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ricerca scientifica

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Update posted 7 months ago

Petition to Daniele Franco, Maria Cristina Messa, Presidenza del consiglio dei ministri, Governo Italiano, Camera dei deputati, Senato della Repubblica, Daniele Franco, Vincenzo Amendola, Maria Cristina Messa

Futuro e Benessere del'Italia dipendono dalla Ricerca: ripartiamo con il #PianoAmaldi.

Ripartiamo con il #PianoAmaldi per la ricerca pubblica. Firma per il raddoppio degli investimenti. [English short version] Italy was struck hard by the Covid pandemic. We demand to the Italian PM Mario Draghi to double the investment in public research (base and applied) using both ordinary and NextGenEU funding to reach a spending of 1% of GDP.  The so called #PianoAmaldi proposed by  Prof. Ugo Amaldi foresees four lines of intervention: Increase of research personnel and reduction of bureaucratic procedures Upgrade of existing scientific installations and creation of new scientific infrastructures Funding of relevant projects via competitive calls "Italian ERC" Creation of a technology transfer network as the German "Fraunhofer" to bring applied research to the Italian industries and trigger innovation. LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO MARIO DRAGHI L’Italia investe ogni anno soltanto lo 0.5% del Prodotto interno lordo (Pil) in ricerca pubblica, ossia circa 9 miliardi di euro, di cui 6 miliardi per la ricerca di base e 3 miliardi per quella applicata. Al confronto la Francia investe lo 0.75% (circa 17 miliardi di euro) e la Germania 30 miliardi, ossia quasi l'1% del Pil. I paesi del Nord Europa investono frazioni del Pil ancora maggiori. Il #PianoAmaldi propone di aggiungere 1,5 miliardi al bilancio della ricerca pubblica - di base e applicata - già nel 2021 e continuare fino a raggiungere l’1,1% del Pil nel 2026, “agganciando” così l’investimento della Germania. Centinaia di studi hanno dimostrato che la ricerca di base – non volta ad applicazioni particolari ma condotta per desiderio di pura conoscenza – è all’origine dell’innovazione tecnologica di lungo periodo e di nuovi mestieri, oggi impensabili, e produce non soltanto nuove conoscenze ma anche benefici economici. Finanziare la ricerca pubblica applicata ha lo scopo di compensare, almeno nel breve termine, la scarsa propensione all’investimento in ricerca e sviluppo delle imprese italiane, per lo più piccole. La ricerca pubblica (che riguarda non soltanto le scienze naturali ma anche le scienze sociali, le discipline umanistiche e l’arte) offre una delle migliori possibilità di investimento dei fondi del New Generation EU ed è in grado di qualificare tutte le altre richieste fatte all’Europa perché ha effetti proprio sul futuro delle nuove generazioni in un settore nel quale, con relativamente pochi fondi, l’Italia - che ha pochi ma validi ricercatori - può molto migliorare portandosi in 6-7 anni al livello della Germania. Investire nella ricerca pubblica è, inoltre, un investimento sulle donne perché il 47% dei ricercatori pubblici sono donne, mentre in Germania e Francia sono il 35%. Con questa lettera aperta proponiamo che i fondi aggiuntivi siano ripartiti, con criteri meritocratici, su quattro aree d’investimento: ·      Risorse Umane: aumento del valore e del numero di borse di dottorato e aumento del numero di ricercatori, anche per invertire la «fuga dei cervelli»; ·      Progetti: lancio di nuovi grandi progetti e di progetti diffusi di rilevanza scientifica e sociale; ·      Infrastrutture: potenziamento dei laboratori e delle infrastrutture di ricerca esistenti; ·      Trasferimento tecnologico: miglioramento delle condizioni in cui avviene il trasferimento di conoscenze e di tecnologie dalle università e dagli enti pubblici alle imprese, in particolare a quelle medie e piccole. In parallelo all’aumento dei finanziamenti sono necessarie riforme di sistema, attese da tempo, volte a eliminare la burocrazia e incentivare l’originalità e l’indipendenza di pensiero delle nuove generazioni.  Le basi e i dettagli della proposta sono presentati alle pagine 105-112 di www.outreach.cnr.it/1614/un-volume-sulla-pandemia-e-la-resilienza/ e nella seconda parte di questa lettera. Primi firmatari: o  Federico Ronchetti, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare o  Serena Di Cosimo, Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori o  Barbara Majello, Università Federico II, Dipartimento di Biologia   LA RICERCA SCIENTIFICA PUBBLICA È DI TUTTI I CITTADINI Firma e fai firmare per il raddoppio degli investimenti   La ricerca, di base e applicata, è sorgente di nuove conoscenze e di futuro benessere per tutti. A luglio 2020 i leader dell'UE hanno concordato un pacchetto articolato che combina il quadro finanziario pluriennale (1074 miliardi per il 2021-27) con uno sforzo straordinario per la ripresa di 750 miliardi, detto Next Generation EU. Per quanto riguarda l'Italia, il piano prevede poco più di 208 miliardi, dei quali 81 miliardi sono sussidi a fondo perduto mentre 127 miliardi sono prestiti. I prestiti vanno ovviamente restituiti, anche se a tassi molto bassi e a condizioni agevolate; è quindi essenziale che questi prestiti siano utilizzati per generare nuova ricchezza negli anni a venire.    