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glifosato

3 petitions

Update posted 1 week ago

Petition to IKEA, CarrefourSA, Esselunga, Divella , Rummo , Pasta Garofalo, Pam Panorama, Eurospin, La Molisana, De Cecco, auchan, Coop Italia, Simply market

Salvaguardiamo la nostra salute, compriamo solo prodotti Free Glifosato

Bruno chiede di iniziare a bandire volontariamente la presenza del Glifosato negli alimenti anticipando i tempi di una revisione dell’autorizzazione all’utilizzo di questa sostanza in agricoltura. Salvaguardiamo la nostra salute, compriamo solo prodotti Free Glifosato.Le aziende alimentari rinuncino all’acquisto di materie prime contenenti Glifosato per una scelta di sicurezza a favore dei propri consumatori. Siamo due punti vendita di alimenti biologici a Roma. Noi, per i criteri dell’agricoltura biologica, non vendiamo prodotti per i quali vengono utilizzati erbicidi e pesticidi chimici come anche il Glifosato. Abbiamo scritto sulle nostre vetrine che da noi i consumatori possono trovare solo prodotti FREE GLIFOSATO. Ciononostante siamo consapevoli della “probabile cancerogenicità per l’uomo”, espressa a suo tempo dallo IARC (Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro), di tale sostanza e vorremmo che anche nei prodotti convenzionali si usasse il “principio precauzionale” e se ne vietasse l’utilizzo da parte di chi può decidere in tal senso per la tutela dei consumatori. In attesa di ciò e visto che in Europa si è deciso di prolungarne per altri 5 anni l’autorizzazione all’utilizzo vorremmo che a livello volontario siano le aziende ad anticipare i tempi per salvaguardare in via precauzionale la salute dei propri consumatori. Per fortuna è novità di questi giorni che il produttore leader in Italia di pasta ha deciso di rinunciare al grano canadese dove viene consentito l’uso in agricoltura del Glifosato. Noi vorremmo che altri marchi di pasta ma anche di altri prodotti dove sono stati riscontrati residui dell’erbicida (come per esempio crackers, biscotti, patatine fritte e corn flakes) iniziassero a fare a meno della sua presenza selezionando materie prime FREE GLIFOSATO. Chiediamo a tutti di firmare questa petizione per spingere produttori, distributori e supermercati a seguire il buon esempio e fare una scelta di sicurezza per i propri consumatori. Per tutti.

BRUNO BERTO
679 supporters
Started 1 year ago

Petition to Eccellentissime Capitane Reggenti

Abolizione dell'utilizzo del Glifosato nella Repubblica di San Marino

I sottoscritti cittadini Sammarinesi, residenti in territorio e regolarmente iscritti alle liste elettorali, sottopongono all’attenzione delle Eccellentissime Capitane Reggenti la seguente Istanza d’Arengo. Affinché all’interno della Repubblica di San Marino sia applicato il principio di precauzione e vengano vietati in maniera permanente la produzione, la commercializzazione e l’uso di tutti i prodotti fitosanitari a base dell’erbicida Glifosato; conseguentemente che lo stesso sia rimosso da tutti i disciplinari di produzione che lo ammettono e che siano escluse da ogni incentivo economico le aziende che ne fanno uso. Motivazioni:  Il Glifosato è il diserbante ed il disseccante più utilizzato al mondo, sia in ambito agricolo sia in ambito civile. Il suo brevetto è scaduto quasi ovunque, anche in Italia, dove è ancora uno dei prodotti fitosanitari più venduti.L’ECHA, l’Agenzia Europea per le sostanze chimiche, proprio pochi giorni fa ha dichiarato che il Glifosato è “tossico con effetti duraturi sulla vita in ambienti acquatici”. Secondo L’AIRC, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, esiste una correlazione epidemiologica tra l’esposizione ai principi attivi contenuti nel diserbante ed il Linfoma di non-Hodgkin, con “prove convincenti che possa causare il cancro negli animali da laboratorio”.Inoltre, oltre a presentare effetti oncogeni, sembrerebbe agire da interferente endocrino, perturbando numerosi meccanismi fisiologici e processi biologici. Tutto ciò imporrebbe la sospensione del suo utilizzo per il principio di precauzione sancito dalle norme. Lo scorso 10 gennaio 2017 la Commissione Europea ha dovuto prendere atto della forte iniziativa “Ban Glyphosate” (“Vietare il Glifosato immediatamente”), attraverso la quale diversi cittadini europei invitano la Commissione “a proporre agli Stati membri l’introduzione di un divieto immediato sul glifosato, a riformare la procedura di approvazione dei pesticidi e a fissare obiettivi di riduzione obbligatori a livello di UE per l’uso dei pesticidi”. Con questa Istanza d’Arengo si intende richiedere l’abolizione dell’uso del Glifosato all’interno della nostra Repubblica ed, al contempo, promuovere un cambiamento radicale dell'agricoltura Sammarinese, evitando l’insensatezza di premiare con fondi pubblici l’uso sostenibile di un prodotto probabilmente cancerogeno e certamente tossico. Il fine è quindi lanciare un messaggio affinché si superi l’obsoleto modello di agricoltura convenzionale, il quale, com'è ormai ben noto, risulta essere altamente insostenibile nonché dannoso sotto tanti punti di vista.   

