PETIZIONE CHIUSA

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EDUCATORI PROFESSIONALI: NON TOGLIETECI IL NOSTRO VALORE

In Italia sta per essere approvata una legge che porterà allo scomparsa dell’Educatore come figura professionale altamente specializzata nei contesti sociali e sanitari. L’attuale Educatore Professionale lavora in ambito sociale, socio-sanitario e sanitario, in contesti ad elevata problematicità, scuole e asili. La sua preparazione e professionalità, quindi, riguarda non solo chi eroga i servizi socio-sanitari, ma anche chi li riceve, cioè tutti i cittadini. Aiutaci a difendere il nostro lavoro e, soprattutto, il tuo diritto a ricevere prestazioni mirate e di alta qualità.


Innanzitutto vediamo di fare un po’ di chiarezza, chi è l’Educatore Professionale?

Gli Educatori Professionali, per poter acquisire tale titolo, frequentano il Corso di Laurea in Educazione Professionale, presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia (classe L/SNT-2). Il Corso è di durata triennale, abilitante e a numero chiuso (calcolato in base al fabbisogno del territorio) con test di ammissione selettivo. Il piano di studi prevede materie sanitarie,umanistiche e giuridiche oltre alle 1500 ore di tirocinio pratico in varie strutture del SSN e strutture educative scolastiche.

Il tirocinio consente agli studenti di applicare e sperimentare le conoscenze teoriche acquisite durante le lezioni nelle seguenti aree:

•Area Ospedaliera

•Minori a rischio

•Anziani

•Disabilità fisiche, psichiche e neurosensoriali

•Salute mentale

•Dipendenze patologiche

•Area marginalità sociale

Il Decreto del Ministero della Sanità n.520 dell’8/10/1998 definisce l’Educatore Professionale come una delle 8 professioni della riabilitazione, insieme al fisioterapista, logopedista, podologo, ortottista, assistente della oftalmologia, terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, tecnico della riabilitazione psichiatrica e terapista occupazionale.

 

L’Educatore Sociale, invece, consegue la laurea non abilitante in Scienze dell’Educazione e della Formazione (classe L19), attraverso il conseguimento di un diploma universitario. I piani di studio del corso L19 non sempre prevedono materie sanitarie; quando l’insegnamento è presente ha un massimo di 5/6 CFU, dei 180 previsti dal triennio (l’Educatore Professionale ne consegue 40). Infine il piano di studi prevede 300 ore di tirocinio durante i tre anni.

 

Cosa comporterà l’entrata in vigore del DDL Iori-Binetti?

Il disegno di legge, presentato dagli Onorevoli Iori e Binetti DDL 2656, comporterà dei grandi cambiamenti per queste due professioni: l’Educatore Sociale diventerà Educatore Professionale Socio-Pedagogico, con possibilità di essere assunto in ambito sociale, socio-sanitario e socio-assistenziale, avendo una formazione puramente umanistica; l’attuale Educatore Professionale diverrà Educatore Professionale Socio-Sanitario, ossia abilitato a lavorare solo ed esclusivamente all’interno dell’ambito sanitario e socio-sanitario.

Con l’approvazione di questa legge la figura dell’educatore professionale esistente e regolamentata dal DM 520/98, che poteva lavorare sia nel settore sociale, sia in quello socio-sanitario e sanitario, ora sarà ridimensionato il suo campo d’azione come  sopracitato .

L’Educatore Sociale non può essere parificato all’Educatore Professionale e viceversa poiché le due preparazioni sono diverse.

Il tutto è aggravato dal fatto che la legge, così come è scritta, avrebbe effetto sanatoria in favore di tutti coloro che sono già Educatori Sociali O NON SONO EDUCATORI CON CORSI DI LAUREA REGOLAMENTARI, i quali diventerebbero Educatori Professionali.

 

Pensate che Marco, come tanti suoi colleghi, dopo 1200 ore di tirocinio per strutture socio educative, non potrà più svolgere la professione in quei servizi.

 

La cosa più sconvolgente è sicuramente la mancanza del termine “riabilitazione” all’interno del DDL, che per gli Educatori Professionali è un punto cruciale (nel testo presente 1 sola volta 0,005%), perché necessario ad assicurare all’utenza l’obiettivo della massima autonomia possibile. 

Riprendendo il Decreto Ministeriale 520/98, il quale definisce per l’appunto la figura dell’Educatore Professionale odierno, viene definito tale professionista come un”operatore sociale e sanitario che, in possesso del diploma universitario abilitante, attua specifici progetti educativi e riabilitativi, nell’ambito di un progetto terapeutico elaborato da un’équipe multidisciplinare, volti a uno sviluppo equilibrato della personalità con obiettivi educativo/relazionali in un contesto di partecipazione e recupero alla vita quotidiana, cura il positivo inserimento o reinserimento psico-sociale dei soggetti in difficoltà”. 

Il cambio di denominazione potrebbe creare non pochi equivoci, per chi da sempre è abituato a considerare l’Educatore Professionale come la figura definita del DM520 e non come vuole la presente proposta di legge vuole far diventare. Si tratta quindi di una legge che, oltre a penalizzare gli Educatori Professionali, produce grande confusione, creerà disservizi e malumori MA SOPRATUTTO NON FERMERA’ I MALTRATTAMENTI. 

Per tutti questi motivi gli studenti e gli insegnanti delle facoltà italiane di Educazione Professionale ritengono che il DDL andrebbe rivisto completamente per garantire la qualità del servizio erogato. Pertanto, per far sentire le loro ragioni SI DEVE VOTARE!!

 

Per seguire gli sviluppi visita il sito: www.educazionecosaseria.it



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