L’Istituto Emiliani di Fognano (Brisighella, Ravenna) deve riaprire le sue porte!

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Quest’estate, abbiamo appreso la triste notizia della chiusura dell’Istituto Emiliani di Fognano, frazione di Brisighella, in provincia di Ravenna.

L’ istituto Emiliani, gestito dalle Suore Domenicane del SS. Sacramento, era un centro di accoglienza per gruppi di preghiera, per persone che avevano bisogno di un posto rilassante in cui riposare o trascorrere qualche giorno di vacanza, per persone bisognose e ospitava, inoltre, convegni dai temi più svariati, come il nostro Corso rivolto a medici provenienti da tutta Italia.

Inoltre, la Comunità della Suore Domenicane di Fognano portava avanti un progetto educativo, affidato per volontà testamentale dagli stessi fondatori, anch'esso sospeso. 

Chiediamo, con questa petizione popolare, alle autorità ecclesiastiche di non lasciar morire questo posto di vitale importanza per tutti noi, oltre che per gli abitanti della bellissima Vallata del Lamone.

Di seguito la nostra testimonianza.

Domenico Gruosso, cardiologo, Barcellona, Spagna

Tiziano Lenzi, cardiologo, Bologna

Andrea Vicenzi, internista, Milano

Laura Napoleone, internista, Barcellona, Spagna

Anna Maria Rusconi, internista, Pietra Ligure

Paolo Villa, Internista, Milano.

 

 

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Quando nel 2017 approdammo a Fognano, consigliati da amici della zona, ci fu subito chiaro di aver trovato il nostro piccolo paradiso. L’Istituto Emiliani offriva il contesto ideale per realizzare un sogno: organizzare dei corsi teorico-pratici su due strumenti clinici fondamentali come l’elettrocardiogramma e l’emogasanalisi, in cui al centro ci fossero la condivisione delle conoscenze, il contagio degli entusiasmi, il confronto fa le diverse esperienze.

Il tutto in un clima raccolto, con uno stile lontano dagli orpelli economici ed affaristici che deturpano l’arte medica, con un’attenzione particolare all’essenzialità e ad un’accoglienza semplice e calda.

Nel silenzio dei corridoi, nel cibo genuino e gustoso, nella generosa ospitalità delle suore domenicane e del personale, ormai centinaia di giovani medici provenienti da tutte le regioni italiane, dal Piemonte alla Sicilia, hanno trovato in questi anni un’opportunità preziosa ed unica nel suo genere per approfondire delle competenze professionali ad un costo accessibile (lo stipendio di un medico specializzando è pari a quello di un operaio e i corsi formativi sono in genere molto gravosi).

Ma i giorni a Fognano sono anche per tutti noi l’occasione per conoscere le qualità di un territorio che sa offrire molto di più della riviera e delle sue più note attrazioni. Qui, nelle serate conviviali, incontriamo produttori di vino, di olio e di birra artigianale, che ci comunicano segreti di un’arte millenaria e soprattutto quella passione che è parte essenziale della vostra terra. E tutto questo arricchisce la nostra umanità.

Con sorpresa e smarrimento abbiamo appreso, quindi, la notizia della chiusura dell’Istituto Emiliani. Immaginiamo, certo, le difficoltà legate ad introiti probabilmente troppo scarsi rispetto alle onerose esigenze di conduzione e manutenzione di una struttura tanto vasta e articolata.

Cogliamo, tuttavia, la straordinaria importanza storica ed anche attuale e concreta che il Convento riveste nel tessuto sociale, non solo della Valle del Lamone, ma anche dell’area romagnola.

E intuiamo le sue enormi potenzialità come luogo di formazione, di incontro e di ristoro (del corpo e dell’anima) anche ad un livello potenzialmente nazionale.

Proprio per tale sua unicità, ci attendiamo che le autorità religiose abbiano a cuore la preservazione ed il rilancio dell’Istituto. Perché possa continuare ad essere un riferimento ed un richiamo sociale, culturale e spirituale, nel solco della vocazione per cui è nato quasi due secoli fa.

E ci pare che tali motivi valgano qualsiasi sforzo e qualsiasi calcolo.

La gente delle vostre terre ha bisogno del convento di Fognano.

E, con loro, anche centinaia di medici di tutta Italia anelano ad un luogo in cui crescere in conoscenza e umanità. Due pilastri indispensabili per diventare quei buoni “dottori” di cui tutti sentono il bisogno.