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Giustizia Legale

14 petitions

Update posted 5 months ago

Petition to Sergio Mattarella, Andrea Orlando

#PietroPalauLibero - VI PREGO NON LASCIATEMI MORIRE IN CARCERE!

È il disperato appello di Pietro Palau Giovannetti (65 anni), gravemente malato, Presidente della Onlus Movimento per la Giustizia Robin Hood - Avvocati senza Frontiere e dell’Associazione 5 Stelle per la Legalità, con il quale si rivolge alla Società civile per denunciare l’accanimento giudiziario delle A.G. italiane nei suoi confronti, ovvero la disumanità delle condizioni di sopravvivenza dei detenuti, sollecitando una grande generale amnistia per tutti i Paesi europei che violano i diritti fondamentali dell’uomo. Come l’Italia, la Grecia e la Turchia, dove la privazione della libertà è solo una atroce incessante violenza punitiva e una forma di brutale vendetta da parte dello Stato, senza alcuna funzione rieducativa. Pietro è un “human rights defender” con riconoscimenti internazionali, quali quello della Fondazione Kennedy of Europe che, nella pubblicazione “Speak Truth to Power. Coraggio senza Confini”, ha paragonato la sua figura a quella di Vera Stremkovskaya, avvocatessa bielorussa perseguitata dalla magistratura di regime per le sue attività in difesa di soggetti ritenuti scomodi. Manuale diffuso nelle scuole in 500.000 copie, dove vengono indicati gli eroi di ieri e di oggi che stanno cambiando il mondo con mezzi pacifici. Da oltre 30 anni, Pietro, infatti, si adopera contro tutte le mafie e la corruzione, contrastando la criminalità economica dei colletti bianchi, il racket delle aste giudiziarie e dei fallimenti, e gli abusi giudiziari, di cui egli stesso è rimasto vittima, denunciandone le complicità. Per questo è stato ritorsivamente condannato ad oltre 10 anni di carcerazione, neanche fosse un pericoloso criminale, per meri reati d’opinione, peraltro ampiamente prescritti e/o abrogati, in quanto risalenti ad oltre 27 anni fa. Ciò senza, aver mai, in effetti, commesso alcun reato ideologico né tantomeno societario, essendosi limitato a denunciare con coraggio civile gli abusi subiti nella gestione di procedimenti riguardanti le sue attività imprenditoriali e umanitarie in difesa di soggetti deboli. L’odissea giudiziaria di Pietro è quella di un piccolo imprenditore, illegalmente dichiarato fallito nel 1992 per l’irrisoria somma di € 516 attuali, pur avendo poco prima rifiutato un assegno da 1,5 miliardi di vecchie lire, che consegnava ai P.M. del pool milanese, denunciando il tentativo di farlo fallire e di corromperlo per mettere a tacere le sue denunce nei confronti dei più alti vertici della Guardia di Finanza e del Tribunale di Milano. Esposti e attività che diedero impulso al movimento di “mani pulite” e ad oltre 250.000 firme a sostegno dei magistrati antimafia e contro i “decreti salvaladri.” Una lotta esemplare sgradita ai poteri forti, che da oltre 6 mesi hanno privato un uomo di giustizia della sua stessa libertà, mettendo in moto la macchina del fango, tramite la stampa filopiduistica, che ha diffuso notizie false e calunniose, circa inesistenti collegamenti con ambienti eversivi. Una persecuzione che ricorda regimi privi di diritti certi, come la Turchia, dove intellettuali e attivisti per i diritti umani vengono imprigionati con false accuse di attività antigovernative, e lasciati morire in carcere.  