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Update posted 6 months ago

Petition to Valeria Fedeli

Vogliamo ZOOLOGIA all'Università

Parlando con molti giovani e leggendo molti forum inerenti alla materia, ho riscontrato un unico punto in comune, causa di confusione, frustrazione ed infine rassegnazione; molti giovani, con la passione per la natura e gli animali, infatti, non riescono a trovare una realtà che li soddisfi pienamente, dove sentirsi al posto giusto, studiando e informandosi in linea diretta sull'argomento di loro interesse.Lo zoologo studia e ricerca, confronta la storia, l’evoluzione, le abitudini, i comportamenti, i bisogni delle specie animali, ai fini della conoscenza e della loro tutela. Organizza poi i risultati del suo lavoro in classificazioni sistematiche e comparative, permettendo così una conoscenza approfondita a vari livelli del mondo animale.Le professioni di Zoologo ed Etologo in Italia non sono regolamentate da alcuna legge; non vantano ancora un percorso accademico definito e non esiste pertanto il relativo ordine professionale. Unico corso di Laurea Magistrale in Italia per prepararsi a studiare il comportamento degli animali è quello proposto dalla Facoltà di Scienze Naturali dell’Università di Torino, “Evoluzione del Comportamento Animale e Umano”, oltre ad alcuni Master. Come corso triennale, se ci si vuole avvicinare al mondo animale, oltre a Medicina Veterinaria, bisogna frequentare Scienze Naturali, Scienze Biologiche o Scienze Zootecniche e Tecnologie delle Produzioni Animali (finalizzato alla formazione di figure in grado di rispondere alle esigenze delle imprese zootecniche ed agro-zootecniche).In America e in Gran Bretagna esistono molti college che offrono questa opportunità, come la Queen Mary a Londra per esempio. Ma chi non ha la possibilità di studiare all'estero? Quello che chiediamo è, quindi, di promuovere Zoologia come Corso di Laurea Triennale, anche in Italia, con riconoscimento legislativo ed il relativo ordine professionale. Dando così la giusta importanza e dignità a tutti i giovani italiani che, con forte passione vogliono investire il proprio tempo, per portare al mondo la giusta conoscenza del mondo animale.Di seguito il testo in inglese,al fine di sollevare la questione in tutti i Paesi Europei: After speaking with several students and researching on different forums online, I became aware of the negative consequences of the lack of Zoology studies in University Institutions. This lack creates feelings of confusion, frustration and resignation in many young people who share a strong interest on the animal kingdom that can not be satisfied as there are not any Zoology Faculties or BcS (3rd year) they can attend to.Zoologists study, research and compare the history, evolution, habits, behaviors and needs of the animal species, to widen our understanding of each of them and ensure their protection. They organize the results of their work in comparative and systematic classifications, increasing our knowledge on various levels of the animal world.This discipline can already be studied all over the United Kingdom and USA and in many different institutions around the world (such as India, Australia, South Africa etc.) except in Italy and most of the European countries. In our country, there are several CdS (in a 3 years degree) that students can attend as replacement of Zoology such as Natural Science and Biology. However, due to the lack of time and resources their approach is limited and superficial, preventing students from obtaining the required skills to work and share their knowledge with the rest of the community. Zoologist and Ethologist are not regulated by any law; nor have an academic path and any relevant professional associations, which prevents those who can not afford to study abroad from fulfilling their vocation and, even more, from enriching the society with their knowledge.For all these reasons we would like Zoology to be promoted as a Course of Studies in Italy, with legal recognition and professional associations/opportunities. Acknowledging this way all the people whose passion is the animal kingdom and who are moved to learn, research, study and work on this discipline all over our country. We hope as well that, this way, we could be an example for other European countries in this innovative change. Thanks to everyone,Ester

Ester Cuffaro
47,124 supporters
Update posted 57 minutes ago

Petition to Luigi Di Maio, Matteo Renzi, Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Emma Bonino, Pietro Grasso, Beatrice Lorenzin, Raffaele Fitto, Viola Carofalo, Partito Democratico, Forza Italia, Movimento 5 Stelle, Liberi e Uguali

#SALVIAMOLARICERCA: investiamo il 3% del PIL nell’innovazione

L'Italia investe pochissimo in ricerca. Gli scienziati invitano i candidati alle elezioni politiche che avverranno in Italia il prossimo 4 marzo ad impegnarsi a finanziare adeguatamente la ricerca in Italia e a portare i fondi per la ricerca a un livello superiore a quello della pura sussistenza. L'Europa chiede attualmente ai Governi di rispettare i limiti sul bilancio, ma dovrebbe con altrettanta forza pretendere dai governi nazionali una soglia minima di finanziamento alla ricerca e sviluppo, come richiesto dal trattato di Lisbona (2000) e dal Consiglio Europeo di Barcellona (2002), che la fissava al 3% del PIL per il 2010. Il Governo Italiano ha preso questo impegno non solo con l'Europa, ma anche con i cittadini Italiani e ha l'obbligo di rispettarlo. Noi richiediamo che il prossimo governo implementi con la massima urgenza un piano pluriennale per portare la spesa in Ricerca e sviluppo dall'attuale 1% fino al 3% del PIL e che lo rispetti nel futuro raggiungendo, sia pure in grande ritardo, l'obiettivo di Barcellona. I dati sui finanziamenti in ricerca e sviluppo in percentuale sul PIL collocano l'Italia agli ultimi posti tra i paesi OECD. Il Sistema Universitario Italiano è da anni sottofinanziato (il fondo di finanziamento ordinario alle università è in continua discesa dal 2009 ad oggi). I fondi per la ricerca di base italiana, distribuiti su base competitiva ai progetti scientifici che sono valutati più validi, sono dieci volte di meno di quelli della Francia. Per questo motivo 69 scienziati italiani, tra cui Giovanni Ciccotti, Duccio Fanelli, Vincenzo Fiorentini, Giorgio Parisi e Stefano Ruffo, hanno scritto una lettera, apparsa sulla autorevole rivista scientifica Nature il 4 Febbraio 2016. Firmiamo e facciamo firmare per aumentare la forza di questa richiesta! Grazie. Per approfondimenti visitate il sito web Salviamo La Ricerca  e il gruppo Facebook Salviamo la Ricerca Italiana Photo Credit Abd allah Foteih

Giorgio Parisi
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