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5 petitions

Update posted 2 months ago

Petition to Nicola Zingaretti

Lago e area ex Snia Monumento Naturale - Lake and area of ex Snia protection

(english version at the end of the page) Nella città di Roma, a poca distanza dal centro storico, c’è un’area completamente rinaturalizzata con al suo interno un lago di acqua sorgiva, il Lago dell’Ex Snia. Negli ultimi 5 anni una grande e capillare mobilitazione ha fatto conoscere questi ambienti naturali a migliaia di persone attraverso iniziative, manifestazioni, visite guidate e laboratori.  Migliaia di abitanti e decine di classi delle scuole romane, di ogni ordine e grado, hanno visitato l'area e hanno potuto conoscerne il valore naturalistico.  Ricercatori, studiosi, scienziati di tutto il mondo hanno mappato la stupefacente ricchezza della flora e della fauna, che trova rifugio ai margini di uno dei comprensori più inquinati d'Europa.  Dal 25 aprile del 2016 è possibile vivere e fruire dell'area, aperta al pubblico grazie all'impegno di donne, uomini, giovani e anziani che si riconoscono nel Forum territoriale del Parco delle Energie. In questi anni questa eccezionale partecipazione è stata in grado di capovolgere un ordine degli eventi che prevedeva altra speculazione e altra cementificazione, in un quartiere ormai saturo.  L'area del lago e della fabbrica Ex Snia rappresentano il modello di una città più vivibile per tutti e tutte.  Per questo è necessario che la Regione Lazio istituisca il Monumento Naturale nell'area Ex Snia a tutela del rilevante interesse dell'ecosistema e delle specie che lo hanno ricolonizzato.  La nascita del Monumento naturale prevede la tutela dell'area, la sua salvaguardia, la possibilità di una fruizione costante e in sicurezza da parte dei cittadini. Molti in questi anni hanno sostenuto questa battaglia, oggi serve un nuova manifestazione di sostegno! Ai sostenitori del mondo accademico che firmeranno la petizione, chiediamo di indicare tra i commenti anche il proprio ente di riferimento (o mandando una mail a forumenergie@inventati.org). Informiamo inoltre che la richiesta di contribuire economicamente "perché questa petizione raggiunga chi ha il potere" è un'iniziativa autonoma della piattaforma CHANGE.ORG e con la quale il Forum del Parco delle Energie non ha nulla a che fare e pertanto nessun contributo eventualmente versato arriverà a sostegno del lago. Pagina FB: FB Lago Ex Snia Blog:  Lago Ex Snia Academic supporters can add a comment or write an email at forumenergie@inventati.org to specify their own institution.   (English version) In 1993, in Rome, Italy, not far from the city historical center, illegal excavations to build a a shopping mall caused a leakage of ground water and a lake formed in the ex Snia Viscosa area, a chemical-textile plant, active between 1923 and 1954. The lake is approximately 1 hectare large and 9 meters deep. Since then, the Lago ex Snia or Lago di Roma and its surroundings have witnessed an outstanding re-naturalization process, while neighbourhood activists have successfully defended the place from urban speculation. A section of the area is now a city park, the Parco delle Energie and the Forum del Parco delle Energie, an assembly open to everyone, meets regularly to make collective decisions about the park and the lake. For years Forum activists have organised demonstrations, marches, guided tours, conferences and workshops to highlight the area’s importance, its ecological biodiversity and cultural significance. Thousands of people, among them a large number of students, have visited and appreciated the place. Scientists and researchers have mapped an extraordinary abundance of flora and fauna. The area is a valuable stepping stone for migratory birds and a site where several plant species are recreating natural habitats: this process is all the more remarkable, in that it is present in one of Rome’s most densely populated neighbourhood. Since April 2016 the Forum activists have ensured regular opening hours and the maintenance of the lake area, funded solely by the citizens’ free contributions. Their commitment, an example of governance from below, has so far compensated institutional disinterest from the Rome municipality and the Lazio Region. Now a new effort is required.The Forum del Parco delle Energie, together with various environmental associations, has requested the Regione Lazio to formally recognize the ecological and cultural value of the whole ex Snia area, as Natural Monument, so as to preserve its cultural heritage and precious ecosystems and to improve the wellbeing of the city inhabitants. To give more strength to the request, the Forum is asking for the support of all the people who believe in the importance of this action. Academic supporters can add a comment to specify their own institution. The Forum of the Parco delle Energie informs petitioners that the call for economic contribution "in order for the petition to reach whoever has the power to accept it", is an independent initiative by CHANGE.ORG. The Forum has nothing to do with that decision and therefore it will not benefit from any possible financial contribution. Pagina FB: FB Lago Ex Snia Blog:  Lago Ex Snia Academic supporters can add a comment or write an email at forumenergie@inventati.org to specify their own institution.      

