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FERMINO LA FRODE BIOCIDA che si sta costruendo in Puglia intorno ad un mistificato microrganismo, la Xylella, per sterminare a fini speculativi, molteplici, la plurimillenaria AgroFORESTA dei sacri ULIVI del Salento e la sua biodiversità

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PETIZIONE PER SALVARE GLI ULIVI, L’ OLIVICOLTURA SALENTINA, IL SALENTO INTERO DALLA PERICOLOSA MAXI-FRODE COSTRUITA SULLA XYLELLA

ALL' ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLE NAZIONI UNITE - ONU

ALL’ UNIONE EUROPEA

AI COMMISSARI EUROPEI ALLA SALUTE E ALL'AGRICOLTURA

AL GOVERNO ITALIANO

AI MINISTERI DELL'AMBIENTE, SALUTE, AGRICOLTURA E BENI CULTURALI

ALLA REGIONE PUGLIA

AL DIFENSORE CIVICO DELLA PROVINCIA DI LECCE

E A SOSTEGNO DELL’ AZIONE DI INCHIESTA DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI LECCE GIA’ AVVIATA ED IN CORSO

Affinché fermino la frode che si sta costruendo intorno ad un mistificato microrganismo, la Xylella, in Puglia per sterminare a fini speculativi e per permettere cementificazioni e nuove colture industriali e brevettate la plurimillenaria Agroforesta dei sacri Ulivi del Salento e la biodiversità di questa subregione meravigliosa e ricca di natura e paesaggi incantevoli nel sud dell'Italia.

Preso ormai evidentemente atto dell’ operato assurdo da parte di vari soggetti operanti nel settore agronomico che hanno alimentato nei fatti una vera e propria "psicosi" ingiustificabile sul microorganismo xylella, delle numerosissime incongruenze e anomalie che hanno caratterizzato e stanno caratterizzando tutta la vicenda xylella in Puglia, che rivela sempre più evidentemente i connotati di una delle più grandi frodi mai operate ai danni dell’Europa e di un territorio europeo, come ben denunciato nell’ interrogazione parlamentare che qui linkiamo - http://dati.camera.it/ocd/page/aic.rdf/aic4_02736_17 -, delle nebulosità che caratterizzano tutta la vicenda in un quadro deficitante da ogni punto di vista scientifico, e degli spettri speculativi che appaiono sempre più forti dietro il tentativo di fare scattare una devastante forsennata “quarantena” attorno al presunto ritrovamento del batterio, a danno invece di un operato serio e responsabile volto alla cura dei nostri ulivi e alla cura e massima protezione biologica dell’ intero ecosistema oliveto,

CHIEDIAMO:

-) di rivedere la normativa europea escludendo la tipologia di xylella, che si sarebbe ritrovata in questi mesi nel Salento, dall’elenco dei patogerni da quarantena, sia alla luce della sua non provata patogenicità per l’ ulivo, sia alla luce della scorrettezza consistente nella sua identificazione con i ceppi di xylella, ad oggi, noti nel mondo e per i quali è prevista la quarantena in Europa;

-) di ritirare la decisione europea emessa sulla xylella individuata, si è detto per lo meno, su alcuni ulivi salentini, in un clima di caos creato artatamente sulla vicenda, ed in assenza di controprove da parte di organi ed enti di ricerca indipendenti;

-) di ritirare il decreto ministeriale volto allo sterminio degli ulivi e piante e insetti ospitanti xylella, con creazione di assurdi ed inutili cordoni consistenti in fasce di Salento dove si vorrebbe eradicare ogni cosa e spargere agro-veleni contro erbe e insetti, per una desertificazione piro-chimica assolutamente criminale, illegale ed immorale sotto ogni punto di vista – un biocidio pseudo-leggittimato folle ed inaudito da scongiurare;

