Iran: gravissime persecuzioni su esponenti della comunità bahá'í. Poniamo fine a questa infamia.
  • Petitioned Ambasciata della Repubblica Islamica dell'Iran, in Italia

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Ambasciata della Repubblica Islamica dell'Iran, in Italia
Consolato della Repubblica Islamica dell'Iran, in Italia
Consolato della Repubblica Islamica dell'Iran, in Italia

Iran: gravissime persecuzioni su esponenti della comunità bahá'í. Poniamo fine a questa infamia.

    1. rino cardone
    2. Petition by

      rino cardone

      potenza, Italy

«Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.» (primo articolo della Dichiarazione universale dei diritti umani)

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    1. Aumenta la violenza architettata dal governo contro i baha’i iraniani.

      rino cardone
      Petition Organizer

      GINEVRA, 6 marzo 2013, (BWNS) — In un rapporto pubblicato oggi, la Baha’i International Community documenta centinaia di episodi di tortura, aggressioni fisiche, incendi dolosi, vandalismi, profanazioni di cimiteri e violenze contro alunni perpetrati ai danni della comunità baha’i iraniana sin dal 2005. Gli autori di tutti questi episodi non sono stati puniti.

      «L’intera situazione mette i baha’i in una posizione impossibile perché devono chiedere giustizia e protezione a quelle stesse autorità che stanno sistematicamente fomentando odio contro di loro e a un sistema legale che minaccia praticamente tutti i baha’i arrestati perché li accusa di essere nemici dello stato», ha detto Diane Ala’i, rappresentante della Baha’i International Community presso le Nazioni Unite a Ginevra.

      «Questo rapporto dimostra che le aggressioni contro i baha’i sono architettate da agenti governativi e attivamente incoraggiate dal

    2. Un nuovo rapporto dell’ONU chiede la liberazione dei sette dirigenti baha’i

      rino cardone
      Petition Organizer

      NAZIONI UNITE, 5 marzo 2013, (BWNS) ― L’investigatore indipendente per l’Iran delle Nazioni Unite ha chiesto l’immediata liberazione dei sette dirigenti baha’i in prigione invitando l’Iran a «fare onore» ai suoi impegni legali nei confronti della libertà di religione e di credenze.

      L’appello è arrivato la settimana scorsa da Ahmed Shaheed, il relatore speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani in Iran, nel suo rapporto annuale al Consiglio per i diritti umani con sede a Ginevra.

      In un rapporto separato al Consiglio, anch’esso in data 28 febbraio 2013, il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha evidenziato le serie preoccupazioni sollevate dal dottor Shaheed. Il signor Ban ha sottolineato l’ampiezza e la gravità delle continue violazioni dei diritti umani in Iran, che comprendono l’ampio uso della tortura, la detenzione di avvocati e giornalisti e una cos

    3. Reached 100 signatures
    4. Statement against the Persecution of Baha’is in Iran.

      rino cardone
      Petition Organizer

      We, the undersigned scholars and academic specialists in the fields of Middle Eastern and Iranian studies, call on the Islamic Republic of Iran to put an end to human rights abuses against Baha’is in Iran, which have been greatly escalating in recent months, and grant them full civil rights and freedoms as enshrined in the Universal Declaration of Human Rights, the International Covenant on Civil and Political Rights, and the International Covenant on Social and Economic Rights, to which Iran is a signatory. We note with great concern evidence of an ongoing campaign to deprive the Baha’is of Iran of their fundamental human rights. This all points to a worrisome development inside Iran that appears to be preparing the way for further human rights violations against the Baha’is.

      Vedi: http://www.facebook.com/notes/bah%C3%A1%C3%AD-la-fede-universale-del-genere-umano/statement-against-the-persecution-of-bahais-in-iran/429081540501279

      Statement against the Persecution of Baha'is in Iran. | Facebook

      We, the undersigned scholars and academic specialists in the fields of Middle Eastern and Iranian studies, call on the Islamic Republic of Iran to put an end to human rights abuses against Baha'is in Iran, which have been greatly escalating in recent months, and grant them full civil rights and freedoms as enshrined in the Universal Declaration of Human Rights, the International Covenant on Civil and Political Rights, and the International Covenant on Social and Economic Rights, to which Iran is a signatory.

