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Chiesa cattolica

6 petitions

Update posted 2 weeks ago

Petition to Casa Tolentino

#SalviAmoCasaTolentino -

Nel 2014 abbiamo iniziato a coltivare un sogno: creare occupazione e promuove lo sviluppo turistico nei quartieri spagnoli di Napoli. Nasce così Casa Tolentino, un luogo straordinario che sorge tra il caotico corso Vittorio Emanuele e la quiete della collina di San Martino. Grazie al recupero di parte del monastero fondato nel 1618 dagli Agostiniani , abbiamo avviato un’attività di accoglienza turistica. Un semplice caso di imprenditoria giovanile, qualcuno potrebbe dire, invece no. Perché Casa Tolentino, questo è il nome che abbiamo deciso di dare al nostro sogno, è il risultato del progetto Napolixenìa finanziato dalla Fondazione CON IL SUD, che si prefigge l’integrazione e l’occupazione dei cittadini e la valorizzazione della zona dei Quartieri Spagnoli.Lo scopo della nostra impresa è stato creare una occasione di emancipazione e riscatto attraverso l’inserimento lavorativo nel settore turistico e la promozione dell’enorme patrimonio di arte, tradizioni e cultura popolare, che solo alcuni quartieri conservano ancora.L’idea che ci ha spinto a sognare un futuro diverso è che la nostra storia, le nostre tradizioni e la nostra cultura siano una ricchezza unica e un’opportunità per la comunità locale e per i visitatori. Un’opportunità capace di restituire dignità ai luoghi e alle persone che qui vivono e abitano.Abbiamo deciso , così di riunirci in Cooperativa, noi uno sparuto gruppetto di giovani del territorio abbiamo deciso di rimboccarci le maniche e grazie al sostegno di altri enti del Terzo Settore, come L’Altra Napoli onlus, abbiamo iniziato a lavorare, a essere indipendenti, a fare quello che avremmo da sempre voluto fare, far conoscere e amare Napoli e i Quartieri ai turisti.Come per tutti i sogni, però, spesso c’ è chi prova a svegliarti e dopo meno di 5 anni di attività i padri Missionari Vincenziani, proprietari dell’immobile che gestiamo in comodato d’uso, ci hanno ricordato che nel marzo 2022 il nostro accordo scadrà e che dovremo lasciare la “nostra ” Casa Tolentino. Ci hanno detto che non essendoci più i presupposti economici, sono costretti a vendere.Nonostante la nostra cooperativa si sia prodigata, con non poca pazienza e perseveranza, superando grandi ostacoli, facendo in modo che il Complesso di San Nicola da Tolentino fosse un aperto a tutti e soprattutto alle tante realtà del nostro quartiere di provenienza.Nel corso del tempo abbiamo dimostrato la sostenibilità del progetto, eppure sembra ormai evidente che i Missionari Vincenziani non siano più interessatialla tutela della loro storia, ed alla salvaguardia di un luogo che vive dal 1600.Questa realtà, creata su loro suggerimento, dopo aver attraversato due lunghi anni di stop alla pandemia, non ha dignità tale da essere protetta. Oggi la nostra cooperativa è composta da 5 soci e nonostante tutto, continuiamo a testa bassa ad adoperarci in iniziative sociali. Ci sembra quasi che il nostro sogno stia diventando un incubo, ma lotteremo con le unghie e con i denti fino alla fine.FIRMA LA PETIZIONE PUOI aiutarci a sostenerci nelle nostre attività sociali e nelle iniziative mirate alla "Resistenza" del progetto. CASA TOLENTINO NON DEVE CHIUDERE! #AltraNapoliOnlus #FondazioneconilSud          

Casa Tolentino eventi
762 supporters
Started 5 months ago

Petition to Privati , Associazioni, Istituzioni

Salvaguardiamo la Chiesa, il Convento dell'Immacolata e il suo parco naturale

Questa raccolta firme è promossa dal “Comitato per la Salvaguardia della Chiesa, del Convento dell’Immacolata di Santa Severa e del suo Parco Naturale", il cui scopo è tutelare lo straordinario giacimento spirituale, culturale, storico e ambientale rappresentato dal “Convento dell’Immacolata” di Santa Severa (RM).Il Comitato nasce in seguito alla notizia dell'avvenuta cessione del sito che si vorrebbe far diventare un complesso residenziale di villini, col rischio che la Chiesa, il Convento, la vegetazione e gli alberi di alto fusto vengano abbattuti.Non possiamo permetterci, nel contesto di un territorio già pesantemente vessato da un'edilizia senza scrupoli, la perdita di un tale patrimonio ed ecosistema e per questo abbiamo bisogno del vostro sostegno!Questa campagna è rivolta a tutti: privati cittadini, istituzioni, organizzazioni per la difesa dei beni culturali e ambientali.Abbiamo già mostrato le nostre rimostranze alle Autorità Ecclesiastiche e chiesto chiarezza alla Procura per quanto riguarda il rispetto delle norme che regolano il verde. Il Comitato si è impegnato anche ad accedere agli atti ed è pronto a dialogare con i principali protagonisti di questa vicenda.Facciamoci sentire!Per saperne di più e avere aggiornamenti sulla vicenda:- Pagina Facebook: Salvaguardia Chiesa Convento dell'Immacolata Santa Severa

