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diritto informazione

5 petitions

This petition won 6 months ago

Petition to Laura Boldrini, Enzo Iacopino, Sergio Mattarella, Dario Franceschini, Valeria Fedeli, Pietro Grasso, Sergio Mattarella, Paolo Gentiloni, Pietro Grasso, Laura Boldrini, Enzo Iacopino, FNSI , Riccardo Arena, Dario Franceschini, Valeria Fedeli

Una pensione da giornalista per Riccardo Orioles

Mi chiamo Luca Salici e sono un giornalista nato a Catania 34 anni fa. Vivo e lavoro a Roma da un decennio. Ho un bimbo di 9 mesi, una splendida moglie e oggi mi sento sereno, anche se per la nostra generazione contraddistinta da una profonda precarietà – economica e quindi esistenziale – subisco gli alti e bassi di un Paese che ogni tanto dimentica di offrire sostegno ai suoi cittadini. Da tempo non sopporto un’ingiustizia ai danni di una persona che reputo un grandissimo professionista, un maestro di vita per tanti giovani, un uomo che tutto lo Stato e il popolo italiano dovrebbero riconoscere come un grande intellettuale e scrittore. Mi riferisco a Riccardo Orioles, 67 anni, giornalista e fondatore de “I Siciliani” insieme a Pippo Fava – direttore della testata, ucciso dalla mafia il 5 gennaio 1984 – e ad una serie di “carusi” (giovani) nati e cresciuti alle pendici dell’Etna. [la storia del giornale > http://bit.ly/pippofava]. Riccardo Orioles oggi vive a Milazzo, sua città natale, con una pensione di vecchiaia che non gli consente di continuare le cure per le sue patologie cardiache e gli acciacchi dovuti all’età. La sua carriera – vissuta da scrittore e giornalista con la “schiena dritta” come si suol dire tra quelli che pensano a lui ogni tanto e magari gli danno anche una pacca sulla spalla – purtroppo non gli ha riconosciuto una pensione degna di questo nome: Riccardo ha ottenuto contributi pensionistici solo per quattro anni di lavoro. La verità è che la libertà ha un prezzo, e quella di Riccardo – forse una delle penne (ancora in vita fortunatamente) più importanti d’Italia – è costata a lui più di qualunque altro, come racconta benissimo il videodoc di Elena Mortelliti (http://bit.ly/videodoc-orioles). Certamente le scelte professionali di Riccardo Orioles sono state diverse da tutte quelle dei suoi colleghi. Ma nessuno credo possa ritenerle giuste o sbagliate. Riccardo dal 6 gennaio 1984 ad oggi lavora per formare nuove generazioni di giornalisti: da Nord a Sud dell’Italia centinaia di cronisti, direttori e redattori di varie testate hanno trovato in lui un maestro della professione, della deontologia, dell’inchiesta. Soprattutto antimafia. Lo spieghiamo qui, in un altro videodoc, senza tanti giri di parole. Un video che ci piacerebbe fosse proiettato nelle scuole. In questi anni a poco sono serviti gli appelli all’Ordine dei Giornalisti e alla Federazione Nazionale della Stampa Italiana. Riccardo continua a non arrivare a fine mese, sebbene continui a “lavorare”, svolgendo un prezioso incarico di formazione e consulenza per tanti colleghi giornalisti. In un cassetto conserva solo quei quattro anni di lavoro retribuito e “in regola” che ha avuto nella vita: un giornale importantissimo per l’antimafia e il nostro Paese come “I Siciliani” – prima e dopo l’uccisione di Pippo Fava – non ha mai avuto la stabilità finanziaria ed economica sufficiente per regolarizzare le posizioni di tutti i redattori e collaboratori. Per questo Vi chiedo di far accedere Riccardo Orioles alla “Legge Bacchelli”, norma che ha istituito un fondo a favore di cittadini illustri che versino in stato di particolare necessità. Sarebbe l’unico modo per far usufruire di un contributo vitalizio utile al suo sostentamento. Il giornalista milazzese gode di tutti i requisiti per accedere all'aiuto: la cittadinanza italiana, l'assenza di condanne penali irrevocabili, la chiara fama e meriti acquisiti nel campo delle scienze, delle lettere, delle arti, dell'economia, del lavoro, dello sport e nel disimpegno di pubblici uffici o di attività svolte. Come lo scrittore Riccardo Bacchelli, per il quale è stata approvata la legge n.440 dell’8 agosto 1985. Mi piacerebbe che le Istituzioni riconoscessero in vita il valore di un intellettuale come Orioles, e non lo facciano ipocritamente solo dopo la sua morte.Luca, de "i carusi" di OriolesPS. E brindiamo «alla faccia dei cavalieri».PS2. Qui ci coordiniamo www.facebook.com/groups/mandiamoinpensioneorioles/ mentre qui www.facebook.com/mandiamoinpensioneorioles potete mettere un like per rimanere aggiornati sulla campagna. 

