Anche in Italia ci sia una adeguata percentuale di spiagge LIBERE come nel resto Europa

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Petizione all’Unione Europea ( Commissaria europea all’Industria Elzbieta Bienkowka) , al ministro dell’ambiente Costa  e al ministro del turismo Centinaio per difendere i beni comuni da interessi privati e  CONTRO l’aggiramento della Bolkestein in danno della collettività

 

Il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari Forestali e del Turismo GianMarco Centinaio secondo fonti stampa del 9.11.2018 intende avviare un “tavolo tecnico per affrontare l'uscita degli stabilimenti balneari dalla Bolkestein inserendovi  esperti dei cinque ministeri competenti  (ma e’ stato chiamato a far parte del “tavolo tecnico” il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare?)e  invitando  anche tutte le associazioni di categoria degli imprenditori balneari , dimenticando però di invitare , oltre al ministero dell’ambiente e del mare , i rappresentanti di associazioni ambientaliste e di tutela dei consumatori a difesa dei fruitori di spiagge libere, SEMPRE IGNORATI da tutti quei politici che si stanno spendendo per favorire i soli balneari . Il ministro trascura il fatto fondamentale che il demanio marittimo è, e deve rimanere, pubblico,  essendo un bene comune il cui inestimabile valore, ambientale, sociale e culturale è  sancito in modo inequivocabile nella nostra Carta Costituzionale. I circa 8.000 km di coste costituiscono il bene comune più prezioso del nostro Paese, sono uno spazio vitale pubblico che invece questa iniziativa, come altre che l’hanno preceduta (vedi il DDL Costa del gennaio 2017), intende trasformare   in rendita privata .

Ma il Consiglio di Stato (Ord. N. 02542/2015) ribadisce “[…]il demanio marittimo è direttamente e inscindibilmente connesso con il carattere pubblico della sua fruizione collettiva, cui è naturalmente destinato, rispetto alla quale l’esclusività che nasce dalla concessione costituisce eccezione […].”Dunque la concessione al singolo del demanio marittimo per finalità turistico-ricreative non può e non deve in alcun modo pregiudicarne o sminuirne la natura di bene comune, i cui titolari rimangono sempre e comunque tutti i cittadini.

 Le concessioni demaniali marittime sono già scadute il 31 12 2015 e il loro rinnovo automatico è stato giudicato incompatibile con l'art 12 della direttiva Bolkestein dalla Corte di Giustizia europea con sentenza del 14 luglio 2016.                                                                                                                               L'articolo 12 della direttiva Bolkestein è self-executing: significa che sia la pubblica amministrazione che i giudici devono dargli applicazione immediata e diretta a prescindere dal recepimento della direttiva con leggi nazionali. Oltretutto la direttiva Bolkestein è stata recepita in Italia con la legge numero 59 del 2010, pertanto la stessa va applicata immediatamente. I sindaci devono immediatamente indire bandi di gara per il rilascio delle concessioni demaniali marittime.

 Gli stabilimenti intanto sono cresciuti senza limiti e controlli, mancando percentuali massime di occupazione che tutelino l’accesso alla spiaggia libera. Alcuni casi, dalla Sicilia alla Liguria, sono oramai emblematici e arrivano all’assurdo di Ostia, dove il “lungomuro”, priva i cittadini persino della visuale del mare.

È necessario dunque  ristabilire definitivamente la priorità della tutela ambientale delle coste, da cui deriva direttamente la sicurezza del territorio, e dei diritti di tutti all’accesso e alla libera fruizione delle spiagge.

E’ strano  che il ministro consideri interlocutori privilegiati i soli balneari ,inqualificabile  che si vogliano privilegiare gli interessi privati dei concessionari a discapito della tutela ambientale e paesaggistica e del diritto alla fruizione del bene comune spiaggia da parte di tutti i cittadini .

La direttiva Bolkestein pone correttamente la necessità, evidenziata sin dal 2008 dall’Autorità nazionale Garante per la Concorrenza e il Mercato, che l’assegnazione delle concessioni venga fatta con bandi di evidenza pubblica. Bandi che devono essere impostati per garantire innanzi tutto il rispetto dell’ambiente e dei diritti della collettività e premiare le imprese capaci di investire in questa direzione.

Ed in merito ai diritti della collettività raccomandiamo :

A) la chiusura IMMEDIATA E DEFINITIVA  delle concessioni balneari a quei gestori che hanno commesso abusi sul nostro demanio (art.47 cod.d.navigazione.)

B)la chiusura IMMEDIATA E DEFINITIVA  della concessione balneare a quei concessionari che non applicano Contratti Nazionali di Lavoro

C) la chiusura IMMEDIATA E DEFINITIVA  della concessione balneare in caso di attività aperta in  mancanza di servizio salvamento.

D) i servizi di salvamento a tutela della salvaguardia della vita in mare devono essere valorizzati e riconosciuti all'interno dei Comuni e in collaborazione con Aziende Sanitarie Locali (in coordinamento con servizio Centodiciotto e autorità Marittima).

CHIEDIAMO DUNQUE , A TUTELA DEL BENE COMUNE :

-che  nel tavolo tecnico voluto dal ministro del turismo  siano presenti  il ministro dell’ambiente , associazioni ambientaliste e di tutela dei cittadini tutti

-che l’Italia si omologhi al resto dell’Europa costiera nella percentuale di spiagge da lasciare LIBERE

-l’applicazione  totale senza deroghe né eccezioni  della Bolkestein

                                                                                           Difendere le spiagge libere 2

                               ( rete di associazioni e gruppi in difesa delle spiagge libere in Italia )



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