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5 petitions

Started 2 weeks ago

Petition to Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli, Valeria Fedeli, MIUR

Scuola: Abilitare i Dottori di Ricerca

Il Dottore di Ricerca è una figura altamente specializzata e con alta professionalità, formata da anni di studio (in Italia da tre a cinque) e di duro lavoro nel campo della ricerca scientifica, del tutorato universitario e della programmazione e, non ultimo, della didattica.Il Dottorato di Ricerca non è solamente un percorso professionalizzante per i docenti dell’Università, infatti, è il titolo di formazione più alto nel percorso di studi universitario ed è riconosciuto a livello internazionale. Esso rappresenta il più elevato titolo accademico di terzo livello ed è universalmente riconosciuto come il massimo grado dell’istruzione universitaria mondiale. La Scuola è definita come l’”istituzione educativa che, attraverso l’insegnamento collettivo, trasmette i fondamenti della cultura e una preparazione professionale” (Dizionario Garzanti). Al fine di formare professionalmente gli Studenti, Essa necessita, quindi, di nuove figure per affrontare sfide complesse e cogenti. Riteniamo quindi che il mondo della Scuola non possa perdere l’occasione di investire nel talento, nell’elevata specializzazione, nell’alta professionalità e nell’innovazione che i Dottori di Ricerca sono in grado di mettere in campo. Le qualità e le competenze che un Dottore di Ricerca ha acquisito e maturato durante le proprie esperienze formative nazionali ed internazionali rappresentano un patrimonio da Valorizzare e mettere a disposizione delle future generazioni. È utile ricordare che molti Dottori di Ricerca hanno formato diversi Insegnanti durante i vari cicli di TFA ma paradossalmente, a loro volta, non sono ritenuti idonei per poter svolgere la professione di Insegnante nel mondo della Scuola.E’ importante sottolineare che il Consiglio di Stato con Ordinanza del 7 luglio 2016 ha di fatto equiparato il titolo di Dottore di Ricerca all’Abilitazione all’Insegnamento consentendo a diversi Dottori di Ricerca di partecipare al Concorsone 2016. Uno stralcio dell'Ordinanza così recita: "Rilevato che i ricorrenti sono tutti in possesso del titolo di dottore di ricerca ottenuto all’esito di un concorso universitario, riguardo al quale è dedotta l’equivalenza con il titolo abilitativo necessario per la partecipazione al concorso in questione"Inoltre, il Consiglio di Stato,con Ordinanza del 3 novembre 2016, ha precisato di accogliere l’appello cautelare di alcuni Dottori di Ricerca “considerato che la questione relativa all’equiparazione tra dottorato di ricerca e abilitazione ai fini per cui è causa appare oggettivamente controvertibile o perlomeno non manifestamente infondata”, disponendo così l’ammissione dei Dottori di Ricerca alle prove concorsuali.Infine è utile ricordare che il MIUR attraverso il decreto legislativo 59/2017, si è impegnato al fine di riconoscere una equa Valorizzazione del titolo di Dottore di Ricerca in sede di accesso al percorso di formazione iniziale e tirocinio (FIT - art. 3, comma 7). Tutto ciò esplicitato chiediamo che il titolo di Dottore di Ricerca sia veramente e finalmente Valorizzato ai fini del nuovo percorso di reclutamento Docenti:*** Chiediamo che al Dottorato di Ricerca sia riconosciuto Valore Abilitante all’Insegnamento nella Scuola secondaria *** A supportare e legittimare ancor più la Nostra richiesta anche il Decreto del Consiglio di Stato del 27 ottobre 2017 che di fatto ordina l'immediata iscrizione in Seconda Fascia G.I. dei Docenti Dottori di Ricerca. All’interno del Decreto si legge la seguente motivazione: “Viste le ordinanze (proprie e precedenti) concernenti equiparazione tra dottorato di ricerca e abilitazione, che hanno disposto l’ammissione richiesta dagli interessati". Se anche Tu ritieni che la figura del Dottore di Ricerca debba essere Valorizzata pienamente e quindi Abilitata all’Insegnamento nella Scuola secondaria:- sostieni la Nostra e la Tua causa- firma questa Petizione- condividi questa Petizione Questa Petizione è indirizzata alla Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli alla quale chiediamo gentilmente di essere ricevuti. Segui tutte le Nostre azioni a supporto della piena Valorizzazione del Dottorato di Ricerca nel mondo della Scuola attraverso la Nostra Pagina Facebookhttps://www.facebook.com/ComitatoValorizzazioneDottoratoDiRicerca/ Insieme, uniti e compatti verso il raggiungimento del Nostro comune obiettivo! Grazie per il Tuo supporto! Comitato Valorizzazione Dottorato di Ricerca nel mondo della Scuola

Comitato Valorizzazione Dottorato di Ricerca
5,698 supporters
This petition won 6 months ago

Petition to Giuliano Poletti, Pietro Carlo Padoan, Paolo Gentiloni, Valeria Fedeli, Presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni, Ministro del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti, Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan, Ministro dell'istruzione, dell'Università e della ricerca Valeria Fedeli