    5. Persecution of Bahá'ís - pagina Facebook.

      rino cardone
      Petition Organizer

      The persecution of Bahá'ís is the religious persecution of Bahá'ís in various countries, especially in Iran, where the Bahá'í Faith originated and the location of one of the largest Bahá'í populations in the world. The origins of persecution stem from a variety of Bahá'í teachings inconsistent with traditional Islamic belief, including the finality of Muhammad's prophethood, and places Bahá'ís outside the Islamic faith. Thus Bahá'ís are seen as apostates from Islam, and, according to some, must choose between repentance and death.

      Vedi:http://www.facebook.com/pages/Persecution-of-Bah%C3%A1%C3%ADs/138721779490097?fref=ts

    6. Reached 25 signatures
    7. "Teheran ci vuole distruggere".

      rino cardone
      Petition Organizer

      Quale miglior modo per distruggere un popolo che vietargli l’accesso allo studio, alla conoscenza, al sapere? È quanto sta accadendo da oltre trent’anni in Iran, dove il regime degli ayatollah impedisce sistematicamente ai giovani di fede baha’i (una fede nata dall’islam) l’accesso (almeno) ai corsi universitari.

      Per questo articolo su Il Giornale del Popolo, vedi:http://www.gdp.ch/articolo.php?id=2511

    8. Segreti dall’Iran: la guerra ai Baha’ì.

      rino cardone
      Petition Organizer

      Ancora storie di persecuzioni, discriminazione e libertà negate. Ancora fanatismo religioso. Accade in Iran. E’ qui che milioni di persone di Fede Baha’i vivono con la speranza di poter un giorno dire liberamente al mondo “sono un baha’i e non devo più fuggire”.

      Per questo articolo sul Italia Sud Sanità.it & Università, vedi: http://www.italiasudsanita.it/home/index.php?option=com_content&view=article&id=2068:intervista-esclusiva-le-persecuzioni-che-deve-subire-un-bahai-in-iran-segreti-dalliran-la-guerra-ai-bahai-&catid=84:politica&Itemid=197

    9. Teheran contro i Baha’i, un genocidio.

      rino cardone
      Petition Organizer

      «Un genocidio culturale perpetrato nell’indifferenza generale ». Così Shirin Ebadi, premio Nobel per la pace, definisce la repressione operata dal regime degli Ayatollah iraniani contro i seguaci della religione Baha’i che da qualche anno va inasprendosi, come testimonia il rapporto di Amnesty international per il 2012 nel capitolo Libertà di religione.

      Per questo articolo sul Corriere.it, vedi: http://www.corriere.it/esteri/12_maggio_24/persecuzione-contro-bahai-amnesty_cdd59674-a582-11e1-8ebb-5d15128b15be.shtml

    10. Iran, la persecuzione silenziosa dei baha'i.

      rino cardone
      Petition Organizer

      L'Iran è spesso alla ribalta, per lo più per motivi legati al regime che detiene il potere nel Paese. Ma se sull'atomica e sulla pena di morte somministrata a piacere e spesso in modo inumano è stato detto quasi tutto, non si parla mai del trattamento che i pii ayatollah di Teheran riservano a una confessione religiosa che rappresenta a tutti gli effetti una minoranza religiosa.

      Per questo articolo su La Stampa.it, vedi: http://www.lastampa.it/2010/12/09/blogs/danni-collaterali/iran-la-persecuzione-silenziosa-dei-baha-i-991MHjWenwnuuhA0bDz9LL/pagina.html

    11. Reached 10 signatures

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    • Amram Ramy Marciano Mendosa JERUSALEM, ISRAEL
      • 7 months ago
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    • Pier Giuseppe Porro FUBINE (AL), ITALY
      • 8 months ago

      En Iran, les baha'is, une communauté en danger

      Cet article a été publié dans le Fil Expert le 11 novembre 2013.

