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tasse

34 petitions

Started 2 weeks ago

Petition to Presidenza del consiglio dei ministri, Governo Italiano

Bonus 25% matrimonio per gli sposi...un no che fa male!

Il bonus sposi – emendamento che non ha superato l’esame della commissione Bilancio – prevedeva una detrazione del 25% sulle spese per la cerimonia nuziale, fino a un massimo di 25mila euro. Quindi con un tetto massimo di sconto fiscale di 6.250 euro. Una misura che doveva valere per tre anni, dal 2021 al 2023 per le spese documentate, sostenute in Italia, legati alla celebrazione di un matrimonio. Il finanziamento previsto era di 40 milioni di euro. L’emendamento citava le spese per il servizio di ristorazione o di catering, per l’affitto dei locali, per il servizio di wedding planner, gli addobbi floreali, gli abiti degli sposi, il servizio di trucco e acconciatura e quello fotografico. Il Governo italiano ha preso una decisione forte falciando le famiglie dall’incentivo e dirottando il pacchetto a beneficio esclusivo delle imprese impiegate nelle cerimonie. In sostanza, i novelli sposi non potranno più contare su una detrazione del valore massimo sino alla somma di 25 mila euro.  Eppure, questa iniziativa poteva aiutare molte coppie a realizzare il proprio sogno, un sogno che poteva essere ancora più grande. Incamminarsi verso la creazione di un nuovo progetto di vita, avendo la possibilità di respirare, seppur a tratti. Fortificare la famiglia. Tutti risvolti positivi in grado di aiutare le giovani coppie a sognare più in grande. Prima il governo si batte per la famiglia e poi la estromette dagli incentivi.  Cerchiamo di far riconsiderare il tutto, un aiuto concreto per i nuovi sposi, soprattutto dopo due anni difficili di pandemia. 

Stefano Guolo
9 supporters
Started 2 weeks ago

Petition to Parlamento Italiano

Sì alle multe per le multinazionali che delocalizzano fuggendo dall'Italia

Da parte di un pezzo della politica, sta prendendo piede un'idea molto sensata: multe alle multinazionali che delocalizzando fuggendo dall'Italia, lasciando dietro di loro centinaia, migliaia di famiglie rovinate. Se ne parla da tempo ma dopo i casi di Campi Bisenzio e Whirlpool di Napoli la discussione è tornata a farsi molto seria.  Il principio dietro a questa idea è sacrosanto. Perché non solo multandoti lo Stato cerca di riprendersi quanto ti ha dato attraverso il denaro dei contribuenti, ma tampona gli effetti devastanti che vengono lasciati dietro di loro. E fa inoltre passare un principio di civiltà: la brutalità in nome del profitto non può passare impunita. Servono deterrenti che proteggano la controparte più fragile, i lavoratori.  La strada giusta è questa. Quella che riafferma i valori imprescindibili per ogni tipo di crescita economica: quelli del rispetto della vita altrui, del lavoro altrui e del futuro altrui. Tutte cose che non si possono mettere in discussione in nome di un profitto maggiore.  Per questo serve sostenerla tutti quanti assieme con questa petizione. Perché più siamo e più le daremo forza, facendo vedere ai decisori che siamo in tanti a chiedere giustizia. Più siamo e più faremo passare il concetto che davvero conta: uno sviluppo economico basato sulla rovina altrui non è vero sviluppo. E' solo l'arricchimento di alcuni a danno di altri.   

Leonardo Cecchi
1,739 supporters
Update posted 4 weeks ago

Petition to Comune di Riposto, Comune di Giarre, Comune di Sant'Alfio, città metropolitana di Catania, Comune di Acireale, Regione Sicilia, Presidente del Consiglio dei Ministri, Comune di Mascali, Comune di Zafferana, COMUNE DI MILO, Comune di Fiumefreddo di Sicilia, Comune di Linguaglossa, tutti i Comuni etnei