Comitato Salvaguardia Chiesa Convento dell'Immacolata
620 supporters
Started 11 months ago

Petition to Curia di Napoli, Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli

Teniamo aperta la chiesa di San Carlo alle mortelle

Petizione per sollecitare la Curia di Napoli a mettere in condizione il Parroco don Mimmo Toscano di mantenere aperta la Chiesa di San Carlo alle mortelle in modo da avere un orario fisso giornaliero di accesso per pregare, se credenti, e per consentire ai numerosi turisti di visionare un tesoro culturale che appartiene a tutti. Sollecitiamo anche l'Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli perché i lavori di ristrutturazione di questa Chiesa sono costati un milione e mezzo di euro ed è assurdo che non esista un orario fisso di apertura e che, addirittura, la Chiesa venga chiusa anche di domenica nell'intervallo tra le messe.La chiesa, purtroppo, viene aperta al pubblico solo nel breve lasso di tempo delle celebrazioni (per le quali non esiste un calendario fisso) e il Parroco non è coadiuvato da alcun sacrestano, finendo per impedire ai fedeli di ricostituire una realtà parrocchiale disgregata proprio a causa della impossibilità di partecipazione.L’apertura giornaliera della Chiesa sarebbe utile non solo a ricostituire una comunità parrocchiale ormai assente ma anche per sollecitare dignità a una realtà di zona sempre più abbandonata a se stessa. Molti fedeli si sono spostati nella vicina chiesa del Cenacolo presso il Corso Vittorio Emanuele proprio a causa dell'impossibilità di accedere alla Chiesa in orari prestabiliti. Le chiese devono essere aperte perché costituiscono presenze vive nel pluralismo di una società libera ma anche perché rappresentano un patrimonio artistico appartenente a tutti, credenti e non credenti.La Curia di Napoli e l'Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli prendano una posizione in merito a questo diritto negato a tutti i fedeli, a tutti i cittadini e a tutti i turisti.