La pandemia di Covid-19 ha dimostrato che i Paesi che investono molto in ricerca (come Germania e Corea del Sud) sono più resilienti. Nel post-pandemia è necessario che l’Italia utilizzi i fondi europei per andare nella stessa direzione. Inoltre, è ormai sotto gli occhi di tutti come le attività economiche tradizionali (ad esempio il turismo, e il commercio) si siano dimostrate molto fragili mentre, al contrario, la pandemia ha aumentato il valore di tutti i settori high-tech. Un dato per tutti, la capitalizzazione delle Big Five (Facebook, Amazon, Apple, Microsoft, e Google) ha ormai superato i 4000 miliardi di dollari, una cifra maggiore del Pil della Germania. Oltre a produrre nuova conoscenza e nuove tecnologie che vanno poi a beneficio di tutti – basti pensare al Web e alla sua utilizzazione durante la pandemia – la ricerca (di base e applicata) arricchisce la vita dei cittadini ed è sorgente del loro futuro benessere. Per esempio, l'economia del Web in Italia fattura quasi 100 miliardi di euro l'anno. Inoltre, considerando l’Europa, la produzione economica delle industrie che utilizzano le conoscenze della fisica ammonta a 1450 miliardi l’anno, cioè al 12% dell’output totale (dati 2019); questa è una cifra molto superiore a quella dovuta a settori ritenuti già molto redditizi, come commercio (4.5%), costruzioni (5.3%) e servizi finanziari (5.3%).  Vi sono realtà accademiche in Europa che, oltre ad essere delle vere e proprie fabbriche di cervelli, hanno un impatto economico enorme come il Politecnico di Zurigo (ETH) e l’Imperial College di Londra, che presentano fattori di ritorno economico del loro finanziamento pubblico annuale pari a 5 o più. L’ETH per esempio è uno dei 20 maggiori produttori di brevetti in Svizzera e ha uno spin-off di circa 50 industrie/anno che si accaparrano una frazione significativa dei «venture capitals» della Confederazione. Queste istituzioni non sono delle fortunate eccezioni ma il frutto di un sistema che connette il settore pubblico (scuola, università ed enti di ricerca pubblici) con quello privato.  La mancanza di questa cinghia di trasmissione in Italia è dimostrata dal numero di brevetti depositati presso gli Uffici dei brevetti sia europeo sia americano. La Germania deposita circa il quintuplo dei brevetti italiani in EU e dieci volte più brevetti dell’Italia in USA. L’Italia, insieme alla Spagna è il fanalino di coda in termini di brevetti depositati sia in EU che in USA. L'innovazione industriale dovuta al trasferimento tecnologico, che ha origine nella ricerca di base e applicata, è sempre più evidente nei campi farmaceutico e delle scienze della vita, su cui l'attenzione pubblica si è particolarmente concentrata negli ultimi tempi a causa della pandemia ma che già da decenni sta ottenendo successi sempre più importanti. Per esempio, la scoperta nel 1987 nel DNA di alcuni batteri di brevi sequenze ripetute (dette CRISPR) ha portato, in combinazione con la scoperta della proteina Cas9, alla capacità tecnica di editing di specifiche sequenze di geni nelle cellule. La tecnica CRISPR/Cas9 è una scoperta proveniente dalla ricerca di base ma è correntemente impiegata come correttore genomico per far avanzare la ricerca applicata nella cura dell’AIDS e dei tumori, nel miglioramento dei rendimenti in agricoltura e dei biocarburanti e nella lotta alle zanzare che causano la malaria. Solo tre anni fa moriva il piccolo Charlie Gard a causa di una rara alterazione genetica del DNA dei mitocondri. Quest’anno l’identificazione di un enzima in grado di operare sul DNA mitocondriale sta aprendo la via alla cura di queste malattie genetiche devastanti. La nuova tecnica è il risultato della ricerca di base, a dimostrazione del fatto che anch’essa può produrre rapidamente risultati e applicazioni ed è decisiva per la qualità della vita di ognuno anche nel breve termine.   È necessario cogliere l’occasione favorevole e agire subito. Il dopo-pandemia offre un’occasione unica e irripetibile per finanziare a livello europeo la ricerca pubblica, di base ed applicata, liberandola dall’eccessiva burocrazia che le impedisce di svilupparsi appieno. Il piano per la ricerca propone un investimento essenziale per dare un futuro al sistema Paese.  Non bisogna commettere l’errore di considerare la spesa in ricerca come qualcosa di lontano dalla vita di tutti i giorni: i bambini che, con le molte difficoltà dovute alla pandemia, stanno tornando a scuola avranno una vita più piena e un tenore di vita migliore di quello odierno solo se, tra una ventina d’anni,  svolgeranno lavori altamente qualificati e produttivi in grado – tra l’altro – di sostenere l’onere crescente dei contributi che renderanno possibile il pagamento delle pensioni dei loro genitori, ossia degli adulti di oggi. L'attuazione del piano per la ricerca deve iniziare già nel 2021 e con un grande investimento aggiuntivo, rispetto al 2020, perché il sistema della ricerca pubblica è da tempo in grande sofferenza. Una ricerca pubblica forte produrrà nuove conoscenze, contribuendo a mantenere l’Italia all'altezza della sua storia, e sarà in grado di trainare il sistema industriale e imprenditoriale affinché possano avvenire, in modo sistemico, quei trasferimenti di conoscenze e di tecnologie che finalmente renderanno le imprese italiane innovative e competitive sul mercato globale.