Luca Salici
32,451 supporters
Started 11 months ago

Petition to Francesco Pigliaru, Francesco Pigliaru

NO ALL' ISLAM IN SARDEGNA

Forse già conoscete questa “O voi che credete! Non abbiate amici tra gli Ebrei ed i Cristiani” [al-Ma’idah 5:51.11]Ma lo sapevate che ci sono 123 versi del Corano relativi al combattere ed uccidere per la causa di Allah? Ecco, di seguito, alcuni passaggi: – I musulmani sono incoraggiati ad occuparsi totalmente nel combattimento per la gloria di Allah [Sura 22:73]- Allah darà “una più grande ricompensa a coloro che combatteranno per lui” [Sura 4:96] – Circa gli infedeli (coloro che non si sottomettono all’Islam), costoro sono “gli inveterati nemici” dei musulmani [Sura 4:101]. I musulmani devono “arrestarli, assediarli e preparare imboscate in ogni dove” [Sura 9:95]. I musulmani devono anche “ circondarli e metterli a morte ovunque li troviate, uccideteli ogni dove li troviate, cercate i nemici dell’Islam senza sosta” [Sura 4:90]. “Combatteteli finché l’Islam non regni sovrano” [Sura 2:193]. “tagliate loro le mani e la punta delle loro dita” [Sura 8:12] – Se un musulmano non si unisce alla guerra, Allah lo ucciderà [Sura 9:93]. Al fedele deve essere detto “ il calore della guerra è violento, ma più violento è il calore del fuoco dell’inferno” [Sura 9:81]– Un musulmano deve “combattere per la causa di Allah con la devozione a Lui dovuta” [Sura 22:78] – I musulmani devono far guerra agli infedeli che vivono intorno a loro [Sura 9:123]– I musulmani devono essere “brutali con gli infedeli” [Sura 48:29]– Un musulmano deve “gioire delle cose buone” che ha guadagnato con il combattimento [Sura 8:69]– Un musulmano può uccidere ogni persona che desidera se è per “giusta causa” [Sura 6:152] – Allah ama coloro che “combattono per la Sua causa” [Sura 6:13]. Chiunque combatta contro Allah o rinunci all’Islam per abbracciare un’altra religione deve essere “messo a morte o crocifisso o mani e piedi siano amputati da parti opposte” [Sura 5:34]– “Chiunque abiuri la sua religione islamica, uccidetelo”. [Sahih Al-Bukhari 9:57]– “Assassinate gli idolatri ogni dove li troviate, prendeteli prigionieri e assediateli e attendeteli in ogni imboscata” [Sura 9:5] – “Prendetelo (l’infedele n.d.t.) ed incatenatelo ed esponetelo al fuoco dell’inferno” [Sura 69:30]– “Instillerò il terrore nel cuore dei non credenti, colpite sopra il loro collo e tagliate loro la punta di tutte le dita” [Sura 8:12]– “Essi (gli infedeli ndr) devono essere uccisi o crocefissi e le loro mani ed i loro piedi tagliati dalla parte opposta [Sura 5:33]- “Sappiate che il paradiso giace sotto l’ombra delle spade” [Sahlih al-Bukhari Vol 4 p55] Domanda: dato che il Corano è la parola di Allah, che il Profeta Mohammed (la Pace sia su di Lui) altro non è che il diligente redattore del Libro e che dovere di ogni buon musulmano è applicare quanto scritto sul Corano (e non interpretarlo, si badi bene)

