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Voto a 18 anni per il Senato

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N.B. 22.1.2014, MM:  Forse un giorno il Senato sarà riformato o abolito.

Tuttavia è  molto probabile che il prossimo Senato, sarà ancora eletto senza i 18-24enni.

A meno che il Parlamento accetti la nostra proposta del 27.2.2013  e cambi l’articolo 58 della Costituzione.

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In onore di Stéphane Hessel (Berlino 20.10.1917 – Parigi 27.2.2013).

First posted on 27/02/2013

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 Voto a 18 anni per il Senato

Per cominciare a riequilibrare in Italia la bilancia del potere tra giovani e anziani, noi, firmatari di questo appello, chiediamo di abbassare subito a 18 anni l’età per eleggere i senatori (ora è 25 anni), dando così i pieni diritti di voto a 4,3 milioni di 18-24enni (8% degli elettori).

L’articolo 58 della Costituzione sia modificato così:  

"I senatori sono eletti a suffragio universale e diretto dagli elettori."

Oppure: “I senatori sono eletti a suffragio universale e diretto dagli elettori che hanno superato il diciottesimo (Ndr: ora „venticinquesimo“) anno di età."

 ENGLISH: In order to help redress the intergenerational balance of power and well-being in Italy,  we, the signatories of this appeal, call on to introduce immediately the voting age 18 the Senate (now 25 years).

 Primi firmatari, in ordine alfabetico:

 Vitaliano Damioli – 89 

Wolfgang Gründiger, FRFG - 29 
http://www.wolfgang-gruendinger.de 
Elda Lanza – 89 
http://it.wikipedia.org/wiki/Elda_Lanza 
Marco Morosini – 60 
marcomorosini.eu 
Oliviero Toscani – 71 

http://en.wikipedia.org/wiki/Oliviero_Toscani  

Altri firmatari: per favore, firmare con nome, cognome e, se possibile, età, qui:

http://www.change.org/petitions/voto-a-18-anni-per-il-senato-subito

Contatto: votoaigiovani@gmail.com

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Stéphane Hessel (Berlino, 20 ottobre 1917 – Parigi, 27 febbraio 2013) è stato un umanista, diplomatico, politico e scrittore tedesco naturalizzato francese, combattente nella Resistenza Francese durante la seconda guerra mondiale e deportato nel campo di concentramento di Buchenwald. Si è battuto per tutta la vita per i diritti delle generazioni future. Nel 2010, a 93 anni, ha pubblicato il pamphlet dedicato ai giovani „Indignatevi !“, tradotto in 32 lingue e venduto in 4 milioni di esemplari.

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Voto a 18 anni anche in Italia: modificare subito l’articolo 58 della Costituzione

 Marco Morosini, Zurigo

 Anche 4,3 milioni di 18-24enni devono poter eleggere i senatori in Italia, ultimo Paese europeo nell’Indice di giustizia tra le generazioni.  L’articolo 58 della Costituzione va urgentemente modificato così:  

"I senatori sono eletti a suffragio universale e diretto dagli elettori."

Oppure: “I senatori sono eletti a suffragio universale e diretto dagli elettori che hanno superato il diciottesimo (Ndr: ora „venticinquesimo“) anno di età."

 Votare a 25 anni: un anacronismo unico al mondo

L'Italia è l'unico paese al mondo in cui i cittadini devono attendere i 25 anni d’età per godere i  pieni diritti politici. Nel mondo si vota quasi ovunque dai 18 anni, con 27 eccezioni tra i 16 e i 21 anni. E’ solo in Italia che per eleggere metà del Parlamento bisogna aver compiuto 25 anni. Tra i cinquanta milioni di maggiorenni con diritto di voto per la Camera, 4,3 milioni di 18-24enni (8 %) non possono votare per il Senato, il cui voto di fiducia è obbligatorio per qualsiasi governo. Di conseguenza il governo non può essere in carica se non è approvato dai rappresentanti della parte più anziana degli adulti.

Il risultato delle elezioni di febbraio 2013 ha costretto la formazione di un innaturale governo di partiti nemici. Se 4,3 milioni di 18-24enni avessero potuto votare, forse l'Italia avrebbe ora maggioranze più omogenee nelle due camere e un governo più stabile.

 

2013: un voto generazionale

Il sociologo Marco Albertini stima che alle elezioni della Camera del 2013 i 18-24enni abbiano votato in gran parte per partiti diversi da quelli votati dal resto degli elettori e in grandissima parte per partiti diversi da quelli votati dagli elettori di 60 anni e più. Secondo Albertini questo sarebbe il più rilevante spostamento di voto nella storia italiana e un caso unico di “voto generazionale” nel quale i più giovani votano in un modo massicciamente diverso da tutti gli altri.