      Le 24 aout dernier, le corps d'Ataollah Rezvani, marié et père de deux enfants, était retrouvé, une balle dans la tête, dans sa voiture près d'une gare de la ville portuaire de Bandar Abbas, au sud de l'Iran. Peu de temps auparavant, l'homme avait reçu des menaces. Motif ? Comme plusieurs centaines de milliers de ses compatriotes, Ataollah était bahai, religion née au 19e siècle en Iran et qui compterait aujourd'hui entre 5 et 7 millions de fidèles dans le monde. A plusieurs reprises au cours de sa vie, il avait dû subir, comme la plupart de ses correligionnaires, des persécutions en raison de sa foi : renvoyé de l'université, licencié de son travail, menacé par des agents des forces iraniennes... Ces dernières années, des membres du clergé chiite de la ville avaient prononcé des prêches haineux contre les bahais. Le cas d'Atalloah Rezvani est emblématique de la situation des bahais en Iran, pays où ils doivent subir réprobation sociale et persécutions continuelles, et ce pratiquement depuis l'avènement de leur foi il y a un peu plus d'un siècle.

      Le bahaisme est un monothéisme qui s'inscrit dans la continuité des grandes traditions religieuses. Il a fait son apparition en 1844 sous l'impulsion d'un jeune marchand de Shiraz, dans le sud de l'ancienne Perse, qui se fait appeler le Bab - ses premiers adeptes s'appelleront d'ailleurs les babis. Dans le contexte de l'époque, ses idées sont plutôt radicales et imprègneront profondément la réforme constitutionnelle de 1906 : stricte égalité homme-femme, unité du genre humain - tout en reconnaissant sa diversité -, insistance sur l'éducation, relativité de la vérité, même religieuse. Le succès est immédiat : des milliers de Persans se convertissent. L'absence de véritable clergé, le rejet des prescriptions alimentaires et l'émancipation des femmes - dispensées du voile islamique, ainsi que l'élection démocratique de neuf représentants pour chaque pays où le bahaisme est présent, suscitent la méfiance d'une partie de la population. Le contrecoup arrive à peine cinq ans plus tard : un pogrom, le premier que subira la communauté, fait 20.000 morts, et le Bab est exécuté en 1850. L'un de ses disciples reprend alors le flambeau, et se fera appeler Baha'u'llah, littéralement « gloire à Dieu », terme qui donnera son nom aux futurs fidèles : les baha'is.

      Soupçonnés d'espionner au profit d'Israël

      Au terme de près de quarante ans d'exil et de persécutions, Baha'u'llah, qui aura successivement vécu à Bagdad, Istanbul et Andrinople (Edirne en Turquie), s'éteint à Akka, plus connu en France sous le nom de Saint-Jean d'Acre, dans l'actuel Israël, où il est enterré sur le Mont Carmel conformément à son voeu. Le culte baha'i a installé son siège mondial sur une hauteur de la ville de Haïfa, une localisation qui coûte désormais très cher aux baha'is, régulièrement accusés en Iran d'« espionnage au profit d'Israël » ou plus fréquemment d'« atteinte à la sûreté de l'Etat ».

      Le Centre mondial baha'i, à Haïfa, en Israël. (Photo : J.V.)

      Les baha'is sont estimés à 300.000 en Iran - sur près de 80 millions d'habitants - ce qui fait d'eux la principale minorité non-musulmane du pays. La liste des vexations auxquelles ils sont soumis est sans fin. Contrairement aux chrétiens, aux juifs, et même aux zoroastriens, la religion originelle de l'Iran supplantée par l'islam, les baha'is n'ont aucun statut garanti par la Constitution, parce que leur religion est postérieure à l'islam et que ses premiers adeptes sont nés musulmans, une religion qu'ils ont ensuite reniée. Or, l'apostasie est considéré comme un crime très grave en islam, parfois passible de mort. Ils sont donc considérés comme des « infidèles sans protection », de sorte que leurs mariages, par exemple, ne sont pas reconnus... Leur inscription à l'université est systématiquement refusée au motif que leur dossier est « incomplet », et lorsqu'ils sont identifiés comme baha'is, ils sont exclus de l'université, parfois même à un semestre de leur diplôme.

      Surenchère lors des élections

      Les élections présidentielles successives, de 2005, 2009 et 2013 ont été l'occasion d'un déferlement de haine à leur encontre, activement relayé par des médias proches du pouvoir, tels que le quotidien Kayhan ou l'agence officielle Iranian Qu'ran News Agency (IQNA) qui place le bahaisme dans le même sac que le satanisme. En 2013, 115 bahais sont toujours détenus en Iran pour des motifs tels que « espionnage » ou « formation d'une secte illégale ». Parmi eux, sept de leurs neuf représentants, emprisonnés depuis 2008 et condamnés à vingt ans de réclusion.

