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Richiami vivi

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Update posted 6 months ago

Petition to segreteria_presidente@regione.lombardia.it; , alessandro.fermi@consiglio.regione.lombardia.it; , fabio_rolfi@regione.lombardia.it; , anna_bonomo@regione.lombardia.it , ministro@politicheagricole.it , segreteria.ministro@pec.minambiente.it

NO alla cattura di richiami vivi in Lombardia.

La Regione Lombardia ci riprova anche quest'anno: autorizzata l’uccellagione in totale violazione della legge e con i soldi dei contribuenti   Le associazioni LAC ENPA LAV LIPU WWF CABS Legambiente: gravissimo. Subito ricorso, richiesta di intervento al Ministero dell’Ambiente e denuncia alla Commissione europea. Il 31 luglio la Giunta regionale della Lombardia ha approvato la riapertura dei cosiddetti “roccoli”, dall’1 ottobre al 15 dicembre, per catturare uccelli selvatici a fini di richiamo vivo. Quasi 13 mila piccoli uccelli tra tordi, merli e cesene, da regalare ai cacciatori ed allevatori, o sedicenti tali, per attirare altre prede a tiro di fucile. Si tratta di un atto gravissimo, completamente illegittimo, adottato in violazione della normativa nazionale e per la normativa comunitaria, che non a caso ha già incontrato i pareri negativi di Ispra e Ministero dell’Ambiente. Dopo il fallito tentativo dello scorso anno, quando le proposte di uccellagione e caccia in deroga per “legge” furono bocciate dal consiglio regionale, la Giunta ha deciso di seguire quest’anno una via amministrativa, non meno illegittima della modifica di legge e altrettanto negativa sotto il profilo dei contenuti. Rifiutando la sostanziale abolizione nella legge nazionale 157/1992 della cattura di richiami vivi, avvenuta nel 2015 anche per rispondere ad una procedura europea, la Lombardia tenta dunque di ridare un futuro ad una pratica vietata dalle norme e contraria ad ogni forma di etica, buon senso e rispetto degli animali, in una forma di vera e propria sudditanza psicologica e culturale della Giunta regionale verso la minoritaria lobby venatoria. In tal senso, la sproporzionata quantità di energie, tempo e denaro che gli amministratori della  Lombardia dedicano all’assecondare le richieste dei cacciatori è la conferma di un approccio che si ripete sempre uguale nei decenni: insensibile alle convenzioni europee, alla legge quadro nazionale, ai pareri rilasciati dall’Ispra, alle ripetute sconfitte incassate sul piano legale grazie ai ricorsi contro scelte illegali, nonché anche al pensiero e alla sensibilità dell’opinione pubblica. Le associazioni, condannando fortemente l’iniziativa regionale, annunciano sin da subito il ricorso alla giustizia amministrativa, la richiesta di intervento urgentissimo del Ministero dell’Ambiente e la denuncia altrettanto tempestiva alla Commissione europea, con richiesta di riapertura della procedura, che questa volta sarà rapida e inevitabilmente condurrà alla condanna. E’ dunque probabile che il gesto sconsiderato e puramente propagandistico della Lombardia si ritorca contro gli uccellatori e chi li sostiene, servendo a chiudere in maniera definitiva questa brutta, indecorosa storia di retrocultura italiana. Per tutto quanto sopra esposto, i firmatari della presente petizione chiedono che gli impianti di cattura (roccoli) restino chiusi, che i soldi pubblici non vengano sperperati nella manutenzione, attivazione, gestione, ecc. di questi impianti e che la Regione Lombardia si allinei alla legge nazionale e comunitaria sulla regolamentazione della caccia e tutela della fauna una volta per tutte.  Caccia: Presidio di protesta Sabato 21 settembre a Milano Sabato 21 settembre, dalle 14.30 alle 17.30,  le associazioni  LAC, LAV, CABS, LIPU, ENPA,WWF e molte altre   organizzano un presidio contro la caccia, a Milano in piazza Duca d'Aosta/Palazzo Pirelli (Stazione Centrale). Per tenersi aggiornati su evento: https://www.facebook.com/events/1170082916526717/  

LAC
41,976 supporters
Update posted 2 weeks ago

Petition to Giuseppe Conte, Sergio Costa, Maria Elisabetta Alberti Casellati, Roberto Fico, ministro.caposegreteria@politicheagricole.it

Caccia: stop all'utilizzo dei richiami vivi

L’utilizzo degli uccelli come richiami vivi è una pratica particolarmente crudele legata alla caccia da "capanni" fissi o temporanei. E' permesso tenere animali rinchiusi tutta la vita in minuscole gabbie, della dimensione di un foglio A4, per fungere da richiamo verso i propri simili ed attirarli così verso lo sparo di un fucile durante il periodo venatorio. I richiami vivi sono detenuti in condizioni durissime, per molto tempo al buio in modo che perdano la percezione del tempo e scambino il periodo in cui verranno esposti al capanno per la primavera. Il loro canto così attirerà maggiormente, riempiendo il carniere del cacciatore. Vivono in gabbia in condizioni igieniche precarie, senza la possibilità di distendere le ali destinate così ad atrofizzarsi e di fare le quotidiane abluzioni e bagni di sabbia, che in natura  amano fare per proteggersi dai parassiti. Costretti ad una detenzione dove le zampe si ricoprono di piaghe e ulcere, nella quale il tasso di mortalità è impressionante. A queste migliaia di piccoli uccelli migratori come allodole, cesene, merli, tordi, colombacci e pavoncelle è negata la libertà quotidiana di volare e seguire il loro istinto che li porterebbe a volare per chilometri e chilometri durante le stagioni migratorie. Migliaia perché ogni anno il "capannista" deve procurarsi degli uccelli freschi, per ragioni di richiamo o per rimpiazzare quanti sono morti nel corso dell’anno precedente. Oltre a queste specie vengono utilizzate anche anatidi per la caccia da appostamenti acquatici. Per questa pratica crudele vengono utilizzati uccelli allevati appositamente, ma troppo spesso anche frutto di catture illegali. Ogni anno  i traffici illeciti di uccelli scoperti sono tantissimi e rappresentano solo la punta di un iceberg di un business incredibile che svuota i nostri cieli e condanna gli uccelli selvatici a un'insopportabile prigionia. Per l'utilizzo ai fini di richiamo, a queste specie verrà negata la possibilità di esplicare l'attività fisiologica, un maltrattamento che cesserà solo con la fine dei loro giorni. Ai cacciatori, in alternativa ai richiami vivi, la normativa già ora consente fischietti o altri strumenti a bocca o a mano, oltre a stampi in plastica raffiguranti specie cacciabili. Mentre è già vietato l'utilizzo di richiami elettroacustici, a funzionamento meccanico, elettromagnetico o elettromeccanico, perché ha una incontrollabile e forte attrattiva per l'avifauna, ne è però ammessa la vendita, cosa che oggigiorno ne porta ad un utilizzo illegale e diffuso. Per tutto quanto sopra esposto io sottoscritto chiedo, anche ai sensi dell’articolo 50 della Costituzione : -di abolire la pratica e vietare severamente l'utilizzo di uccelli come richiami vivi. - di mantenere il divieto di utilizzo di richiami acustici a funzionamento meccanico, elettromagnetico o elettromeccanico, con o senza amplificazione del suono e di vietarne la vendita.

LAC
130,671 supporters