-) di vietare eradicazioni di qualsiasi pianta, alla luce anche del fatto che molte piante che ospiterebbero xylella la ospitano in maniera asintomatica, che molti ulivi colpiti stanno ripollonando dalla sana radice, e tanti curati con potature, fertilizzanti e prodotti biologici stanno rigermogliando nonostante la sintomatologia di parziale secco di alcuni rami che avevano presentato;

-) di vietare l’ uso di agro-veleni contro insetti ed erbe in aree in cui gli alberi hanno presentato sintomi di disseccamento e non;

-) di operare per il riconoscimento del vasto ecosistema oliveto in Puglia come tutelata agro-foresta in cui fovorire pratiche virtuose secondo quanto riportato nel manifesto che qui linkiamo: http://forumambiente.altervista.org/manifesto-per-il-riconoscimento-del-vasto-ecosistema-dell-uliveto-quale-agroforesta-degli-ulivi-di-puglia/?doing_wp_cron=1417215455.5739688873291015625000

-) di vietare il danneggiamento delle macchie di vegetazione spontanea lungo i margini di canali e bordi di campi ed oliveti, dove vivono anche numerosi uccelli ed altri insettivori, e che rappresentano corridoi ecologici di biodiversità tutelati da normative europee e internazionali sugli habitat selvatici;

-) di rimuovere tutti i responsabili e ricercatori che ad oggi si sono interessati a livello pubblico della vicenda accentrando le loro ricerche, o meglio celando il loro effettivo operato, come denunciato sui media da ricercatori dell'Università del Salento, anziché aprirsi sin da subito al massimo coinvolgimento della comunità scientifica e dei saggi, data la affermata “novità” della vicenda, smentita nei fatti dallo storico, nella letteratura agronomica, relativo ad altre vaste ondate di disseccamenti parziali sugli olivi salentini avvenute nei secoli passati e di cui si è ritrovata ampia documentazione in letteratura scientifica, e nonostante le quali gli olivi sono sopravvissuti, anche con tanti esemplari plurisecolari;

-) di coinvolgere enti di ricerca italiani e non svincolati da quelli che ad oggi, a vario titolo, hanno contribuito invece al dannoso caos odierno sulla vicenda e che son oggetto delle inchieste della magistratura sul caso xylella;

-) di imporre sugli uliveti colpiti l’obbligo della cura delle piante, e al più reinnesto di cultivar salentine di olivo, a partire dai cloni che si riveleranno più resistenti, o comunque sempre cultivar di olivo tipiche del sud Italia, da innestare sui polloni radicali vivi nella stragrande maggioranza degli ulivi colpiti, VIETANDO reimpianti di cultivar industriali brevettate, OGM o meno, di olivi o altre piante;

-) divieto di conversione agricola di oliveti nel verso di colture differenti;

-) vincolo permanente ed immodificabile di inedificabilità sui suoli olivetati colpiti da sintomi di disseccamento o da incendio o abbattimento, doloso o meno (trombe d’aria, ecc.), e sui quali obbligare al mantenimento della destinazione agricolo-olivicola;

-) favorire lo studio volto alla comprensione del ruolo e del valore ecologico della xylella, presente innocua il più delle volte su, ad oggi si sa, ben 150-200 specie di piante, e degli insetti cicadelidi ad oggi associati alla xylella, anche alla luce della endemicità sospettata sempre più per la xylella nell’ambiente mediterraneo, motivo per cui non avrebbe alcun senso vederla e presentarla, come in questa vicenda scandalosa fatto da alcuni, come una terribile minaccia, anche alla luce delle forzatura a-scientifiche che in Puglia son state fatte sulla stessa al fine di fare scattare la quarantena speculativa dei pieni poteri, e dei grandi finanziamenti pubblici per la ingigantita strumentalmente “emergenza" con un modus operandi mediatico di comunicazione "terroristica”, per far legno, lucrosa biomassa, degli ulivi, e liberar suoli per varietà e colture brevettate, a danno dell’ indipendenza storica degli agricoltori, vincolandoli così alle multinazionali biotech, e far spazio per speculazioni cementificanti d’ogni tipo;

