioni, minacce e violenze fisiche alle vittime (sono più di una) e ai testimoni. L’abbondanza delle prove testimoniali e documentali rendono conto delle gravi violenze agite verso le sue ex compagne, protratte per oltre 15 anni, e rilevano chiaramente la condotta aggressiva e manipolatrice del soggetto. A carico del politico sono state emesse anche misure cautelari di divieto di avvicinamento a due testimoni. Nella sentenza d'appello, infatti, è riportato testualmente: "l'istruttoria dibattimentale ha fatto emergere reiterati atti persecutori messi in atto dall'imputato" e ancora “l’imputato nel corso del procedimento penale si è reso responsabile di condotte di minaccia ai danni di due testi per indurle a non testimoniare, a seguito delle quali il giudice per le indagini preliminari ha emesso un divieto di avvicinamento alle predette testi in relazione ai reati di cui agli articoli 377 e 610 del codice penale”. Il primo cittadino della nostra città non può in nessun modo ignorare questi comportamenti riguardanti un candidato della sua lista, così come sono ampiamente descritti negli atti giudiziari.Se lo fa, viene meno la sua credibilità. Se lo fa, ammette un uomo maltrattante ad un ruolo istituzionale, e con questo gesto legittima la violenza stessa a livello istituzionale.  Pisa è una città dalle profonde tradizioni culturali e con una visibilità di respiro internazionale. Noi vogliamo che i politici rispecchino le qualità etiche dei cittadini che rappresentano e che possano valorizzare le risorse culturali del nostro territorio.   Firmando questa petizione - e diffondendola il più possibile - vogliamo far sentire forte la nostra voce al Sindaco di Pisa, Michele Conti, affinché Andrea Buscemi non sieda in consiglio comunale e non ricopra nessuna carica pubblica perché la sua condanna influenzerebbe negativamente l'immagine della città e di tutte le cittadine e i cittadini di Pisa.

Elisabetta Vanni
45,510 supporters
Update posted 4 months ago

Petition to Elena Bonetti, Mario Draghi, Andrea Orlando, Roberto Fico, Maria Elisabetta Alberti Casellati

