NO alla cancellazione della terapia del dolore del Cardarelli dal piano regionale

0 hanno firmato. Arriviamo a 35.000.


La Regione Campania cancella definitivamente il primo centro dell'Italia del Centro-Sud di terapia del dolore e restano inascoltati gli appelli di tante famiglie. Il Nodo, associazione che riunisce parenti ed amici di ricoverati nello storico reparto del Prof. Vincenzo Montrone, si oppone con fermezza alla decisione della Regione, contenuta nel nuovo piano ospedaliero, di eliminare il reparto di terapia del dolore dell'ospedale Cardarelli di Napoli. "La Regione - denuncia l'associazione - dimentica il reparto di terapia del dolore del Cardarelli malgrado le tante promesse e le dichiarazioni di voler rimediare a una distrazione creando un danno alle migliaia di pazienti che usufruiscono di questo reparto per cercare di vivere con serenità il loro ultimo percorso di vita". L'associazione riferisce che sono state 9000 le firme raccolte in una precedente petizione inviata al governatore De Luca "per evitare la chiusura dello storico reparto di terapia del dolore e cure palliative". L'Associazione comunica inoltre di aver chiesto l'applicazione del decreto 98 che stabilisce "il mantenimento dei posti letto nelle aziende ospedaliere in cui erano già attivati, ma - aggiunge - siamo stati completamente inascoltati". I dati riferiti dicono che negli ultimi cinque anni sono stati oltre 15.000 i pazienti seguiti presso il reparto di terapia del dolore e cure palliative. "Diciamo No al dolore - concludono - e No a questo provvedimento scellerato che mortifica tutti gli operatori del Cardarelli arrecando un danno alla collettività".

La chiusura del reparto determinerà che tutti i malati affetti da patologia tumorale, che arrivano in fase terminale e ricoverati nelle varie divisioni, saranno inviati, come accadeva molti anni orsono, nel dipartimento di emergenza (rianimazione, terapia intensiva, medicina di urgenza) determinando ricoveri impropri e una morte priva di umanità.

Ovviamente tali ricoveri sottrarranno posti letto ed impediranno ad alcune persone di poter salvare la propria vita senza dover affrontare vergognosi trasferimenti in elicottero per mancanza di posti letto in rianimazione. La U.O.di terapia del dolore e cure palliative (TDCP) dell'Ospedale Cardarelli è stata la prima U.O. dell'Italia Centro-Sud (1977), e l'attivazione dei posti letto, ottenuta dopo anni di dura lotta contro l'insipienza della classe politica e dirigenziale dell'epoca, ha prodotto molto in termini di qualità, efficienza, efficacia a favore sia dei pazienti che della riduzione dei costi di assistenza.

Obiettivi raggiunti:

1) RISPARMIO ECONOMICO: Il notevolissimo risparmio che la Azienda ha avuto è stato evidenziato con un lavoro prodotto nell'arco di 10 anni (premiato con il "Premio Luzi" ) in cui si è valutato un risparmio della azienda di circa 4.800.00 euro annui. Infatti prima della apertura dei posti letto di cure palliative, il costo per i malati oncologici terminali era lievitato esponenzialmente dai 3.976.976 anno 2005, ai 6.561.138 dell'anno 2009. Con la apertura dei p.l i costi sono scesi a 1.842.664 (anno 2011) e 1.716.793 dell'anno 2012 con un risparmio annuo di circa 4.845.000 euro.

2) DIMISSIONE PROTETTA: inoltre la U.O. di TDCP ha adottato per i pazienti oncologici i criteri di dimissione protetta secondo gli accordi della linea progettuale n 7 della regione Campania , seguendo al domicilio i malati dimessi.



Oggi: Associazione Il Nodo conta su di te

Associazione Il Nodo ha bisogno del tuo aiuto con la petizione "@VincenzoDeLuca : NO alla cancellazione della terapia del dolore del Cardarelli dal piano regionale". Unisciti con Associazione Il Nodo ed 27.257 sostenitori più oggi.