Pietro è stato, infatti, arrestato all’aeroporto di Atene il 28/10/2017, in base ad un mandato illegale, emesso in violazione delle stesse direttive del C.S.M., secondo cui il mandato di arresto europeo non può venire richiesto per pene inferiori ad anni 4 e reati di lieve entità, risalenti nel tempo (nel caso di specie, il fallimento del 1992). Ciò, peraltro, proprio mentre si accingeva a rientrare a Milano per partecipare al processo di rinvio disposto con sentenza 13/7/2017, con cui la Cassazione aveva accolto il suo ricorso, riconoscendo l’esistenza di reati abrogati e prescritti, e plurimi errori di calcolo del presofferto, a fronte dei quali non avrebbe dovuto entrare in carcere neppure un solo giorno! Ciononostante è stato dapprima incarcerato nelle prigioni-lager di Korydallos (Grecia), per circa due mesi, poi a Roma-Rebibbia e a Rieti, per ulteriori mesi due, ed infine presso il Centro Clinico di S. Vittore a Milano, sebbene la Corte d’Appello di Milano, sin dal 22/3/2018, avesse riconosciuto la pena residua pari a poco più di 2 anni, rimettendo gli atti al P.G., al fine di sospendere l’esecuzione, onde consentire l’accesso alle misure alternative al carcere. In tale Kafkiano contesto rischia di morire in carcere, vedendosi persino negare la liberazione anticipata, di norma concessa anche ai recidivi per reati associativi, neanche fosse peggio di un pericoloso mafioso. Ciò, senza che alcun organo di informazione ne abbia dato omertosamente notizia, se non per infangare la sua figura e screditare l’immagine pubblica della ONLUS da lui rappresentata. Una detenzione che si pone al di fuori di qualsiasi schema legale. Dal 21.3.2018 ha iniziato lo sciopero della fame e farmacologico, per affermare il diritto costituzionale alla libertà di cura e l’umanità della pena per tutti gli anziani malati ingiustamente ristretti nelle carceri italiane ed europee. La sua vita è in pericolo salviamolo! ***    AGGIORNAMENTO 23 APRILE 2018 - VITTORIA!  ***PIETRO ESCE DAL CARCERE! MA LA PETIZIONE CONTINUA FINO ALLA VITTORIA TOTALE! Con ordinanza 23.4.2018, la Corte d’Appello di Milano, in funzione di Giudice dell’Esecuzione, ha disposto poche ore dopo l’udienza, l’auspicata immediata scarcerazione di Pietro, illegittimamente detenuto da circa 6 mesi.Una decisione che ristabilisce finalmente la legalità, in favore di un uomo di giustizia che ha sofferto ingiustamente il carcere, lottando con tutte le sue forze, fino all’ultimo, per affermare le sue ragioni e la verità, contro le calunnie della stampa di regime, come denunciato da Avvocati senza Frontiere, che ha già raccolto quasi 8000 firme per la sua liberazione.Dopo una lunga battaglia giudiziaria è stato riconosciuto che la pena espiabile è pari a poco più di anni 2, ragione per cui Pietro non avrebbe dovuto entrare in carcere neppure un solo giorno, avendo diritto di accedere alle misure alternative al carcere, come qualsiasi altro cittadino con condanna inferiore ad anni 4. La Corte d’Appello ha quindi accolto la richiesta di sospensione dell’esecuzione, ex art. 656 c. c.p.p,, dapprima arbitrariamente negata dal P.G. e dal Tribunale di Sorveglianza.Ma la battaglia civile continua, affinché Pietro torni ad essere completamente libero, azzerando ogni condanna ingiustamente inflitta, e il Presidente Mattarella gli conceda Grazia come merita un uomo che ha dedicato la sua vita alla giustizia. AIUTACI A SPEZZARE IL SILENZIO DEI MEDIA! DIFFONDI LA PETIZIONE! SOSTIENICI CON UNA PICCOLA DONAZIONE O ANCHE CON IL TUO 5X1000!A TE NON COSTA NULLA E PUOI AIUTARE A FAR CRESCERE LA GIUSTIZIA IN ITALIA!   -----> http://perlagiustizia.org/robinhood/sostienici.php <--------- A cura dello staff di Avvocati senza Frontiere 