 

Si chiedono più diritti elettorali per i giovani

Mentre la disoccupazione giovanile ha superato il 41 %, è paradossale che proprio i più colpiti non siano autorizzati ad eleggere metà del Parlamento e quindi a determinare il governo.

Attualmente la maggior parte dei decisori economici e politici  trascurano l'impatto a lungo termine delle loro decisioni – per esempio in campo ambientale, finanziario e tecnologico - e fanno scelte che massimizzano i benefici a breve termine. Per questo, diversi autori e organizzazioni propugnano un maggior peso politico per i giovani. La Fondazione per i diritti delle generazioni future sostiene il diritto di voto dalla nascita, così come fecero 48 parlamentari tedeschi di tutti i partiti, inclusi il Presidente  e i vicepresidenti del Bundestag tedesco nel 2003. Altre organizzazioni sono a favore del diritto di voto a 16 anni, come in Austria e in Brasile.

 

La gerontocrazia avanza nei Paesi industrializzati

Nel paese con "l'economia più pericolosa del mondo" (Time), ogni giorno vacilla il 62° governo in 68 anni. Aggiungendo l’ingovernabilità alla depressione economica l’Italia può diventare un rischio per l’intera Europa. I due uomini chiave del dramma italiano sono il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il senatore pregiudicato Silvio Berlusconi. La loro età: 88 e 77 anni.

 La gerontocrazia (potere degli anziani) è un fenomeno in crescita nella maggior parte dei paesi ricchi. Dal 1990 al 2005, l'età dell'elettore mediano nei Paesi OCSE è aumentata tre volte più rapidamente che nei precedenti 30 anni. In molti paesi, tra i quali l’Italia, più della metà degli elettori hanno 50 anni o più. Questa tendenza è confermata dall’Indice di giustizia tra le generazioni (IJI), composto da quattro indicatori: debito pubblico per ogni minorenne,  povertà giovanile, spesa sociale pro capite per gli anziani, divisa per il resto della spesa sociale,  impronta ecologica pro capite. Secondo gli autori di questo Indice i Paesi OCSE prosperano in buona parte a spese dei loro giovani  e delle generazioni future.

 

Italia, prima in gerontocrazia

I molti Paesi che vedono crescere il numero e il peso politico dei cittadini più anziani farebbero bene a volger lo sguardo verso l’Italia.  La popolazione italiana è la terza più vecchia del mondo. Questa peculiarità e una legislazione elettorale anacronistica hanno favorito per decenni una dominanza degli anziani nella società, nell’economia, nel Parlamento e nel governo. Le conseguenze si possono misurare: tra 29 Paesi OCSE, l'Italia è 27° sia nell’Indice di giustizia tra le generazioni (2013) sia nello squilibrio della spesa sociale, sette volte più alta per gli anziani che per il resto della popolazione (rispetto a tre volte in molte nazioni). Nel 2011 il debito pubblico per ogni minorenne era di € 220.000, il secondo più alto tra i Paesi OCSE, il tasso di povertà giovanile era il quinto più alto. Negli ultimi due anni di recessione (PIL - 4,3 %) questi valori sono ulteriormente peggiorati.

 Secondo il Centro Europa Ricerche l’Italia ha vissuto negli ultimi sei anni una vera “Grande Depressione” economica, con un calo del reddito disponibile reale pro capite dal 2007 più profondo che non nelle due peggiori depressioni del 1866-1871 e del 1929-1935 . In Italia una quota crescente del gettito fiscale va a pagare gli interessi sull’enorme e crescente debito pubblico (133 % del PIL), dal 2007 la produttività e la produzione industriale sono calate di un quinto, il PIL si è ridotto del 9%. Da decenni l’economia sommersa e l’evasione fiscale ammontano a un quinto del PIL. Disuguaglianza economica, povertà e disoccupazione (13 %), continuano a crescere, mentre ogni anno decine di migliaia di giovani laureati lasciano il Paese.

 In Italia sindacati e partiti dei pensionati difendono efficacemente gli interessi degli anziani, mentre i giovani non hanno alcuna rappresentanza del genere. Inoltre, i patrimoni e redditi degli anziani benestanti maturarono nei decenni di rapida crescita economica dopo la seconda guerra mondiale. A tali benefici non potranno certo aspirare molti giovani di oggi, in tempi di precarietà del lavoro, bassi salari, disoccupazione e recessione.

 

La classe dirigente più vecchia d’Europa

Con un'età media di 59 anni, gli uomini di potere italiani sono i più vecchi in Europa”, dice un rapporto della Università della Calabria. Secondo il rapporto l’età media dei professori universitari è di 63 anni, quella dei banchieri e dei vescovi 67. Solo 3 su 2500 parlamentari scelti con le ultime tre elezioni politiche prima del 2013 avevano meno di 30 anni.