-) favorire nuovi seri studi sulla xylella nel Salento, per verificarne presenza, natura, comportamenti, importanza ecologica, tutto il contrario di quanto ad oggi avvenuto dove studi californiani su xylella son stati importati ad hoc per il Salento, sostituendo alla parola “vite”, pianta colpita in California, (dove la xylella non ha colpito invece l’ ulivo seppur presente), la parola “ulivo”, che la xylella avrebbe colpito invece nel Salento, tramite mutazione genetica, perdendo, cosa stranissima geneticamente, in un sol colpo, la patogenicità per la vite, esatamente nel breve ipotetico viaggio di importanzione !!!! Un copia/incolla che ha portato a clamorosi errori, come l’aver dichiarato su recenti determine ufficiali regionali di aver trovato la xylella su una specie di acacia, che è invece assente nel Salento, ma è presente in California e documentata proprio negli studi su xylella condotti in California, per poi accorgersi della svista rivelatrice, fare ritirare la determina e sostituirla con una seconda con un nome più corretto, quello di una specie di acacia presente in Salento!

-) studiare nel tempo il decorso sugli alberi del complesso del disseccamento, studio ad oggi mancante, e sostituito da sentenze di morte emesse anzitempo e contro dati oggettivi ed evidentissimi, spesso frettolosamente negati, di ripresa delle piante colpite;

-) sbloccare le attività vivaistiche, divenute ingiustamente i responsabili capri espiatori, accusate di aver importato un batterio, che, poi si dice, si presenta invece come avente caratteristiche riscontrate per la prima volta nel mondo solo ora nel Salento, tanto che è stato battezzato con un nuovo nome in termini di varietà, in un quadro dove poi anche si afferma la sua endemicità nel bacino del Mediterraneo!

-) di approfondire in ogni aspetto, a livello di organi di controllo internazionali, europei e nazionali, attraverso anche una commissione specifica di indagine, eventualmente anche parlamentare, e che si avvalga degli enti ed organi di Stato di Pubblica Sicurezza e vigilanza, la frode costruita sulla xylella, per comprendere e così prevenire quel modus operandi che intorno al concetto di patogeni, che colpirebbero vegetali ed animali, viene seguito per mettere in atto maxi-frodi speculative ai danni dello Stato Italiano, dell’Unione Europea e dell’ambiente, e che sempre più varie inchieste della Magistratura negli ultimi mesi stanno smascherando, come nel caso dello scandalo dell’aviaria e della lingua blu;

-) di abbassare i toni sul caso xylella, stigmatizzando il terrorismo ad oggi fatto artatamente sui media da irresponsabili nei fatti dimostratisi incompetenti;

-) di affiancare tutti l’azione della Magistratura perché possa smascherare con la dovuta serenità e calma l’intera frode, al fine di permettere agli studi agronomici, questa volta seri, di riprendere il loro corso nel verso della cura vera dell’ecosistema oliveto secondo le filosofie del biologico, scongiurando e vietando l'uso di prodotti chimici di produzione industriale in agricoltura, ovvero veleni che minacciano la Salute Pubblica in un territorio, quale quello salentino, densamente abitato e quindi la salubrità dei suoli, aria ed acque, in questa subregione caratterizzata da una natura geologica carsica e nella quale le acque potabili vengono emunte dall'Acquedotto Pugliese e dai privati dal sottosuolo, dalle falde freatiche ipervulnerabili estesamente presenti nel Salento. Così anche  risollevando, con la smascherata frode, il settore agricolo-olivicolo nonché turistico, dal grave danno di immagine causato; un danno causato artatamente ad hoc per favorire la svendita, del Salento alle multinazionali dei pesticidi, del biotech, dell’ industria e del cemento, come sempre più elementi stanno disvelando. Vergognoso, ad esempio, in un convegno definito scientifico recentemente organizzato sulla questione, come volevasi dimostrare, diversi definitisi "ricercatori" hanno detto alla stampa che l'unica soluzione al problema sarebbero, pensate, proprio le piante Geneticamente Modificate, i mostruosi OGM,

QUOUSQUE TANDEM ABUTERE PATIENTIA NOSTRA !