Forum Territoriale Permanente Parco delle Energie
13,148 supporters
Started 11 months ago

Petition to Ministro della Cultura, Virginia Raggi, Prefetto di Roma, Nicola Zingaretti, Pietro Salini-Webuild

Senza Metropoliz non è la mia città!

SENZA METROPOLIZ NON E’ LA MIA CITTA’! L'intreccio di relazioni, lo scambio culturale e la sperimentazione sociale che da oltre 10 anni animano l’ex fabbrica Fiorucci in via Prenestina 913, trasformandola nel bene pubblico Metropoliz- la nostra città meticcia- non possono essere sacrificati in nome e a vantaggio della proprietà privata. Per questo intendiamo chiamare con decisione chi, in questi anni, ha sostenuto e attraversato a vario titolo questa esperienza a una corresponsabilità collettiva per fermare l'ingranaggio dello sgombero, messo in moto dalla fredda macchina burocratica del risarcimento proprietario. Come può, infatti, il colosso Salini Impregilo, oggi Webuild, avanzare diritti su questi ettari contesi con pervicacia ad una manciata di abitanti provenienti da tre continenti, ai bambini e alle bambine che ci sono nati, alla barricata d'arte del MAAM cresciuta nel tempo in osmosi complessa con i residenti e gli attivisti impegnati quotidianamente nella gestione dell’intero manufatto? Come può Roma privarsi di questa sperimentazione riconosciuta e apprezzata anche a livello internazionale senza immaginare di restare più povera culturalmente? Come può la città, in piena emergenza Covid, provare a cancellare uno spazio che ha garantito la tenuta sociale e sanitaria di centinaia di persone, assicurando in piena autonomia anche la continuità scolastica a decine di minori? Siamo convinti che questo pezzo di città e di storia capitolina si collochi esattamente dentro le trasformazioni globali e dentro quelle che solcano questa metropoli, dentro il meticciarsi di una società in movimento che ripensa come comuni, e preziosi, anche e soprattutto spazi e luoghi che sono considerati inutili e improduttivi se non in un'ottica di speculazione e rendita future. Lo stesso sarebbe stato per l'area dell'ex Fabbrica Fiorucci dove, nei desiderata di Salini, doveva sorgere l'ennesimo plesso commerciale ed edilizio. Invece, il percorso iniziato nel 2009, e portato avanti tra molte difficoltà ma con tanto coraggio, determinazione e fantasia, ha trasformato un relitto industriale in una Città Meticcia che è tanto difficilmente riproducibile quanto necessaria per pensare questa città come spazio vivo e rigenerabile a partire dai bisogni di chi la vive, e non come una terra di conquista per rendita e consumo dei suoli. Il troppo spesso evocato, e troppo poco praticato, cambio di passo enunciato da chi amministra Roma si deve sostanziare in un passo in avanti determinato, in uno scarto impetuoso da parte del Comune e della Regione, delle istituzioni preposte alla salvaguardia dei beni comuni verso il riconoscimento dei bisogni delle comunità territoriali e di una idea di rigenerazione urbana come pratica di dignità e non come testa di ponte della gentrificazione e del profitto. Il dono e l'impegno di tante persone hanno fatto sì che Metropoliz oggi abbia l'aspetto che ha. Dentro questo orizzonte, anche la proprietà deve riconsiderare le sue richieste di risarcimento per il mancato sgombero. Tutto ciò non è risolvibile con una prova di forza muscolare, ma con l'intelligenza collettiva di una città che sa misurare l'importanza dei luoghi e del loro destino rigettando il dogma della grande proprietà come “bene divino e intoccabile”. Al gruppo Salini chiediamo l'unico atto di alto profilo ora possibile: cedere alla collettività questi pochi ettari del suo immenso patrimonio, lasciando questo bene comune all'uso di quel mondo che lo abita, che lo disegna e lo attraversa continuamente, che ama perdercisi e crescerci dentro. E’ necessario che la proprietà e le istituzioni facciano un passo indietro rispetto ai progetti calati dall'alto in un territorio già pesantemente provato dalla speculazione edilizia e rispetto all’ennesimo tentativo di far prevalere la proprietà privata sopra ogni altro diritto fondamentale, per fare un passo avanti a una città che ha già pagato a caro prezzo la rapacità della rendita e la violenza della crisi. Firma la petizione, sostieni la città meticcia! #SaveMetropoliz -- WITHOUT METROPOLIZ, THIS IS NOT MY CITY! The entanglement of relations, the cultural exchange and the