Movimento per la Giustizia Robin Hood
9,336 supporters
Started 12 months ago

Petition to Paolo Gentiloni, Antonio Tajani, Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani, Paolo Gentiloni

Sull'omicidio di Daphne Caruana Galizia chiediamo una Commissione d'inchiesta Europea

“Ci sono criminali ovunque si guardi adesso, la situazione è disperata”. Così ha scritto la giornalista d’inchiesta Daphne Caruana Galizia nell’ultimo post pubblicato sul suo blog, prima che un’autobomba la facesse saltare in aria. Questo atto di terrorismo mafioso, maturato in seguito alle sue inchieste sulla corruzione politica dei vertici dello stato maltese, E’ ACCADUTO IN UN PAESE EUROPEO.Questo delitto è una minaccia pericolosa e aperta all’intera Europa, EUROPA CHE VERGOGNOSAMENTE TACE! Il silenzio dei capi di Stato europei compresa l’Italia, manifesta la fragilità delle istituzioni, il cui omertoso no comment può indurre a pensare che vi siano INDICIBILI EQUILIBRI DA TUTELARE.Così come riteniamo ignobile che nessun esponente dei partiti italiani o del governo, nessun rappresentante dei vertici dello Stato italiano, abbia espresso ferma condanna rispetto all’accaduto considerato che la Caruana Galizia aveva denunciato gli intrecci affaristici tra il governo dell’Azerbaijan e l’Italia nella costruzione del gasdotto Tap (Trans Adriatic Pipeline, un gasdotto che collegherà l'Italia e la Grecia passando per l'Albania, consentendo l'afflusso di gas naturale proveniente dal Medio Oriente, dal Caucaso e dall'area del Mar Caspio) col suo giro di appalti e profitti miliardari e lo scempio ambientale che esso comporta in Salento nella terra degli ulivi. Qualsiasi denuncia giornalistica, per quanto coraggiosa, risulta impotente se non trova orecchie disponibili ad ascoltarla e persone pronte ad attivarsi e a trarne le opportune conseguenze. Il premier maltese Muscat, costretto alle dimissioni durante il suo mandato di guida europea, proprio a seguito dello scandalo che lo ha riguardato direttamente, afferma in modo scontato che “nessuna rivalità giustifica una morte del genere”, ma questa sua dichiarazione risuona tardiva e insufficiente. La giornalista Caruana Galizia, sull’Espresso e sul suo blog, producendo una grande quantità di prove documentali, aveva scoperchiato l’enorme flusso di denaro utilizzato per condizionare le scelte europee, (ad esempio, pagando tangenti ad europarlamentari affinché chiudessero un occhio sulle violazioni dei diritti umani in Azerrbaijan) tra i vertici dello stato azero e quelli dei paesi europei come Malta. Questo stato di cose ci indigna profondamente sia come cittadini europei che come associazioni autonome impegnate a favorire il rispetto della legalità e dei diritti democratici, tra i quali quello della tutela della libera informazione. Pertanto CHIEDIAMO ALL’EUROPA D’ISTITUIRE UNA COMMISSIONE D’INCHIESTA CHE AFFIANCHI MALTA NELLE INDAGINI SU QUESTO ORRIBILE ATTO EVERSIVO. CHIEDIAMO AL GOVERNO ITALIANO DI FAR INTERVENIRE LA COMMISSIONE ANTICORRUZIONE PERCHE’ VALUTI IL RISULTATO DELLE INCHIESTE DELLA CARUANA GALIZIA SULLA TAP, E NELLE MORE, DI BLOCCARE I LAVORI TAP IN SALENTO. Chiediamo DI RAFFORZARE LE MISURE DI TUTELA DEI GIORNALISTI ESPOSTI NELLE INCHIESTE ANTICORRUZIONE E ANTIMAFIA.  IN ENGLISH "There are criminals everywhere you look now, the situation is desperate." This is how Daphne Caruana Galicia investigative journalist wrote in the last post posted on his blog before a car bomb blown up. This act of mafioso terrorism, accrued following his investigations into the political corruption of the Maltese state leaders, came to a European country.This crime is a dangerous and open threat to the whole of Europe, Europe, which is extremely tired! The silence of the European Heads of State, including Italy, shows the fragility of the institutions, whose idle no comment can lead to the idea that there are UNSPEACKABLE BALANCES TO BE PRESENTED.Just as we deplore that no representative of the Italian or governmental parties, no representative of the tops of the Italian state, has firmly condemned the accusation that Caruana Galicia had denounced the business interlinkages between the Government of Azerbaijan and Italy in the construction of the Tap pipeline (Trans Adriatic Pipeline, a gas pipeline linking Italy and Greece through Albania, enabling the flow of natural gas from the Middle East, the Caucasus and the Caspian Sea area) with its round of contracts and billionaires profits and the environmental degradation that it involves in Salento in the ITALIAN land of olive trees.Any journalistic denunciation, though courageous, is helpless if it does not find ears available to listen to it and people ready to act and take the appropriate consequences. Maltese Prime Minister Muscat, who was forced to resign during his European mandate, just after the scandal involving him directly, assertively states that "no rivalry justifies such a death" but his statement is late and inadequate.The journalist Caruana Galicia, on the Espresso and her blog, producing a great deal of documentary evidence, had uncovered the enormous flow of money used to influence European choices (for example, paying bribes to euro-parliamentarians to close their eyes on violations of human rights in Azerrbaijan) among the leaders of the Azerbaijani state and those of European countries such as Malta.This state of affairs deeply outraged us both as European citizens and as autonomous associations committed to respect for legality and democratic rights, including the protection of free information.Therefore, WE ASK TO ESTABLISHING AN INVESTIGATION COMMITTEE FOR EUROPE TO INVESTIGATE IN THIS INJURY ON THIS HORIZONTAL EVENT. AT THE ITALIAN GOVERNMENT WE ARE LOOKING FORWARDTO INTERVENT THE ANTI-CORRUPTION COMMISSION  ASSESS THE RESULT OF THE CARUANA INGESTIONS IN THE TAP, AND IN THE MORE, TO BLOCK TAP WORKS IN SALENTO. We askTO STRENGTHEN THE MEANS OF PROTECTION OF GIORNALISTSEXPOSED IN THE ANTI-CORRUPTION INSURANCE  AND ANTIMAFIA.