Banca della Vita
234 supporters
Update posted 8 months ago

Petition to Beatrice Lorenzin, ministro Lorenzin, Ministro Martina, GOVERNATORI REGIONALI

“Stop Glifosato” nei cereali e nei prodotti a base di cereali

GranoSalus è  un' associazione che si batte per la tutela della nostra salute. Impedire l'ingresso in Italia di grano contaminato da glifosato renderebbe più sani la pasta e il pane che tutti i giorni consumiamo.La legislazione attuale prevede il divieto d'uso in Italia in pre-raccolta, ma non agisce sui grani d'importazione, calpestando così il principio di precauzione.Il cambiamento della petizione GranoSalus produrrà effetti utili sulla salute dei cittadini, sui bilanci sanitari dello Stato e sulla nostra agricoltura nazionale.  Premesso che 1. Il Glifosato (prodotto  e venduto principalmente dalla multinazionale Monsanto con il marchio commerciale Roundup) è l’erbicida più diffuso al mondo ed è classificato, in base alla direttiva 67/548/CEE, come irritante e pericoloso per l’ambiente, tossico per gli organismi acquatici e con  formulati pericolosi per l’uomo e/o per l’ambiente acquatico; 2. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha fissato la dose massima di assunzione giornaliera di glifosato in 0,5 mg per kg di peso corporeo; 3. L’Agenzia per la ricerca sul cancro Iarc (OMS) di Lione, nel 2015,  ha classificato il principio attivo come un “probabile cancerogeno per l’uomo” e come tale lo ha inserito nel gruppo delle 66 sostanze a rischio; 4. Secondo la classificazione dell’Unione Europea sono almeno 564 le sostanze sospettate di essere pericolose. Per 66 di esse è provato che possano agire come interferenti endocrini e su altre 52 ci sono gravi sospetti, tra cui il glifosate (https://granosalus.it/2017/08/18/interferenti-endocrini-quei-veleni-non-ci-fanno-paura-cosa-quanto-costano/); 5. Vari studi hanno dimostrato che le erbe infestanti hanno sviluppato una resistenza al glifosato: ad esempio la soia ogm pensata per ridurre l’uso degli erbicidi, ha prodotto l’effetto contrario. Infatti, il vero “boom” del glifosato scoppiò quando Monsanto cominciò a introdurre varietà di piante resistenti al glifosato: gli agricoltori potevano liberarsi delle piante infestanti semplicemente irrorando di glifosato i loro campi glifosato-resistenti; 6. Considerato che oltre il 97% dei prodotti alimentari commercializzati nel nostro continente contiene residui di glifosato, e tracce di glifosato sono state trovate nelle urine di 48 europarlamentari con concentrazioni da 0,17 a 3,5 microgrammi per litro ed una media di 1,73 (fonte: Agricolae.eu); altri studi in Germania avevano già dimostrato, su un campione di 2009 persone, che il 99,6%, presentava residui di glifosato nelle urine; il 75% di queste con una concentrazione almeno cinque volte superiore ai limiti consentiti per l’acqua; il 35% di queste con una concentrazione addirittura superiore tra le dieci e quarantadue volte (fonte: Test Il Salvagente); 7. che la rivista tedesca Oko-Test ha trovato tracce di glifosato oltre che nel latte materno, nel miele e nella birra, in 14 campioni su 20 di farine di frumento, d’avena e pane (fonte: Test Il Salvagente); 8. che in una recente interrogazione al ministro della Salute, da parte di un gruppo di parlamentari, si afferma che il glifosato sarebbe presente persino nei vaccini destinati ai bambini nei primi mesi di vita, secondo i risultati di una ricerca autofinanziata dall’ associazione nordamericana Moms Across America (fonte: Agricolae.eu); 9. tenuto conto che il glifosato viene ampiamente usato anche in pre-raccolta negli USA e Canada nelle coltivazioni di grano