social experimentation that have been going on for over ten years in the former slaughterhouse Fiorucci, in 913 Prenestina street, and that have transformed the factory into Metropoliz – our Mestizo City -, cannot be sacrificed in the name, and on behalf, of private property. For this reason we resolutely call those who, during these years, have supported and crossed this experience in their different capacities to collectively cooperate into blocking the eviction machine, which is fuelled by the cold, bureaucratic engine of private compensation.We cannot help but asking ourselves how could the former corporation Salini-Impregilo, now WeBuild, advocate contentious rights over this piece of land, which was renovated by a group of inhabitants who come from three different continents. We cannot but ask ourselves how Salini can compete for this land with the kids who were born here, with the Museum of the Other and the Elsewhere’s (hereby MAAM) barricade of art, which is in an osmotic, complex relationship with the residents and the activists who daily engage in nurturing its infrastructure. And how can Rome give up on such an experimentation, which is acknowledged and appreciated also abroad, without becoming poorer culturally speaking?How could Rome try and erase a space which, during the pandemic emergency, has guaranteed social cohesion, grassroots welfare and healthcare, school continuity to dozens of pupils, fully autonomously and without any kind of institutional support?We believe that this piece of city, and Rome’s history, fits inside global transformations, as much as inside those that characterise this metropolis. It fits into the becoming mestizo of a society which moves and rethink former urban vacancies, empty and seemingly non-productive spaces as common, and precious ones, outside of the logic of prospective speculation and estate. The latter would have been the fate of the former Fiorucci factory as well, since Salini was planning to build another residential, and commercial, complex. Yet, in 2009, a new path started, and it was carried on amid plenty of difficulties, yet with a lot of courage, determination and fantasy. This path has transformed an industrial relict into a Mestizo City that can be difficultly replicated, yet it is necessary to think about this city as a lively space which can be regenerated starting from the necessities of the people who inhabit it daily, and not as a conquer land for real estate and soil consumption.Too many times local institutions have evoked, yet not realised, a change of gear in this direction. At this point, we believe a radical one is needed by the City Council and the Lazio Region, alongside the institutions designated for the protection of commons, in the direction of acknowledging the needs of local communities, and an idea of urban regeneration that should be a dignifying tool, and not a spearhead of profit and gentrification.The gift, and commitment, of many people have made Metropoliz into what it looks like nowadays. Against this backdrop, even the owner ought to reconsider his requests for being compensated by the State because of the non-executed eviction. This situation cannot be resolved with a forcible showdown; it has to be dealt with by deploying the collective intelligence of a city that is capable of assessing the salience of its places’ destiny, thus rejecting the dogma of private property as an untouchable good that trumps every right. We also demand to the Salini Corporation to undertake the only high profile, possible action: giving up on property rights over these few hectares that would not surely affect their enormous estate, but that would yet leave this common to the use of those who inhabit it, ofthose of who have been designing, crossing and changing it completely, to those who love to lose themselves, and grow up, inside it.It is imperative that the property, and the institutions, take a step back over the top-down projects that would fall in a neighbourhood already consumed by real-estate speculation.They need to take a step back from the latest attempt to make private property trump each other fundamental right. They need to make a step back to make a step forward towards a city which has suffered because of the real-estate rapacity, and the violence of the ongoing crises.Sign the petition, support the Mestizo City! #SaveMetropoliz