Ricerca è lavoro! Indennità di disoccupazione per i precari della ricerca

Signor Presidente, Signori Ministri, Noi ricercatori precari, assegnisti di ricerca e dottorandi, ci rivolgiamo al Governo per chiedere il rispetto della nostra dignità di lavoratori, dei nostri diritti, della nostra passione. Da anni intere generazioni di ricercatori sono vittime delle scelte più scellerate della politica. Il blocco delle assunzioni di ricercatori ha determinato il ricorso sempre più frequente a contratti precari, a basso costo e con scarse tutele. La riforma Gelmini ha generato un’Università povera e ineguale, dove le opportunità si concentrano in poche aree del Paese, mentre intere regioni vengono abbandonate al proprio destino. Pochissimo si è fatto sul fronte della valorizzazione della ricerca nel sistema imprenditoriale e produttivo italiano. In altre parole, i tagli alla ricerca sono diventati tagli al futuro del nostro Paese. Il reddito dei ricercatori precari è basso, in alcuni casi addirittura al di sotto del minimale retributivo previsto per la Gestione Separata,  come certifica anche l’INPS. A dispetto di questo, in questi anni il Governo ha scientemente escluso i precari della ricerca da ogni ammortizzatore sociale e da ogni misura di sostegno al reddito, rifiutando di ascoltare i ricercatori che, uniti nella campagna nazionale #perchénoino?, hanno raccolto nel 2015 oltre 10.000 firme per l’estensione della misura a tutti i precari della ricerca. Eppure anche noi versiamo i contributi alla Gestione Separata INPS. Eppure anche la ricerca è lavoro. Quello che vi chiediamo è davvero molto semplice: rispettate le vostre promesse e rispettate il nostro lavoro. Chiediamo che il Governo confermi l'impegno del Ministro Poletti e faccia in modo che nel DDL in discussione alla Camera, e in questi giorni all’esame della Commissione Lavoro, sia inclusa una misura strutturale, facilmente accessibile, in grado di garantire l’indennità di disoccupazione anche a tutti coloro che sono stati finora esclusi ingiustamente, come i precari della ricerca. Chiediamo il diritto all’indennità di disoccupazione perché vogliamo veder riconosciuto il nostro lavoro come tale; perché non intendiamo più accettare discriminazioni tra lavoratori; perché crediamo che tutti i lavoratori abbiano diritto a tutele fondamentali a prescindere dal contratto e dal settore in cui operano. Chiediamo al Governo  di riconoscere a tutti noi la dignità del nostro lavoro, chiediamo di garantire una continuità di reddito ai ricercatori precari. Quale che sia il nostro futuro, nessuno di noi è disposto ad aspettare ancora per vedere riconosciuti i propri diritti. La ricerca è lavoro!   Dottorandi, assegnisti e ricercatori precari di ADI FLC-CGIL

Ricerca è Lavoro
16,356 supporters
Started 10 months ago

Petition to VII commissione permanente, ministero dei beni e delle attivita' culturali e del turismo, Presidenza del Consiglio dei Ministri

Modificare bonus cultura 500 euro diciottenni: non meritocratico, utilizzato indebitamente

Un bonus che divide, contro la meritocrazia e il principio di uguaglianza L'introduzione del bonus cultura da 500 euro per i neo-diciottenni (classe 1998) non va nella direzione adeguata. Una moltitudine di ragazzi appena maggiorenni stanno svendendo il voucher da 500 euro - facendo transazioni per terzi, a cambio di una certa somma di denaro - e l'investimento da 290 milioni di euro (introdotto con la legge di stabilità del dicembre 2015) sta producendo importanti degenerazioni. Considerando che il fine del bonus è quello di stimolare l'interesse e la propagazione della cultura, la manovra risulta inefficiente (per l'alto costo della manovra) e inefficace (in quanto non raggiunge gli obiettivi preposti) oltre che anti-meritocratica e divisiva. Il bonus cultura da 500 euro non è né meritocratico, né fondato sul principio di eguaglianza sociale. Qualsiasi cittadino italiano 18enne ha la possibilità di usufruire del bonus, indipendentemente dal rendimento scolastico, dalla situazione economica e da altri meriti - riconoscibili nell'ambito culturale, artistico, sportivo, musicale ecc. -. È un bonus che divide la popolazione giovanile: in un Paese in cui una buona parte degli under 30 hanno serie difficoltà nel trovare un lavoro che garantisca un minimo di sicurezza economica, la misura adottata genera un sentimento negativo all'interno di suddetta fascia d'età. L'utilizzo inadeguato da parte di una moltitudine di neo-diciottenni esacerba questo contrasto: marginalizza una classe intera (generazione 1998) per un beneficio legato unicamente a un lucky number (il 1998, per l'appunto). Si propone, pertanto, di reinvestire i 290 milioni di euro stanziati, per elaborare una politica fondata su meritocrazia e sul principio di eguaglianza sociale. Si sollecita la VII commissione parlamentare permanente (cultura, scienza, istruzione) a elaborare tale progetto, considerando i seguenti elementi: 1) considerare le difficoltà economiche e lavorative conclamate degli under 30 italiani, i quali non godono ancora di stabilità economica. 2) considerare la possibilità di elaborare un bonus misto, basato su un voucher più esiguo e una percentuale di sconto su manifestazioni di carattere artistico e culturale, acquisto di testi scolastici e accademici. 3) destinare parte dei fondi a finanziamento per diritto allo studio. in tal modo, si potrà operare nella duplice vertente dello stimolo all'investimento nella cultura, facilitando un avvicinamento dei giovani alla stessa (punto 2) e sulla spinta a ricerca e innovazione (punto 3), partendo da una situazione socio-economica conclamata (punto 1). Una firma non costa nulla, così come una condivisione sui social network. Se la ritenete una proposta valida, con solo un minuto del vostro tempo potete lasciare il segno e contribuire in maniera decisiva al cambiamento. Si precisa, infine, che questa petizione non ha colore politico.      

Alessandro Faggiano
24 supporters