Francesco Mangiacapra
50 supporters
Update posted 1 year ago

Petition to Papa Francesco Bergoglio, mons. Emil Paul Tscherrig

Chiediamo per Genova un Vescovo sulle orme di Papa Francesco

Perché parliamo. La Diocesi di Genova e la città tutta stanno affrontando un fondamentale momento di passaggio: la nomina del nuovo Vescovo. È noto che Papa Francesco ha chiesto, come per altre situazioni, una consultazione allargata per raccogliere contributi e proposte. Come credenti attivi in diverse realtà ecclesiali della città, come parte del “popolo di Dio in cammino”, desideriamo partecipare alla consultazione e offrire al Vescovo di Roma e al Nunzio in Italia un contributo per la scelta del nuovo Vescovo, in base alla nostra coscienza e al sacerdozio battesimale che viviamo.La chiesa cattolica è oggi ad un bivio tra un processo di rinnovamento missionario che rimette al centro i valori evangelici (processo favorito e incarnato da Papa Francesco) e la tendenza ad un “accanimento dottrinale”, di difesa e conservazione dell’esistente, di separazione tra “puri e impuri”, spesso in nome di tradizioni che hanno caratterizzato solo una parte della chiesa e un pezzetto della sua storia. Noi crediamo in una “chiesa in uscita” che ascolta e lavora per conformarsi di più al Vangelo di Gesù, e per farsi “ospedale da campo” dell’umanità sofferente. Credere in questa conversione richiede applicazione e competenza, non un semplice consenso di facciata né una timida gestione dell’ordinario. Noi crediamo nel percorso partecipativo che coinvolge tutte le componenti ecclesiali e che si esprime nella dimensione della sinodalità, quella esistente ma soprattutto quella da sviluppare come sta succedendo ai livelli più alti della chiesa e nelle diocesi di tutto il mondo. Le sfide della chiesa di Genova. Offriamo una sintesi di priorità che il nuovo Vescovo e con lui le varie realtà ecclesiali dovrebbero affrontare, per una chiesa che sia rilevante nel contesto contemporaneo della città. Sono proposte nate dal confronto, dall’ascolto e dalla discussione di gruppo che abbiamo vissuto, ma auspichiamo che ogni comunità possa riflettere su ciò che ritiene urgente per una primavera della chiesa di Genova. Le comunità devono farsi interlocutrici attive, ed essere chiamate ad esserlo, in occasione di questa nomina come delle prossime nomine ai vari incarichi che hanno una ricaduta su tutti. Occorre aggiornare la formazione dei preti, perché sia fortemente radicata nel Concilio Vaticano II e consenta così di abitare la complessità del mondo di oggi. Occorre incoraggiare un capillare aggiornamento biblico nel clero e nei laici, perché si sappia “spezzare” la Parola tra la gente e liberarla da concezioni fuorvianti, che non riescono a interpellare e nutrire l’uomo di oggi. Occorre applicare e vivere la riforma liturgica per passare da celebrazioni asettiche o teatrali a celebrazioni comunitarie.Occorre mettere a sistema percorsi di catecumenato per giovani e adulti riferendosi ai primi secoli della chiesa, per rimediare all’assenza di una concreta, credibile formazione cristiana delle persone adulte. Le parrocchie vivono la crisi di non corrispondere più alla vita dei quartieri e delle persone, come anche di dipendere eccessivamente dalla centralità del parroco, volente o nolente. Occorre un ripensamento della presenza territoriale, degli impegni quotidiani, e una desiderata, preparata, crescente autonomia dei laici. Occorre investire sul diaconato permanente e coniugato per promuovere l’animazione pastorale ed organizzativa nelle comunità parrocchiali. Occorre una visibile e determinata promozione della donna, della parità di genere e del coinvolgimento nei ruoli decisionali, senza retoriche paternalistiche ma lasciando e aprendo spazi effettivi e paritari. L’attuale contesto storico e il Vangelo stesso richiedono un rinnovato impegno per la giustizia, che sia centrale e diffuso nella comunità, non un optional delegato ad alcuni incaricati. In particolare va colta e affrontata sul lungo termine la sfida dell’accoglienza e inclusione dei migranti. La risposta umana e sociale alle povertà e all’emarginazione deve unirsi ad un’azione coraggiosa, profetica di denuncia dei meccanismi di ingiustizia strutturale, delle mancanze dei poteri costituiti e delle violazioni dei diritti umani. Occorre costruire un ampio piano pastorale sulla cura della casa comune come definita nella Laudato Si’. L’ambiente è la sfida del secolo e la Madre Terra è il dono di Dio che non possiamo continuare ad uccidere, a partire dalla nostra città e dai nostri stili di vita. Occorre una riforma dell’informazione diocesana perché sia capace di dare voce alla pluralità di una chiesa “poliedrica”, perché sia attenta ad evitare linguaggi e approcci clericali, perché sviluppi strumenti aggiornati e coordinati, con una maggiore autonomia di professionisti laici e del mondo giovanile. Occorre generare meccanismi di trasparenza nella gestione economica, con la pubblicazione di entrate ed uscite. Occorre ripensare evangelicamente la presenza diocesana e i rapporti di potere in consigli di amministrazione di enti e aziende, responsabilizzando persone laiche. Occorre un maggiore coordinamento inclusivo con i movimenti ecclesiali, scoraggiando l’eventuale ricerca di spazi di potere per ambiti di influenza.  Una primavera nella chiesa genovese non può che partire da un processo di ascolto e di confronto, per una lettura comunitaria e sincera dei segni dei tempi. È fondamentale la convocazione di un inedito Sinodo diocesano che abbia il coraggio di favorire una reale e plurale partecipazione, a servizio della chiesa diocesana e della città.La chiesa di Genova contiene già in sé molte energie vitali e iniziative meritevoli che potrebbero se valorizzate e armonizzate costituire i semi per una stagione di rinnovamento. La persona di cui abbiamo bisogno.Desideriamo chiamare, accogliere e accompagnare a servizio della nostra città un Vescovo in grado di mettersi con umiltà e determinazione di fronte a tutto questo; che abbia la capacità di ascoltare, chiedere consigli e sintetizzare la pluralità; che abbia la volontà di rendere conto delle sue scelte e delle sue azioni; che cerchi di includere e non di allontanare chi la pensa diversamente; che frequenti abitualmente le periferie esistenziali e gli “ultimi” del territorio. Una persona che sia presente ogni giorno e che sia facilmente accessibile. Un Vescovo che intenda seguire, imitare e applicare il magistero e lo stile di Papa Francesco. PRIMI FIRMATARIAngelo CifatteAngelo ChiapparoCarlo FerrarisAnna RaybaudiGiuseppe RolandiMarina Sartorio

Angelo Cifatte
754 supporters