Appello all'università e alla regione Piemonte: non vogliamo pagare questa crisi!

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APPELLO ALL’UNIVERSITÀ E ALLA REGIONE PIEMONTE: NON VOGLIAMO PAGARE QUESTA CRISI!

Siamo gli studenti e le studentesse dell’Università di Torino, che, dopo mesi di silenzi e rifiuti da parte dell’amministrazione universitaria, si stanno mobilitando di fronte a un sistema universitario sempre più escludente.

A partire dal problema tangibile e impellente dell’immediata scadenza della seconda rata universitaria, ingiustamente emanata a pochi giorni di distanza dalla scadenza della prima: ci siamo organizzati e abbiamo strappato al Rettore un incontro per ottenere l’abolizione della seconda rata e alcune misure economiche di sostegno al diritto allo studio.

In questo incontro il Rettore Geuna se n’è andato durante gli interventi degli studenti e delle studentesse, dimostrando chiaramente di non stare dalla parte dei bisogni della comunità studentesca.

L’università è stata cancellata dall’agenda politica del Paese. Noi ci troviamo a dover pagare affitti, tasse universitarie, trasporti ed altri costi accessori come se non stessimo vivendo una grave crisi economica. Le misure prese dall’università negli scorsi mesi sono briciole rispetto alle difficoltà economiche e didattiche che abbiamo.

I responsabili di questa situazione vanno individuati, e sono UniTo, la Regione Piemonte e il Ministero dell’Università.

La tassazione universitaria, ormai uno scoglio insormontabile per studenti, studentesse e rispettive famiglie colpite dalla crisi, sta obbligando tanti/e a alla rinuncia agli studi. Tantissimi/e di noi lo stanno già facendo o lo hanno già fatto; altri rischiano di diventare fuori corso e, conseguentemente, di dover pagare penalità economiche aggiuntive. Per non parlare di chi quest’anno, in assenza di un reddito, non si è mai potuto iscrivere.

Il diritto allo studio non è tale se non garantisce l’accessibilità di tutti i servizi necessari ad ogni studente per la sua istruzione: la possibilità di prendere domicilio nei pressi del proprio ateneo, il welfare studentesco come le borse di studio, la disponibilità di spazi adibiti allo studio e alla consultazione di materiali come le biblioteche… Su questo aspetto la regione Piemonte non ha fatto i nostri interessi ed ha ignorato l’urgenza di misure che aiutino gli/le studenti/esse a studiare a Torino.

Chiediamo al Rettore Geuna e UniTo:

- l’abolizione delle more sui ritardi di pagamento delle rate;

-il rimborso della seconda rata;

-l’abolizione della terza e quarta rata;

- l’istituzione di un semestre bonus per non dover pagare penalità economiche sui ritardi nello studio causati dal clima emergenziale in cui da mesi siamo;

- una pubblica presa di posizione per denunciare il sottofinanziamento pubblico all’università chiedendo maggiori risorse per l’adempimento delle nostre richieste.

Chiediamo al presidente Cirio e Edisu:

- il blocco di affitti e utenze domestiche;

- un aumento della residenzialità pubblica e un calmieramento degli affitti;

-l’abolizione dei criteri di merito per accedere alle borse di studio;

-l’aumento degli importi delle borse di studio.