 Il livello d’istruzione degli anziani in Italia non è inoltre all’altezza delle posizioni di rilievo che essi occupano nella società. Nel Programma dell'OCSE per la valutazione internazionale delle competenze degli adulti (PIACC, 2013) l'Italia è all’ultimo posto tra 24 paesi OCSE. In effetti, l'Italia è uno dei paesi industrializzati con il più basso tasso di scolarizzazione e di laureati. Questo divario è ancora maggiore per gli italiani più anziani, che furono giovani quando pochi accedevano all'istruzione superiore.

 

Votare a 18 anni !

Decenni di gerontocrazia hanno rallentato in Italia la capacità d’innovazione e di competitività e il rinnovo generazionale. Abbassare da 25 a 18 anni l'età per eleggere i senatori è una misura semplice e a costo zero, che può essere presa immediatamente. L’equilibrio generazionale e la stabilità politica in Italia e in Europa ne possono solo beneficiare.

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Gerontocracy in Italy

 Gerontocracy to Dominate in Affluent Countries? M. Morosini, Our World, UN University, 4.10.2013

http://ourworld.unu.edu/en/gerontocracy-to-dominate-in-affluent-countries/#authordata

 Italy's elderly elite short changes its children and destabilises Europe, M. Morosini, The Conversation (UK), 2.10.2013

http://theconversation.com/italys-elderly-elite-short-changes-its-children-and-destabilises-europe-18635

 Gerontocracy in Italy - The Minimum Legal Voting Age of 25 Years and its Consequences, M. Morosini,Openpop.org, University of Oxford, 22.8.2013

http://www.openpop.org/?p=593#more-593

 Will gerontocracy dominate the future of industrialised countries ? M. Morosini, Intergenerational Foundation (IF), 14.11.2013

http://www.if.org.uk/archives/4577/will-gerontocracy-dominate-the-future-of-industrialised-countries

 Gérontocratie et crise en Italie, M. Morosini, Mediapart, 11.9.2013

http://blogs.mediapart.fr/edition/les-invites-de-mediapart/article/110913/gerontocratie-et-crise-en-italie 

 Nur nicht von Italien lernen, M. Morosini, Tageszeitung, 23.9.2013

http://www.taz.de/1/archiv/digitaz/artikel/?ressort=hi&dig=2013%2F09%2F23%2Fa0108&cHash=0f5a806736f32a66d76bd2d5f3e15b48

 Eine Verjüngung ist dringend - Wahlrecht mit 18 für ein stabiles Italien - und auch für Europa, M. Morosini, Basler Zeitung, 30.7.2013

http://www.slideshare.net/morosini1952/gerontokratie-morosini-baz130730

 Più giustizia tra le generazioni, M. Morosini, Avvenire, 7.7.2013

http://www.slideshare.net/morosini1952/giustizia-generazioni-avvenire130707

 Pagano di più ma contano poco I giovani italiani sono i più colpiti dalla crisi, ma una legge arcaica conferisce loro i pieni diritti politici solo a 25 anni. 
Marco Morosini, Area, 22.11.2013, Lugano, Svizzera

http://www.slideshare.net/morosini1952/gerontocrazia-morosini-area131122

 Italy: The Nation That Crushes Its Young, B. Severgnini, New York Times, 30.10.2013

http://www.nytimes.com/2013/10/31/opinion/severgnini-italians-on-the-run.html?_r=0

Gerontocracy in the OECD countries

Vanhuysse, Pieter (2013), Intergenerational Justice in Aging Societies: A Cross-national Comparison of 29 OECD Countries, Gütersloh: Bertelsmann Stiftung  

http://www.sgi-network.org/pdf/Intergenerational_Justice_OECD.pdf

http://www.bertelsmann-stiftung.de/cps/rde/xchg/SID-780ED9CC-543893BE/bst/hs.xsl/nachrichten_115857.htm


- Tepe, Markus & Vanhuysse, Pieter (2009), 'Are Aging OECD Welfare States on the Path to Gerontocracy? Evidence from 18 Democracies, 1980-2002,' Journal of Public Policy, Vol. 29, No. 1, pp. 1-28.

http://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=1225672


- Vanhuysse, Pieter; Goerres, Achim, Eds. (2011) Ageing Populations in Post-Industrial Democracies, Comparative Studies of Policies and Politics, Routledge

http://www.routledge.com/books/details/9780415603829/

http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/1478-9302.12000_59/abstract

- Atella Vincenzo and Carbonari Lorenzo (2013) When Elders Rule: Is Gerontocracy Harmful for Growth? CEIS Research Paper, http://www.ceistorvergata.it/area.asp?a=415&oc=457&d=495/  http://ideas.repec.org/p/rtv/ceisrp/263.html

 



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