Le donne vittime di violenza come "categoria protetta" nel lavoro

Mi chiamo Lidia e ho 45 anni. Sono sopravvissuta a un tentativo di femminicidio e ho deciso di raccontarvi la mia storia perché oggi vorrei poter fare qualcosa per tutte le donne che subiscono violenza e hanno la forza di rialzarsi. Perché una donna che ha il coraggio di lasciare un uomo violento non può essere lasciata sola e ha bisogno di sostegno da parte delle istituzioni. Ho conosciuto Isidoro nel 2011, dopo il mio divorzio. All’inizio tutto era bellissimo. Sembrava una favola, pensavo di aver trovato di nuovo l’uomo giusto; ma dopo 5 mesi iniziano i primi litigi, dove vengo accusata di cose che non avevo mai fatto, dove la folle gelosia di lui veniva fuori in modo incontenibile. Nel gennaio del 2012 per la prima volta lui mi picchiò, mi chiese perdono, mi disse che non mi avrebbe fatto mai più del male, che era stato solo un momento. In modo ingenuo, da donna innamorata, quella volta l’ho perdonato. Ma queste aggressioni non si sono fermate e a quel punto decisi di chiudere la storia. Mi ero resa conto che quest’uomo non mi amava, perché un uomo che ti ama non ti picchia, non ti dà uno schiaffo talmente forte da spaccarti il timpano. E poi, il fatto. Il 24 giugno del 2012 Isidoro mi chiede di passare una giornata assieme, al santuario di Tindari, ma avevo paura ad andare da sola e decido di far venire con me mia sorella per sentirmi tranquilla. Al termine della giornata Isidoro mi chiede di fermarsi a dormire da me per non tornare verso casa sua, che era troppo distante. Sembrava tutto tranquillo, lui aveva accettato la decisione di allontanarsi. Tutto cambia verso l’1.45 di notte. Isidoro si alza per andare in bagno, ma al suo ritorno aveva con sé una padella di ghisa, con la quale iniziò a colpirmi sulla testa! Non riuscivo a capire cosa stava succedendo. Intanto lui aveva trovato delle forbici e le stava usando come pugnale, colpendomi alla schiena. Ho cercato in tutti i modi di difendermi, sono quasi stata soffocata con il filo della lampada sul comodino. È successo di tutto quella notte, ho ancora paura a raccontarlo. Con la forbice mi ha provocato ferite in volto, sulle gambe, sangue ovunque.   Non so come ho fatto, ma dopo tutte quelle ore di sequestro l’ho convinto di stare bene e che non l’avrei denunciato. Solo così l’ho convinto ad andare via e ho potuto chiamare i soccorsi. Io sono ancora viva e posso raccontare tutto questo. Isidoro è stato condannato a soli 4 anni (per il tentato omicidio) e 6 mesi (per il sequestro), e ho appena saputo che grazie ai “premi” e “privilegi” che la legge italiana prevede per gli assassini, sconterà solo 2 anni e 6 mesi! Tra qualche mese quest’uomo uscirà dal carcere e io che fine farò? Mi sono rifatta una vita ma sono stata lasciata sola dalla istituzioni: mi hanno detto che se lui non mi aggredisce nuovamente, loro non posso intervenire. Io credo che sia alle donne che hanno il coraggio di allontanarsi dagli uomini violenti che bisogna dare “premi e privilegi”. Allontanarsi da casa vuol dire spesso perdere la propria indipendenza economica.  Bisogna avere il coraggio di denunciare tutto ciò, ma lo Stato DEVE  tutelarci! Ecco quindi la mia proposta: creare delle liste di collocamento per garantire un lavoro alle vittime di violenza, alle donne come "categoria protetta". Non solo un posto in cui andare a rifugiarsi nel momento della fuga, ma una vera a propria garanzia del nostro ritorno all’indipendenza, lontano da quegli uomini che ci vogliono morte. Nessuna donna deve vivere nella paura di morire da un giorno all’altro, siamo delle donne non siamo dei trofei.

Lidia Vivoli
88,876 supporters
Update posted 4 weeks ago

Petition to Nicola Zingaretti, Virginia Raggi, Maria Elena Boschi, Sergio Mattarella (Presidente Della Repubblica Italiana), Pietro Grasso (Presidente del Senato della Repubblica), Laura Boldrini, Maria Elena Boschi, Sottosegretaria di Stato, Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Sottosegretaria di Stato Maria Elena Boschi, Sindaca di Roma Virginia Raggi, Nicola Zingaretti Presidente della Regione Lazio, Presidente della camera Laura Boldrini, Presidente del Senato Pietro Grasso