duro, per favorirne la maturazione artificiale, con conseguente presenza di residui nel grano raccolto e nelle semole che ne derivano; 10. che non ha tempo di carenza in quanto è un disseccante totale che uccide tutto ed è pertanto illegittimo: l'uso di prodotti chimici in pre-raccolta  comporta l'incremento di residui chimici nelle derrate alimentari e va quindi vietato; 11. che l’Italia importa grano duro da USA e Canada per la miscelazione e produzione di semole per pasta, pane e altri prodotti da forno. Questi rapporti commerciali, in particolare con il Canada, sono stati recentemente rafforzati dalla stipula di accordi CETA a livello UE. (CETA= Canadian European Trade Agreements = accordi commerciali tra Canada ed Europa); 12. che su alcuni marchi di pasta italiana,  secondo i dati pubblicati dal Test Salvagente, in data 23 Aprile 2016, sono state trovate tracce di glifosato, anche se sotto le soglie previste dalla legge (in particolare negli spaghetti Colavita 0,019 mg/Kg, negli spaghetti del Verde 0,083 mg/Kg, nelle penne ziti rigate Divella 0,033 mg/Kg, negli spaghetti Divella 0,038 mg/Kg, nella Mafalda corta Garofalo 0,043 mg/Kg, negli spaghetti Italiamo Lidl 0,070 mg/Kg, nelle farfalle rigate La Molisana 0,160 mg/Kg e negli spaghetti La Molisana 0,056 mg/Kg); 13. che su alcuni marchi di pasta italiana, secondo i dati pubblicati dal Test GranoSalus, in data 26 Febbraio 2017, sono state trovate tracce di glifosato ed altri contaminanti, sebbene sotto le soglie previste dalla legge. I risultati sono stati confermati nei tribunali di Roma e Trani (https://granosalus.it/2017/02/26/lo-dicono-le-analisi-don-glifosate-e-cadmio-presenti-negli-spaghetti/); 14. che l’Unione Europea definisce i tenori massimi di glifosato nei prodotti alimentari (pasta, etc), in 10 mg/kg (ppm); 15. preso atto che la legislazione europea e italiana dal mese di agosto 2016 vieta l’uso di glifosato in pre-raccolta per il grano duro. In particolare, il regolamento di esecuzione (UE) 2016/1313 della Commissione del 1° agosto 2016, ha modificato il regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 per quanto riguarda le condizioni di approvazione della sostanza attiva glyphosate; e il ministero della Salute, con un decreto entrato in vigore il 7 ottobre 2016, ha recepito tale regolamento, imponendo una serie di divieti all’uso del glifosato, tra cui l’impiego sui cereali prima della raccolta, al solo scopo di ottimizzare il raccolto o la trebbiatura; 16. che il divieto introdotto dal Decreto del Ministero, pare superare i pregressi limiti di contaminazione da glifosate di cui al Regolamento UE 293/2013 ed alle relative tabelle, e, in ogni caso, si pone in contrasto con tale ultima norma; 17. che la Regione Calabria, con la deliberazione n. 461/2016 della Giunta regionale ha bandito il pesticida della Monsanto, e conseguentemente le aziende agricole calabresi che utilizzano questa sostanza saranno escluse dai finanziamenti del Piano di sviluppo rurale; 18. che la Regione Molise, nel PSR 2015-2020, misura 10.1.2 dedicata alle tecniche di agricoltura conservativa, ha vietato l’impiego dei diserbanti, per chi vuole accedere ai contributi previsti dal PSR; Purtuttavia, continuando a consentire le importazioni di grano contenente glifosato dai paesi non UE (come indicato al punto 11), il governo italiano non sta effettivamente salvaguardando la salute dei cittadini. Del resto, per abrogare le soglie di tolleranza dei pesticidi negli alimenti in Italia si è tenuto un referendum nel 1990, che sebbene non raggiunse il quorum, vide circa 20 milioni di voti esprimersi, di cui oltre il 95% favorevoli. Inoltre, nonostante