 

 

ULTERIORE APPROFONDIMENTO

 

Mentre i politici DELLA REGIONE dibattono su come distruggere un patrimonio (Oliveti) e farlo apparire come necessario lasciando spazi d'indecisione occupati da POLITICHE GOVERNATIVE CHE NOMINANO COMMISSARI PER LA DISTRUZIONE ED ERADICAZIONE DEGLI ULIVI, POLITICHE EUROPEE DEL PROFITTO GLOBALIZZATO che finanziano L'ERADICAZIONE DEGLI OLIVI con la scusante di un batterio denominato "xylella"

CASO EMBLEMATICO: SU 1750 CAMPIONI ANALIZZATI SOLO 21 SONO RISULTATI POSITIVI AL BATTERIO
- della sua patogenicità? Nessuna prova certa finchè non saranno effettuate in laboratorio le verifiche secondo " i postulati di Koch ";
- della sua azione sui vasi xilematici dell'olivo? Di fatto ne colpirebbe solo alcuni, della pianta infetta, non impedendo totalmente il passaggio di nutrienti alla pianta... altrimenti non si spiegherebbero i nuovi germogli sulle piante capittozzate o potate;
- del fatto dell'asintomaticità? Delle piante infette dal batterio nessuna sperimentazione;
- della sua virulenza? Nessun dato accertato sul prodotto finale degli ulivi cioè le olive e olio ;


con Grave Danno :

 

- alle produzioni estensive di olio locale e olive, frutti base della DIETA MEDITERRANEA riconosciuta quale Patrimonio Unesco dell'Umanità;

- deforestazione con conseguenti desertificazione e PREVEDIBILI cataclismi climatici;

- sconvolgimento di ecosistemi già FRAGILI A CAUSA DI UTILIZZO DI DISERBANTI;

PER QUANTO SOPRA CHIEDIAMO AL GOVERNO ED ALLA COMMISSIONE EUROPEA:


- " DI SOSPENDERE QUESTA POLITICA DI ERADICAZIONE DEGLI ULIVI "

 

- DI ATTUARE POLITICHE NEL VERSO


1) DELLE BUONE PRATICHE DI COLTIVAZIONE PER RECUPERO DI TUTTE LE PIANTE D'OLIVO


2) PREVEDANO AIUTI AD ESSA ED AL RECUPERO DEL PATRIMONIO FORESTA DEGLI ULIVI

 

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PETIZIONE PER SALVARE GLI ULIVI e L’ OLIVICOLTURA SALENTINA ALLA REGIONE PUGLIA

 

Al fine di salvaguardare gli ulivi, l'olivoltura salentina e l' intero ecosistema oliveto

 

Considerate

 

- le numerose incongruenze che hanno caratterizzato la vicenda "xylella" in Puglia; - un quadro ancora deficitante dal punto di vista eziologico;

 - i possibili risvolti speculativi che potrebbero celarsi attorno alla presunta patogenicità del batterio "xylella",

Chiediamo:

 

-) di impugnare il decreto ministeriale volto allo sterminio degli ulivi e piante definite come ospitanti xylella, con inutile creazione di cordoni fitosanitari ed inutile e dannosa azione volta all'eradicazione di tutte queste preziose essenze botaniche che connotano e caratterizzano l'intero paesaggio naturale e culturale del Salento in ogni dove;

 