La città invisibile
29,734 supporters
This petition won 1 year ago

Petition to Presidente della Repubblica, a tutti voi

Liberate Carmine Sciaudone

Bali – Indonesia- succede Sono Gaetano Sciaudone, di Latina, padre di Carmine di anni 34. Carmine parti per Bali isola dei suoi sogni, per contro  Arrestato dall’immigrazione il 22 maggio 2016 a bordo di una imbarcazione denominata “DRAGON 130” dove era andato, invitato, una sera, è stato accusato, ingiustamente, che stava lavorando. Per divertimento sistemava un proiettore, come chiestogli. Trasferito in carcere, assolto il 17 novembre 2016 dopo aver subito un lungo e regolare processo, dichiarato libero, nello stesso giorno è stato arrestato e detenuto nuovamente dall’Immigrazione di Bali, in attesa di processo di appello, come chiesto dalla P.M. contro il verdetto di assoluzione. Si pensi che la P.M. ,per detto presunto reato di lavoro aveva chiesto 2.6 anni di carcere e 200 milioni di rupie di multa! Sono più di nove mesi che Carmine è detenuto e non si sa ancora per quanto e non ci si spiega perché debba essere detenuto, il tutto perché, secondo loro, stava lavorando, quella sera su quella barca. E’ ASSURDO Nella speranza che possa servire, dopo aver pazientemente atteso, ora vi chiedo di sottoscrivere la presente PETIZIONE. LIBERATE CARMINE Latina 25-03-2017, giorno del mio compleanno classe 1950 Gaetano Sciaudone Aggiungo: Non ho inteso offendere nessuno, tantomeno le autorità indonesiane, alle quali mi rivolgo sempre con il dovuto rispetto. Questi sono i fatti accaduti. ____________________________________________________________ FREE CARMINE SCIAUDONE My name is Gaetano Sciaudone, from Latina, Italy. I am the father of Carmine, 34 years old. Carmine left for Bali, the island of his dreams, but…. He was arrested by the Immigration Department on 22 May 2016 while aboard a boat called Dragon 130, where he had gone as an invited guest one evening. He was then accused, unfairly, of working. To lend a hand, he had been helping set up a projector as asked. He was transferred to prison, absolved on 17 November 2016 after a long and regular trial and declared free to go. He was then re-arrested that same day and held again by the Immigration Dept. in Bali to await an appeal, as requested by the District Attorney, against the absolution verdict. It is believed that the District Attorney had asked for a sentence of 2.5 years imprisonment and a fine of 200 million rupia! Carmine has been in detention now for over nine months and we still do not know for how much longer  nor why he should be in detention, for the reason they give, that he had been carrying out work that evening on that boat. This is absurd In the hope that it may in some way help, and having waited patiently, I now ask you to sign this petition. It is in no way my intention to offend anyone, much less the Indonesian authorities, to whom I turn with the utmost respect. These are the facts as they happened. FREE CARMINE Latina 25/03/2017, my birthday in 1950.

Gaetano Sciaudone
21,215 supporters