Federico Ronchetti
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Update posted 1 year ago

Petition to Maria Cristina Messa, Maria Cristina Messa, Prof. Ferruccio Resta, Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, Prof. Antonio Vicino, Presidente del Consiglio Universitario Nazionale, Comitato per la Valorizzazione del Dottorato

Ricercatori, Dottorandi e Borsisti bloccati e senza fondi. Aiutiamo chi ci protegge!

Serve una proroga per i dottorati, gli assegni e le borse di ricerca! La battaglia contro il Coronavirus non si può vincere senza la Scienza! Mai come in questo periodo così tragico è stato chiaro quanto la mancanza di fondi per la ricerca scientifica e la formazione dei futuri ricercatori siano un pericolo ed un danno per il benessere del Paese. Sebbene avviati verso una fase di riapertura a seguito dell’esplosione della pandemia da Covid-19, ci troviamo davanti ad un quadro generale che presenta ancora molteplici limitazioni alla circolazione ed alla vita quotidiana e lavorativa, benché necessarie per il mantenimento della salute e del benessere di ognuno di noi. Come molti altri settori, il mondo della ricerca ha subito una battuta d’arresto importante, lasciando la maggioranza di coloro che vi operano nell’impossibilità oggettiva di poter proseguire con la formazione e la sperimentazione. Gli stanziamenti, come anche le proposte da parte del mondo accademico, devono essere commisurate alle necessità reali ed alle difficoltà oggettive del momento. Crediamo fermamente che una delle speranze e delle opportunità per la ripresa del paese sia rappresentato dall’investimento nella ricerca scientifica e nella formazione dei ricercatori che verranno. Per queste ragioni sottoponiamo le seguenti proposte all’attenzione delle istituzioni e dei cittadini: 1-  Una proroga facoltativa da un minimo di TRE ad un massimo di SEI mesi per tutti i cicli di dottorato attualmente attivi, finanziata da un fondo straordinario ad hoc. 2-  Una proroga facoltativa da un minimo di TRE ad un massimo di SEI mesi per tutti gli assegnisti ed i borsisti che ne facciano richiesta, anch’essa finanziata dallo stato. 3-  Un’estensione facoltativa del periodo di dottorato senza borsa non inferiore a TRE e non superiore a SEI mesi, al fine di garantire pari opportunità a tutti gli studenti nel completamento dei propri progetti. 4-  Una rimodulazione dei periodi obbligatori all’estero per i dottorandi del XXXIII e XXXIV ciclo che garantisca la non decadenza della borsa di studio ed al contempo la possibilità di spostarsi qualora ve ne sarà la possibilità. 5-  Una rimodulazione dei periodi obbligatori in azienda per i dottorandi del XXXIII e XXXIV ciclo che garantisca la non decadenza della borsa di studio, oppure una rimodulazione delle tempistiche in accordo con le aziende ospitanti e nel rispetto delle norme sanitarie e di sicurezza vigenti. 6-  Una proroga del sussidio di disoccupazione di almeno TRE mesi che garantisca il necessario sostentamento economico a dottorandi ed assegnisti in un momento in cui gli spostamenti internazionali e la recessione economica renderanno ancora più incerte le possibilità lavorative. Riteniamo insufficiente ed irrealistica una qualsiasi proroga inferiore ai tempi qui proposti al fine di garantire le medesime opportunità ai dottorandi ed ai ricercatori che seguono percorsi di ricerca e formazione in un momento così delicato. La ricerca è vita! Il Covid-19 lo ha drammaticamente dimostrato. Aiutateci a far sentire la nostra voce per fare in modo che diventi la voce di tutti. Per ulteriori informazioni potete scrivere all’indirizzo e-mail: petizione.dottorandi@gmail.com Alessandro Botta Simone Palmieri Virginia Machera Angela Siciliano Matteo Selci Serena Mauriello Davide Aprile Patrizio Canepa Sara Pepe Marco Panascì Thea Giacomini

Alessandro Botta
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