il decreto del governo, molte regioni italiane prevedono tuttora ampio uso del glifosato anche per pratiche definite 'sostenibili', finanziate dai nuovi PSR. tenuto conto che una petizione su scala globale, sostenuta da una coalizione di 38 realtà italiane ha già chiesto alle Autorità politiche europee e a quelle degli Usa, Canada e Brasile di esercitare il principio di precauzione e sospendere immediatamente l'uso del glifosato (https://www.avaaz.org/it/monsanto_dont_silence_science_loc_eu/?fpla); considerato che, secondo il report "Buying science - Comprare la scienza", "la Monsanto e altre aziende produttrici di glifosato avrebbero distorto le prove scientifiche sugli effetti per la salute pubblica del glifosato, al fine di mantenere sul mercato questa controversa sostanza". Alla luce di quanto sopra affermato e considerato, la comunità europea può stabilire solo il livello minimo di tutela ambientale, sotto al quale non si può andare, mentre quello massimo e di precauzione viene stabilito comunque dagli stati membri (Sovranità Ambientale e Sanitaria);  inoltre, secondo il principio di precauzione, anche a fronte di un minimo sospetto di tossicità sarebbe opportuno fermarsi e bandire l’uso del glifosato in Italia. Si rammenta che il principio di precauzione, base del diritto europeo e nazionale, prevede l’inversione dell’onere della prova: prima di immettere sostanze nell’ambiente e in particolare nell’agricoltura, deve essere dimostrata la loro innocuità. Preso atto che i tribunali italiani hanno avuto il grande merito di rispettare il dovere di prudenza cui è ispirato il principio di precauzione. tale principio non può essere un optional, specie quando è in ballo il diritto alla salute di milioni di persone e vi sono prove scientifiche a supporto che aprono inquietanti interrogativi. (https://granosalus.it/2017/10/05/glifosate-nel-grano-e-nella-pasta-granosalus-dopo-lordinanza-dei-giudici-di-roma-l-italia-applichi-il-principio-di-salvaguardia-di-protezione-della-salute/ ) A seguito delle ordinanze favorevoli dei tribunali al principio di precauzione, sono state allertate molte Autorità e un numero crescente di consumatori chiede garanzia di assenza di glifosate nel pane, nella pasta, nella semola e in tutti gli altri derivati del grano.  Si chiede: -       che il Ministro Lorenzin dichiari ricevibile la nostra petizione, al fine di consentire al consumatore di difendere la propria salute, oggi “avvelenata a norma di legge” e senza avvisi in etichetta; -       che per il principio di precauzione sia vietata la vendita di glifosato sotto qualsiasi marchio commerciale esso si presenti; -       che per la tutela della salute dei cittadini italiani e per la loro reale sicurezza alimentare, Governo e Regioni esercitino il principio di precauzione e sospendano immediatamente l'importazione di grani esteri contenenti glifosato; -       che il Ministro Lorenzin, unitamente al Ministro Martina, neghi ogni autorizzazione governativa alle importazioni di grano estero proveniente soprattutto dal Canada; -       che il Ministro Martina modifichi in sede europea la PAC che limita la nostra coltivazione di grano duro specie laddove si incentivano forme di set-aside; -       che ogni regione italiana, in particolare nel mezzogiorno, dove la coltivazione del frumento duro è particolarmente vocata, proceda all’aggiornamento dei Disciplinari di Produzione Integrata delle infestanti e Pratiche agronomiche, escludendo dai finanziamenti del Piano di sviluppo rurale tutte quelle aziende che fanno uso di glifosato.  

saverio debonis
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