      Les baha'is ne trouvent même pas de salut dans la mort. Les pierres tombales leur sont interdites, ce qui les empêche d'identifier leurs défunts. Leurs cimetières, lorsqu'ils ont la chance d'en posséder, sont systématiquement profanés, voire détruits. En 1993, les baha'is ont ainsi vu les bulldozers raser une section entière de leur cimetière de Téhéran pour y permettre la construction d'un centre culturel musulman. Au total, près de 15.000 tombes ont disparu dans l'opération. A intervalles réguliers, des personnalités importantes de la communauté sont envoyées en prison, torturées puis sommairement exécutées, en général pendues. Cela sera le cas en 1992 avec l'exécution d'un homme d'affaires de Téhéran, Bahman Samandari, juste au lendemain de son arrivée dans la prison d'Evin, puis en 1998, avec l'exécution tout aussi brutale d'un autre homme, Ruhu'llah Rawhani.

      Un nouveau génocide ?

      Les baha'is sont cibles de persécutions depuis le 19e siècle. L'instauration d'un régime théocratique n'a fait qu'empirer les choses, même si la situation s'était déjà dégradée auparavant. Depuis 1978, soit un an avant la Révolution islamique, environ 200 bahais ont été exécutés par le régime, qui les a parfois accusés au début d'être des agents du SAVAK, le service de renseignement du Shah, de sinistre mémoire. L'action de répression la plus spectaculaire a lieu en 1983, quand dix jeunes filles, dont deux mineures, sont exécutées par le régime, avec pour seul crime d'avoir enseigné à des enfants baha'is.

      Dévoilé en 1993, tenu secret jusqu'alors, un mémorandum signé de la main même du président de l'époque, Ali Khamenei, décrit en détail les mesures à prendre pour régler « la question baha'ie », une terminologie qui n'est pas sans rappeler celle utilisée par les nazis. Cette analogie n'échappera d'ailleurs pas au New York Times qui titrera sur « les lois de Nuremberg de l'Iran ».

      La communauté internationale alarmée

      Face à cette menace, la communauté internationale s'est alarmée du sort des baha'is et a, à plusieurs reprises, rappelé l'Iran à l'ordre - la dernière fois en mars 2013 quand un rapporteur de l'ONU a exhorté le pays à « honorer ses engagements » en matière de liberté de culte.

      Dans un discours prononcé en 2011, devant le Sénat canadien, Roméo Dallaire, ancien commandant de la force d'intervention de l'ONU au Rwanda, dressait un parallèle avec le génocide dont il avait été témoin en 1994 et estimait que les conditions étaient réunies pour un autre génocide, celui des baha'is, en Iran. Elu en juin dernier, le nouveau président iranien, Hassan Rohani, présenté comme le candidat des modérés et conservateurs, a promis que sa « nouvelle charte des droits humains » ne ferait pas de discriminations sur la base de la religion. Les baha'is attendent toujours de voir.

      Une communauté internationale

      Aujourd'hui, les baha'is se flattent d'être présents sur les cinq continents, dans 180 pays, et de représenter 2.100 groupes ethniques. En France, on en compte environ 5.000, principalement concentrés en région parisienne dans les grandes villes de province. Les baha'is ne comptent cependant pas plus de sept lieux de culte dans le monde, au Panama, en Australie, ou encore à Francfort, plus un autre en construction au Chili. Les « maisons d'adoration » baha'ies, comme on les appelle, sont toutes construites selon le même modèle : neuf entrées qui représentent les neuf grandes traditions religieuses dont se réclame le baha'isme, à l'intérieur une simple calligraphie en persan avec le nom de leur fondateur, et surtout, une absence totale de décorations. L'un des plus grands d'entre eux, le « Temple du Lotus » situé à New Delhi, en Inde, est particulièrement connu des touristes et très visité - ce qui a tendance à faire oublier la situation dramatique dans laquelle vit la communauté dans son pays d'origine.

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    • Luca Urbinati SAN COSTANZO, ITALY
      • 12 months ago

      Perché OGNI essere UMANO NASCE ed ha DIRITTO a VIVERE LIBERO!!!

      REPORT THIS COMMENT:
      • 12 months ago

      For justice

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    • Caroll Gisselle AceCast TEGUCIGALPA - HONDURAS, NY
      • 12 months ago
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