SALVIAMO DI NUOVO IL CENTRO ANTIVIOLENZA DI TOR BELLA MONACA

Mi chiamo Stefania Catallo, e molti di voi mi conoscono per avere portato avanti una lunga battaglia, grazie alla quale abbiamo ridato vita al centro antiviolenza "Marie Anne Erize" di Tor Bella Monaca. Abbiamo passato due anni intensi e pieni di riconoscimenti per il nostro lavoro; abbiamo salvato vite umane; abbiamo ridato il sorriso a quelle donne che non avevano neanche più i denti per farlo; abbiamo sostenuto i loro progressi e aiutato il loro riscatto, unendo il cuore, la cultura e il lavoro, creando un luogo dove potessero sentirsi accettate e comprese, senza giudizi, senza compromessi. Abbiamo ricevuto per ben due anni consecutivi il premio della Fondazione Up, che dalla Francia ha riconosciuto il nostro operato. Sono stata insignita della carica di Ambasciatrice del Telefono Rosa. Ho volato in Romania lo scorso 8 marzo, per inaugurare ufficialmente il primo sportello romeno contro la violenza domestica. Ho portato avanti, col nostro centro, il progetto di memoria storica sulle Marocchinate e sulle desaparicion della dittatura civico-militare argentina del 1976. Abbiamo istituito da quest'anno una borsa di studio dedicata agli studenti dell'ultimo anno delle superiori, mille euro per aiutarli ad iscriversi all'università. Abbiamo creato una biblioteca di ottomila volumi, riconosciuta nell'Anagrafe delle Biblioteche Nazionali. Tutto in volontariato, senza nessun aiuto economico istituzionale, solo con quello che la gente ha voluto donarci e, per nostra scelta, senza appoggi politici, perchè quando una donna viene da noi non le chiediamo per chi vota, bensì come possiamo aiutarla.  Giovedì 16 marzo,  senza nessun preavviso e senza che ci venisse comunicato alcunchè, nel nostro municipio de Le Torri, la maggioranza ha presentato  in Consiglio una mozione per toglierci l'uso dei locali nei quali operiamo, non rispettando la procedura con la quale avrebbe dovuto avvisarci tramite raccomandata o chiedendoci un appuntamento per notificare l'atto. I locali ci sono stati assegnati nel 2015, proprio grazie alle firme raccolte sulla piattaforma Change, e all'impegno instancabile di tutt,i con procedura diretta e per meriti straordinari.  Il contratto è stato rinnovato con tacito accordo di sei mesi in sei mesi, nell'attesa che divenisse definitivo. Nel frattempo, abbiamo reso questo posto anche un centro culturale di primo livello, trasformandolo totalmente. La motivazione della mozione  è stata un vago riferimento a non ben specificate problematiche amministrative. Ma se così fosse, ci siamo dette, non sarebbe stata presentata una mozione, che è un atto politico a tutti gli effetti, bensì una interpellanza. Ci sarebbero stati chiesti dei documenti, che avremmo prodotto prontamente: avremmo esibito bilanci e conti, e soprattutto gli attestati dei pagamenti dell'affitto, che sono stati sempre fatti regolarmente. Invece, come accade nei peggiori regimi dittatoriali, ci siamo trovate sorprese e sgomente davanti ad un atto fatto a nostra totale insaputa. Saremo sfrattate e il locale messo a bando, gli accordi stravolti d'ufficio, e il nostro lavoro sarà così in pericolo. Siamo state trattate da fuorilegge, il nostro operato è stato ritenuto irrilevante e di nessun valore. In un luogo dove la politica non dovrebbe avere posto, essa invece è entrata di prepotenza, senza alcun rispetto per le nostre donne e per il nostro lavoro.   Ci chiediamo quanto sangue dovrà scorrere ancora, quante di noi dovranno ancora morire, o rimanere paralizzate come Chiara Insidioso, o girare deturpate dall'acido come Lucia Annibali e le altre; ci chiediamo con quale coraggio e in nome di quale principio si chiudono i centri antiviolenza. Dal 2011 abbiamo assistito circa tremila donne, infondendo coraggio e speranza. Abbiamo aperto le nostre porte alla formazione dei cousellor delle scuole di Roma, che da noi trovano la possibilità di perfezionarsi nell'ascolto attivo. Abbiamo fatto sfilare le creazioni delle nostre utenti ed ex utenti, organizzando sfilate di bellissimi abiti da sposa. Ci siamo ritrovate stanche morte ma felici di avere dato un senso al nostro lavoro, di avere ridato speranza. Ma noi non possiamo permetterci incertezze, in nostro primo dovere è tutelare le donne, tutte. Quindi, ricominciamo la battaglia, e vi chiedo di aiutarci di nuovo, con tutta la vostra forza, con tutto il vostro cuore. Facciamo sentire la nostra voce, che diventi un grido fortissimo. Facciamo in modo che questo sfratto venga bloccato e il centro continui a vivere. Lo chiediamo alle maggiori cariche dello Stato, della Capitale e della Regione Lazio. Tor Bella Monaca è anche questo, un grande cuore. Non lo fermiamo  Insieme, ce la possiamo fare. Vi chiediamo di firmare e sostenerci solo per queste donne, e non per oscuri giochi di potere che si fanno sulla pelle delle donne.    

stefania catallo
36,139 supporters