-) di vietare eradicazioni di qualsiasi pianta, alla luce anche del fatto che molte piante possono ospitare xylella in maniera asintomatica e che molti ulivi colpiti da bruscature e disseccamenti presentano importanti riprese vegetative a seguito delle tradizionali buone pratiche agronomiche;

 

-) di vietare l’ uso di fitofarmaci chimici di sintesi dimostratisi persino inefficaci a contenere le popolazioni di Philenus spumarius e degli altri insetti presunti vettori, di cui occorre approfondire il ruolo ecologico prima di avventarsi in interventi di sterminio assolutamente forsennati e da vietare. È la ricchezza di biodiversità e la sua ricostruzione, laddove alterata dall'uomo, che garantisce il ripristino degli equilibri dinamici della natura, laddove compromessi, non il folle es stupido sterminio di alcune specie tacciate insensatamente come dannose in un quadro di totale miopia a-scientifica;

 

-) di imporre sugli uliveti colpiti l’obbligo della cura delle piante secondo le buone pratiche agricole, tra l'altro contenute nei principi della condizionalità, ovvero negli obiettivi sottesi all'elargizione di contributi europei ai proprietari di olivi affinché gli oliveti siano curati e condotti nel verso di filosofie quanto più prossime a quelle del biologico;

 

-) di vietare reimpianti di cultivar alloctone provenienti da mistificatoriamente definiti “miglioramenti” genetici di varia natura;

 

-) di vietare la conversione agricola di oliveti nel verso di colture differenti per evitare speculazioni;

 

-) di attivare un vincolo perenne di inedificabilità sui suoli olivetati colpiti da sintomi di disseccamento o da incendio o abbattimento;

 

-) di avviare nuovi seri studi sulla xylella nel Salento, per verificarne presenza, natura, comportamenti ed importanza ecologica, presente, ed innocua il più delle volte, su ben 150-200 specie di piante;

 

-) di coinvolgere enti di ricerca italiani svincolati da quelli che ad oggi sono oggetto delle inchieste della magistratura sul caso xylella;

 

-) di rilevare lo stato fitosanitario dei terreni interessati dal complesso del disseccamento rapido dell'ulivo e incentivare la cultura biologica;

 

-) di sbloccare le attività vivaistiche dalla rigida quarantena alla luce che molte specie individuate come possibili ospiti (vedi Quercus ilex) si dimostrano esenti dal contagio;

 

-) di rivedere totalmente la necessità delle misure di quarantena da parte dell'UE sia alla luce della attuale mancata verifica della patogenicità del neodefinito ceppo Xylella fastidiosa CoDiRo (Complesso del Disseccamento Rapido dell'Olivo - come in fretta e furia alcuni hanno enfaticamente ed acriticamente battezzato le sintomatologie indagate su alcuni olivi dell'area prossima alla città di Gallipoli nel Salento nel 2013), come anche laddove si dovessero evidenziare problematicità connesse a questo microorganismo;

 

-) di vietare ulteriori inutili semplificazioni degli ecosistemi con inutili diserbi e trattamenti chimici su aree ricche in biodiversità o Habitat tutelati da normative nazionali, europee e Internazionali;

 

-) di affiancare e sostenere l’azione della Magistratura perché possa far luce sul grave danno di immagine causato, valutando possibili interessi nel favorire la svendita del Salento alle multinazionali dei pesticidi, del biotech, dell’ industria e del cemento.

 

In foto: Il famoso "Ulivo Urlatore" in contrada Polisano in feudo di Giuggianello in provincia di Lecce

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  • Unione Europea
  • Difensore Civico Provincia di Lecce
  • Ministero all'Agricoltura
  • Ministero ai Beni Culturali
  • Ministero alla Salute
  • Ministero all'Ambiente
  • Commissari europei alla Salute e all'Agricoltura
  • Organizzazione Nazioni Unite ONU
  • Regione Puglia
  • Governo Italiano
  • A sostegno dell' azione d'inchiesta della Procura della Repubblica di Lecce già avviata e in corso


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