Blocchi Precari Metropolitani
2,223 supporters
This petition won 4 years ago

Petition to Assessorato alla Crescita culturale di Roma Capitale, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

Per la riapertura del bunker di Villa Torlonia

Sono passati 200 giorni dalla chiusura al pubblico - avvenuta agli inizi dello scorso novembre - del circuito di visita al bunker e ai rifugi antiaerei di Villa Torlonia (Roma). Eppure il Sovrintendente Capitolino ai Beni Culturali, dott. Claudio Parisi Presicce, aveva assicurato pubblicamente la rapida definizione di un nuovo bando di gara ("entro poche settimane"), in modo da poter far partire la nuova gestione dall'inizio del 2017. Purtroppo di questo bando non c'è alcuna notizia. Nel frattempo si sta vanificando e disperdendo tutto il prezioso lavoro che era stato curato dall'Associazione Centro Ricerche Speleo Archeologiche-Sotterranei di Roma per la valorizzazione culturale e il lancio turistico di questo importante sito di memoria bellica. Un lavoro di recupero, documentazione e divulgazione che aveva suscitato grande attenzione, portando nei sotterranei di Villa Torlonia oltre 12 mila visitatori e 2.500 studenti in due anni. Il trascorrere del tempo e l'assenza di manutenzione e cura, rischiano inoltre di provocare un pesante danneggiamento dei delicati restauri che erano stati compiuti sulle antiche dotazioni tecnologiche presenti nelle strutture antiaereo (in particolare i sistemi antigas e le porte blindate). Ciò costituirebbe davvero un imperdonabile e inaccettabile sperpero di denaro pubblico. Le firmatarie e i firmatari della presente petizione denunciano l'inspiegabile e insensato stop burocratico ad un'esperienza inedita di sinergia tra pubblico e privato culturale che pure aveva dato ottimi frutti e lustro alla città, segnalano il preoccupante stato di abbandono di questo originale sito di memoria storica di valenza nazionale e chiedono che si proceda subito ad una nuova gara che porti in tempi rapidissimi alla riapertura al pubblico del bunker e dei rifugi antiaerei di Villa Torlonia (Roma). ----- For reopening Villa Torlonia's bunker It's been 200 days from the closing to the public of the bunker and air-raid shelters of Villa Torlonia (Roma). The Sovrintendente Capitolino, Dr. Claudio Parisi Presicce, had publicly assured the rapid definition of a new management notice, for re-open bunker since the beginning of 2017. Unfortunately there is no news. In the meantime we risk losing all the work that had been curated by the CRSA-Sotterranei di Roma for cultural and tourist enhancement of this important war memory's site. A work of recovery and documentation that had aroused great attention, bringing in the underground of Villa Torlonia over 12,000 visitors and 2,500 students in two years. The passage of time and the lack of maintenance, also risk heavy damage for the delicate work of restoration that had been made on the ancient technological equipment present in the air-raid shelters (particularly the antigas systems and the blast doors). This really would be an unacceptable waste of public money. Signatories of this petition denounce the senseless bureaucratic stop to this original experience who had brought prestige to Rome, report the alarming state of disrepair of this important site of memory and ask to the Municipality of Rome the immediately preparation of a new contract to the reopening to public of bunker and air-raid shelters of Villa Torlonia.

CRSA-Sotterranei di Roma
1,151 supporters