Anche noi abbiamo Diritto
23 supporters
This petition won 1 year ago

Petition to Al Direttore Generale dell'Azienda Ospedaliera di Melegnano Dott. Alparone

NO ALLA DIVISIONE DEL REPARTO DI ONCOLOGIA DI GORGONZOLA (MI)

12 AGO 2016 — Vorrei ringraziare tutti quelli che hanno firmato on line circa 1246 firme.Vorrei ringraziare i 400 malati di cancro che in questi due giorni hanno firmato perchè hanno capito per cosa si sta combattendo, perchè loro sono i veri eroi a cui va il mio rispetto e amore incondizionato per loro.Vorrei ringraziare i parenti ed i cittadini che firmando i modelli cartacei e essendosi confrontati hanno capito l'importanza di quello che sta accadendo a Gorgonzola e della scelta aberrante, fatta dal Direttore Generale dell'Azienda Ospedaliera di Melegnano, che a mio pensiero più che un direttore generale della sanità lo vedrei bene come dirigente bancario. Vorrei ringraziare tutti quelli che non hanno voluto firmare, poi non domandatevi perchè la sanità sta andando a puttane, vorrei anche ringraziare gli indifferenti perchè non toccati da vicino, bene a voi vorrei dirvi che siete voi il cancro e purtroppo per la vostra indifferenza non c'è cura, mentre per i malati ci sono delle cure che possono aiutarli e la scienza sta facendo nuovi progressi per questa malattia. Sono scomodo non lo so, sarò odiato non me ne frega niente perchè sono libero dentro. Grazie invece a coloro che credono ancora che le cose si possano cambiare, ricordando a coloro che credono che tanto non cambierà mai nulla, si voi del nulla avete perso in partenza.

N A
1,445 supporters
This petition won 3 years ago

Petition to Ayatollah Sayed ‘Ali Khamenei, Ayatollah SadeghLarijani, Hojatoleslam Hossein Karimi

#salviamoSoheil, condannato a morte per un post su Facebook

Soheil Arabi ha 30 anni, è fotografo e blogger e ha una figlia di 5 anni. Un anno fa veniva arrestato per aver insultato il profeta Maometto e alcuni personaggi politici iraniani su Facebook. Il 26 novembre, Soheil è stato definitamente condannato a morte, nonostante si sia pubblicamente pentito per quello che ha scritto. Secondo la legge islamica se una persona si pente di quel che ha fatto, la condanna può essere ridotta a 74 colpi di frusta.  Sono nata a Shiraz, una città bellissima nel sud dell’Iran. All’età di 20 anni mi sono trasferita a Teheran dove ho studiato Scienze Politiche.  Nel 1980 ho deciso di partire per l’Italia, spaventata dai provvedimenti del regime di Khomeini. Nella mia vita mi sono sempre battuta per i diritti di genere e per i diritti umani.  Il servizio di sicurezza iraniano ha ora cominciato a diffondere la calunnia secondo la quale Soheil sarebbe stato condannato per stupro, accusa facilmente smentibile dalla lettera di condanna. Chiedo alle autorità iraniane la sospensione della Pena di morte a Soheil Arabi e il rispetto delle leggi internazionali sui diritti umani secondo le quali la pena di morte può essere esercitata soltanto per i crimini più gravi, tra i quali senz'altro non rientrano i reati d’opinione.

Sabri Najafi
239,601 supporters