Salute per i bimbi. Istituire dei posti letto di Terapia Intensiva Pediatrica a Salerno

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L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo impone alla politica e alle Istituzioni di indirizzare gli sforzi e le risorse verso investimenti capaci di garantire più salute.


È opportuno, dove e quando possibile, immaginare e investire in strutture che possano assicurare più servizi e prestazioni ai cittadini e garantire benefici anche in futuro.


L’attuale emergenza induce, nello specifico, alla necessità di programmare un aumento, nelle strutture sanitarie, di posti in terapia intensiva. E’ un problema che interessa tutte le fasce d’età: è tema centrale per le persone più anziane e per chi è affetto da patologie pregresse ma è tema che deve interessare, per curare e prevenire, anche le fasce di età pediatrica. 


In Campania sulla base dei fabbisogni stimati si sarebbero da attivare circa 500 posti letto di terapia intensiva e 400 di sub-intensiva. Questo dato è secondo in Italia soltanto a quello della regione Lombardia che però ha circa il doppio dei residenti della nostra Regione.


Consideriamo, peraltro, che nella provincia di Salerno, su una popolazione residente di circa 1.100.000 individui, quelli con un’età inferiore a 16 anni rappresentano il 15,4% del totale e cioè più o meno 170.000 soggetti.


Orbene, nella intera provincia di Salerno, non ci sono terapie intensive né sub-intensive pediatriche se si esclude un posto letto attivato presso la rianimazione dell’Ospedale di Battipaglia.


Sulla base delle Linee Guida attualmente vigenti, l’assistenza pediatrica in urgenza dovrebbe prevedere: un settore pediatrico del Pronto Soccorso con una sua autonomia funzionale ed operativa, con accesso diverso da quello degli adulti, ambulatori di visita ed area di osservazione breve intensiva dedicati e di isolamento con la disponibilità di materiali e dispositivi idonei per tutte le emergenze; la presenza di un pediatra 24 ore su 24, che deve sempre intervenire nella prima valutazione del paziente, garantendo e gestendo la multidisciplinarietà e il coordinamento degli interventi con protocolli condivisi oltre a un triage pediatrico effettuato da infermieri pediatrici adeguatamente formati. 


Pochissime sono le realtà del nostro territorio che si avvicinano appena a tale modello organizzativo. Sarebbe peraltro auspicabile almeno la realizzazione di letti di degenza di Terapia Sub-intensiva Pediatrica che potrebbero essere allocati all’interno dei reparti pediatrici degli ospedali sedi di DEA di II livello o, meglio ancora, nei DEA di II livello pediatrico. D’altro canto i DEA pediatrici di II livello, che dovrebbero avere auspicabilmente una valenza regionale o interregionale e un bacino di utenza di almeno 2 milioni di abitanti, devono trovare la loro sede presso ospedali pediatrici oppure in strutture ospedaliere ed universitarie che siano dotate di tutti i servizi che possono garantire la più ampia risposta integrata alle patologie critiche pediatriche, compresa la rianimazione pediatrica.


Ci si domanda cosa è stato fatto, in concreto, per colmare tale carenza presso la Azienda Ospedaliero-Universitaria della nostra città che, sulla carta, possiede tutte le caratteristiche necessarie a colmare questo importante gap rispetto alla città metropolitana capoluogo della nostra regione.   


Istituire dei posti letto di Terapia Intensiva Pediatrica rappresenterebbe un nodo fondamentale nella rete dell’emergenza allocandoli in un “hub” di II livello, quale deve essere considerata la nostra AOU, collegandoli ad almeno due “spoke” dislocati in punti strategici del territorio provinciale.


Venendo alle considerazioni sull’attuale emergenza sanitaria, è vero che l’agente patogeno Covid-19 è meno aggressivo con i pazienti più piccoli ma questo non deve rilassare e, peggio, evitare di programmare interventi di miglioramento dell’assistenza territoriale.


Per la intera Campania soltanto a Napoli c’è un centro identificato come Centro Covid-pediatrico; eventuali ulteriori posti creati nella provincia di Salerno potrebbero servire oggi e sicuramente potranno tornare utili in futuro.


Non dimentichiamo, infatti, che molto spesso, anche in regime ordinario, Salerno è infatti costretta a rinunciare a particolari interventi chirurgici pediatrici perché mancano posti letto di terapia intensiva e sub-intensiva. Creare posti letto ad hoc, permetterebbe di prevenire e gestire preoccupanti emergenze e getterebbe le basi per costruire, nel futuro, reparti più moderni, attrezzati ed efficienti per l’assistenza dei nostri bambini. 



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