ROMA AL COLLASSO: FAMIGLIE E PROFESSIONISTI NEL CAOS. AIUTACI AD OTTENERE RISPOSTE.

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Il Comune di Roma sta calpestando il diritto dei cittadini ad avere un’amministrazione efficiente, trascinando nel baratro i sogni e le speranze di decine di migliaia di famiglie e con esse il lavoro dei professionisti, delle imprese e di tutto l’indotto annesso al mercato immobiliare. Un’economia arrestata e decine di milioni di euro, pronti ad entrare nelle casse dell’Amministrazione, fermi, in una città che risente quotidianamente il peso della crisi e dei mancati interventi nelle infrastrutture, nei trasporti e nella sicurezza.      

Vi sono almeno tre centri nevralgici in totale blackout:   
           
• Ufficio Affrancazione      
• Archivio Progetti  
• Ufficio Condono   

Cosa sono e perché sono così importanti?           

UFFICIO AFFRANCAZIONE         

Un problema che riguarda più di 200.000 immobili in tutta la città. Duecentomila.  

Grazie alla Legge 167/62, che introdusse in Italia i cosiddetti Piani di Edilizia Economica Popolare, il Comune di Roma iniziò a dare in concessione i propri terreni a costruttori privati, affinché questi vi edificassero abitazioni ad un prezzo massimo di cessione prefissato e adempiessero alla realizzazione di opere pubbliche quali strade, parchi e impianti di interesse pubblico. Terreni del Comune, immobili dei costruttori, i quali però aggirarono il limite imposto di rivendita fatturando sedicenti migliorie.          

Per decenni le case sono state compravendute a prezzi di libero mercato, i notai firmavano gli atti e le banche erogavano mutui, nel silenzio dell’Amministrazione; ma i privati iniziano a farsi causa. Nel 2015 la sentenza 18135 della Corte di Cassazione stabilisce che il prezzo delle abitazioni doveva rimanere calmierato. Per rimuovere il vincolo del tetto massimo di cessione i proprietari devono riscattare, ad una quota variabile tra i 7mila e 45mila euro, la porzione di terreno ancora di proprietà del Comune: questa è l’affrancazione.        

La risposta dell’Amministrazione, attraverso l’istituzione dell’Ufficio Affrancazione, è del tutto insufficiente: ad oggi a fronte di oltre 4.000 domande conta appena DUE dipendenti.          

4.000 domande su 200.000 immobili per una cifra che va da 7mila ai 45mila euro: una montagna di soldi di cui Roma avrebbe un disperato bisogno; ce ne accorgiamo ogni volta che danneggiamo la macchina a causa delle buche stradali, ogni volta che l’autobus non passa, ogni volta che l’immondizia ristagna nei cassonetti.     

Centinaia di famiglie, che hanno diritto di disporre dei propri immobili in tempi dignitosi e nel rispetto delle proprie esigenze, gettate nell’incertezza.  
           

ARCHIVIO PROGETTI       

È dove sono custoditi tutti i progetti edilizi di tutti gli stabili del Comune di Roma dal 1931 ad oggi, documenti la cui visura è indispensabile per qualsiasi intervento, fosse anche una semplice ristrutturazione, riguardante immobili di qualsiasi natura, come abitazioni private o negozi.

La sede dell’ufficio è in via della Civiltà del Lavoro all’E.U.R. ma l’archivio fisico è a Pomezia; il Comune ha appaltato il trasporto dei fascicoli ad un’azienda esterna, la quale dovrebbe procedere a farli avere in tempi celeri all’ufficio, in seguito a richiesta da parte di cittadini, tecnici delegati e Consulenti del Tribunale. Da gennaio a settembre il trasporto è stato fermo e non è stato possibile visionare ed estrarre copia di alcun progetto edilizio portando ad una paralisi totale delle attività. Ad oggi il servizio pare essere ripreso ma in maniera tutt’altro che continuativa e in modo totalmente insufficiente per far fronte alle richieste.    

Le conseguenze sono catastrofiche, per i professionisti, ma soprattutto per privati e commercianti che vedono congelati i propri interessi, sprecando tempo e denaro a causa di uffici inadeguati: l’inefficienza della pubblica amministrazione è terreno fertile per malaffare e clientelismo, con i soliti noti che trovano sempre una scorciatoia. È l’assenza del Diritto che immobilizza la Capitale.        

 
UFFICIO CONDONO          

Il condono edilizio è un provvedimento contenuto in speciali leggi con una durata temporale definita; attraverso un’autodenuncia si possono sanare dei fenomeni di abusivismo edilizio.

In Italia ne abbiamo avuti tre:         
•  Legge 47 del 1985
•  Legge 724 del 1994          
•  Legge 326 del 2003          

 

Il condono può essere ottenuto attraverso l’esame da parte del Comune competente che verifica l’ammissibilità della domanda e la completezza della documentazione, nonché i pagamenti richiesti.

L’amministrazione Capitolina deve ancora evadere domande depositate dal 1985 con normative che cambiano continuamente a danno dei cittadini: oltre 200.000 domande giacciono in attesa di risposta, 200.000 proprietà paralizzate, un potentissimo assist a un mercato immobiliare sempre più verticale e in mano a pochissimi.   


PERMESSI DI COSTRUIRE          
A queste tre criticità fondamentali si aggiunge quella che riguarda i permessi di costruire richiesti, ai quali l’Amministrazione risponde in tempi ciclopici.         


Chi siamo e cosa chiediamo all’Amministrazione?    
           
Siamo un Movimento di Liberi Professionisti del settore, una formazione apolitica e apartitica supportata dai cittadini romani; persone che quotidianamente si scontrano con la condizione di crisi in cui versa il Comune di Roma.   

Chiediamo un tavolo di confronto con il Comune per risolvere insieme questi annosi e gravosi problemi che affliggono i cittadini romani, impedendo loro di disporre liberamente dei propri beni immobili e privando le casse comunali di decine di milioni di euro di introiti diretti, oltre a quelli derivati dal rilancio dell’economia capitolina.      
Mettiamo la nostra esperienza, la nostra competenza e il nostro tempo a disposizione affinché vengano elaborate le soluzioni più idonee, efficaci e definitive.     




Movimento Liberi Professionisti

 



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