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Aziende

3 petitions

Started 1 year ago

Petition to Mario Draghi, Mario Draghi, Presidenza del consiglio dei ministri, Governo Italiano

Chiediamo misure di prevenzione realmente applicabili in aziende e attività commerciali

I titolari di Partita Iva, avvicinandosi alla "Fase 2" dell'emergenza Covid-19, chiedono al Governo Conte di valutare misure di prevenzione che siano realmente applicabili all'interno di aziende e attività commerciali, che in questo momento di criticità e di inattività stanno entrando in una profonda crisi. Le misure di prevenzione suggerite fino ad ora (come la sanificazione degli ambienti più volte al giorno, la sanificazione di abiti e camerini o il drastica riduzione dei posti a sedere nei locali) sono, non solo costosissime, ma anche inattuabili per le piccole realtà italiane come piccole-medie imprese, negozi, bar e ristoranti. Vogliamo che vengano ridimensionate per garantire la sicurezza delle persone senza costringere alla chiusura tutte quelle realtà che oggi sono in grande difficoltà a causa dell'emergenza. Chiediamo pertanto al Presidente del Consiglio dei Ministri che analizzi soluzioni che possano essere attuate da tutti e non solo da chi ha la disponibilità economica per farlo, come la possibilità, per bar e ristoranti, di ampliare il proprio spazio esterno e utilizzare il suolo pubblico per i tavoli, un tipo di sanificazione meno costoso per i negozi di abbigliamento e linee guida chiare per parrucchieri e centri estetici. Le piccole imprese sono il cuore dell'Italia non possiamo farle scomparire così.

Lisa Santarossa
193 supporters
Started 3 years ago

Petition to Luigi Di Maio

Spese deducibili identicamente per tutte le P.IVA.

Il mondo delle P.IVA subisce da anni profonde ingiustizie relativamente alla deducibilità  delle spese che hanno un impatto diretto sull'imponibile sul quale vengono poi calcolate le tasse da pagare. Troppo spesso, a fronte di tanto lavoro e di un fatturato di tutto rispetto, l’utile reale che rimane in tasca è davvero troppo basso - e soprattutto ingiusto rispetto al fatturato - proprio a causa sia della pressione fiscale che spesso arriva fino al 65%, sia per l’imponibile non reale che si ottiene proprio per l’impossibilità di dedurre certe spese e detrarre l’IVA in modalità consona. Va da sè che maggiori sono le spese deducibili e l’IVA detraibile, nel rispetto della legittimità delle stesse, minori sono le tasse da pagare, più utile rimane nelle casse aziendali e maggiori sono conseguentemente le possibilità di reinvestimento in lavoro, risorse, strutture e posti di lavoro soprattutto per quanto riguarda le società. Per fare un esempio lampante su tutti, un agente di commercio deduce le spese dell'auto all'80% e detrae l'IVA relativa al 100%, mentre un consulente deduce le spese al 20% e detrae l'IVA al 40% (peraltro con tetti massimi di spesa di cui non si comprende la ragione), nonostante l'auto sia un bene fondamentale ed utilizzato da entrambi per ragioni e percentuali medesime per lo svolgimento dell'attività. Una differenza ingiusta, che unitamente a molte altre, costa ogni anno diverse migliaia di euro di spese non deducibili e conseguente IVA non detraibile con altrettante diverse migliaia di euro di utile in meno. Anni fa invece, c'era uguaglianza in questo senso, stravolta poi da governi che hanno istituito l'attuale sistema penalizzante. Lo stesso scenario si presenta per altri importanti capitoli di spesa e, inoltre, l'agente di commercio può dedurre altre spese inerenti l'attività  mentre un consulente no anche se l'esigenza di utilizzo è assolutamente identica. Scenari diversi e ulteriormente penalizzanti sono quelli che riguardano in modo specifico le società  e non si comprende davvero perchè un bene come l'auto (e le conseguenti spese di carburante, manutenzioni e autostrada) che costituisce una delle spese primarie per le categorie di agenti/rappresentanti/consulenti/aziende, debba essere trattato con una tale disuguaglianza in funzione della tipologia di P.IVA. Per questa ragione, chiedo al Ministro dell’Interno Luigi di Maio che intervenga al più presto su una normativa assolutamente da rivedere, affinché ci sia uguaglianza di trattamento in tutto il popolo delle P.IVA e in modo tale che non ci siano categorie penalizzate fortemente. La rivisitazione dovrebbe dunque includere una deducibilità e detraibilità del 100% per tutte quelle spese relative ad un utilizzo esclusivo per l'attività svolta e all'80% per tutte le altre relative ad un utilizzo promiscuo, anche in linea con le politiche a favore dello sviluppo economico dell'attuale governo di cui lui fa parte. La rivisitazione della normativa in virtù di un'omogeneità di deducibilità e detraibilità per le P.IVA andrebbe dunque a vantaggio sia di liberi professionisti che imprenditori e dipendenti ed in un momento storico come questo, in cui l'economia ed il lavoro, hanno altroché bisogno di essere incentivati, ritengo sia doveroso ed urgente intervenire in tal senso. Per tutte le ragioni sopra elencate e nei nostri comuni interessi, vi chiedo cortesemente di sostenere e promuovere questa petizione. Antonio Romeo

Antonio Romeo
7 supporters
This petition won 4 years ago

Petition to Michele Cordioli, Diego Romanini, Matteo Rossi Corradini, Gaetano Bonicelli, Tarcisio Brunelli, Luca Campedelli, Servizio clienti

Paluani: una Pasqua crudele

Paluani è una delle più note aziende di produzione dolciaria in Italia, ed il suo nome è strettamente associato ai dolci tradizionali delle festività, fra cui la classica colomba che nelle prossime settimane sarà presente sulle tavole di numerosissime famiglie italiane. A partire dallo scorso settembre 2017 il dipartimento di sensibilizzazione aziendale di Animal Equality ha in più occasioni cercato di contattare Paluani al fine di discutere dell’importanza di posizionarsi pubblicamente sul tema delle uova provenienti da galline allevate in gabbia. Nonostante numerosi tentativi, però, Paluani non ha mai risposto, denotando una deludente mancanza di interesse a dissociarsi da un sistema di produzione che causa enorme sofferenza a milioni di galline ovaiole. La mancanza di un impegno pubblico da parte di Paluani a non utilizzare uova provenienti da allevamenti in gabbia costituisce una grave negligenza da parte dell’azienda nei confronti degli animali e di sempre più consumatori italiani che esigono trasparenza riguardo alla provenienza degli ingredienti e norme minime di benessere animale. Molte aziende del settore alimentare in Italia, fra cui le dirette concorrenti Galbusera, Le Tre Marie e Balocco hanno già preso posizione con una politica aziendale contro questo sistema di allevamento, dimostrando la chiara tendenza del mercato. Adesso è arrivato il momento che anche Paluani dia prova di poter stare al passo coi i tempi pubblicando il proprio impegno a non utilizzare uova provenienti da allevamenti in gabbia.  

Animal Equality Italia
15,020 supporters