Emergenza cenere vulcanica - Paesi Etnei

Negli ultimi mesi i vari Comuni della fascia etnea hanno accumulato oltre 100.000 tonnellate di lapilli e cenere derivata dal nostro vulcano Etna. Un dato di fatto è che la situazione ormai non è più straordinaria perché è divenuta una ordinaria quotidianità la convivenza con tale fenomeno. Tutti i Comuni, i sindaci o in generale le amministrazioni comunali etnee, oltre che la Città metropolitana di Catania e la Regione Sicilia, INSIEME devono fare fronte unico e comune per fronteggiare quella che ormai è andata molto oltre ad una normale emergenza, rivolgendosi immediatamente allo Stato. Servono piani di azione, esattamente alla stessa stregua dei paesi montani che adottano delle programmazioni predefinite per lo sgombero della neve in inverno. Servono aiuti dallo Stato per le pulizie di tetti e grondaie di edifici pubblici e privati. Servono deroghe di almeno 6-12 mesi per le quote TARI regolamentate da normative regionali o statali e finanziamenti ai Comuni in sostituzione di tali quote.Servono azioni mirate per sostenere le persone che a causa di tale situazione soffrono o soffriranno di patologie respiratorie, danni alla vista e tutte quelle condizioni di salute legate all'aria insalubre che ormai da mesi caratterizza la ns zona, come è facilmente deducibile da qualsiasi sito web valido di meteorologia.Il cittadino non può pagare i danni e le conseguenze legate alla "quotidiana" caduta di ceneri e lapilli. Il cittadino non può pagare le normali tasse che gli altri pagano per avere condizioni decisamente normali e civili rispetto a ciò che noi viviamo da più di 4-5 mesi a questa parte. Le nostre non sono più città, sono vere e proprie discariche o miniere a cielo aperto e se non credete venite a visitarci. L'unica ns colpa è di vivere ai piedi del vulcano più attivo del mondo intero.Serve un aiuto concreto.Basta proclami, abbiamo bisogno di contributi, persone, mezzi e opere. E ne abbiamo bisogno ora!

ROSARIO MELISSA
1,949 supporters
Update posted 4 weeks ago

Petition to Mario Draghi, Giancarlo Giorgetti, Daniele Franco

STACCALABOLLETTA - diritto a sospendere le utenze

Bollette ENERGIA:  petizione per consentire la sospensione a tempo determinato  delle forniture di luce in seconde case e negozi chiusi, sia per causa COVID che per non uso prolungato. Utenti ed esercenti pagano costi fissi e oneri anche in assenza di consumi. Voci fisse in bolletta pesano per miliardi di euro all’anno senza benifici per gli utenti. #STACCALABOLLETTA, è una petizione rivolta al Governo, per chiedere l'introduzione anche in Italia di un provvedimento che consenta, in caso di mancato utilizzo prolungato (dai 30 giorni ai 6 mesi), o su richiesta dell'utente, la sospesione delle utenze, comunicandolo con 7 giorni di anticipo al distributore di energia. Sospensione a tempo delle forniture di luce per seconde case, case disabitate e negozi chiusi, è un atto dovuto agli utenti che sostengono i costi della rete e non porta alcun onere per lo Stato. A chiederlo Consumerismo No profit, associazione dei consumatori specializzata in tecnologia. Oggi, con la crisi sanitaria e i divieti agli spostamenti, i cittadini sono costretti a pagare le bollette energetiche sulle seconde case o su immobili disabitati, anche in assenza di consumi – spiega Consumerismo – lo stesso vale per i negozi che, nonostante le chiusure imposte dal Covid, continuano a pagare i costi per le forniture energetiche. Questo perché su ogni singola bolletta di luce vengono imposti costi, come oneri di sistema e spese di distribuzione e trasporto dell’energia, che incidono sulle fatture anche in caso di consumi pari a zero. Nello specifico, analizza Consumerismo, sulla spesa annua, sia per la fornitura di energia elettrica che del gas, si paga oggi il 19% per la voce “trasporto e gestione del contatore”, mentre gli oneri di sistema pesano per il 20%, a cui si aggiungono le imposte, per un totale del 52% sull'intera bolletta. Queste voci si pagano anche in assenza di consumi, a seguito dell'entrata in vigore di una norma nel 2018 che si chiama riforma delle tariffe elettriche, che premia chi consuma di più. Famiglie ed esercenti sono così costretti a pagare miliardi di euro all’anno anche senza fruire dei servizi elettricità e l’unica possibilità oggi ammissibile è chiudere definitivamente i contratti, sostenendo i relativi costi imposti dai gestori. “Chiediamo al Governo di introdurre in Italia la sospensione a tempo (dai 3 ai 6 mesi) dei contratti di fornitura dell’energia per le utenze non utilizzate, al pari di quanto avviene con l’Rc auto – afferma il presidente Luigi Gabriele – Chi non può recarsi nella seconda casa, così come gli esercenti che hanno dovuto momentaneamente chiudere il proprio negozio, devono poter interrompere le forniture di luce e gas e riattivarle in un successivo momento, per non incorrere nei costi fissi in bolletta indipendenti dai consumi. Una possibilità questa che viene garantita dai contatori elettronici (per i quali gli italiani hanno speso 14 miliardi di euro), grazie ai quali i gestori possono con un semplice clic (come avviene in caso di morosità o di emergenza) sospendere le forniture su richiesta del cliente”. “Una misura che, se attuata, consentirebbe enormi risparmi a famiglie e commercianti sempre più impoveriti dalla crisi Covid, senza incidere negativamente sulla stabilità della rete elettrica, visto che sarà possibile porgrammare i flussi energetici con largo anticipo” – conclude CONSUMERISMO No profit. Per questo chiediamo al governo di introdurre in Italia lo STACCALABOLLETTA - diritto a sospendere le utenze.

Associazione Consumerismo No profit
43,920 supporters