CONCORSO EAV: ampliamo partecipazione, non escludiamo candidati per voto diploma o laurea

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Come Giovani Democratici di Napoli non possiamo che accogliere con grande favore la notizia del «maxiconcorso» che porterà a 350 nuove assunzioni, a tempo indeterminato, presso l’EAV.
Tale scelta, infatti, da un lato eleverà la qualità del servizio di trasporto pubblico, immettendo nuove energie nel sistema, dall’altro rappresenta una vera e propria boccata d’ossigeno per la nostra generazione, affamata come non mai di possibilità di occupazione, e di occupazione dignitosa e stabile. Ancor di più nei nostri territori, protagonisti di una nuova emigrazione di massa di giovani in cerca di prospettive solide per il proprio futuro.

Proprio per questo, però, riteniamo incomprensibile e vetusta la scelta di escludere da tale importante possibilità una fetta importante di potenziali partecipanti, ovvero tutti coloro che hanno conseguito il Diploma di Istruzione Secondaria Superiore con una votazione inferiore a 80/100 (nonché, per i 30 posti riservati ai laureati, l’esclusione di coloro che hanno conseguito la Laurea Specialistica con una votazione inferiore a 105/110).

Si ricorda che tali criteri, pur ampiamente utilizzati in passato, vanno nella direzione contraria innanzitutto a quanto stabilito dalla recente “Riforma Madia”, che ha abolito il requisito del voto minimo di laurea per la partecipazione ai concorsi nella Pubblica Amministrazione.

In ogni caso, al di là della legislazione vigente in materia – che dovrebbe suggerire anche alle società partecipate come l’EAV di non discostarsi dalla disciplina prevista per la Pubblica Amministrazione – non riusciamo ad individuare motivazioni solide a sostegno dell’utilizzo della votazione minima come criterio di esclusione dal concorso, se non come modalità per ridurre il numero di partecipanti che, a ragione, si prevede molto elevato.

Tale problematica, tuttavia, può essere affrontata con valide alternative, senza precludere a priori l’accesso al concorso sulla base di un criterio che opera una discriminazione ingiustificata: se è vero che il voto del diploma è frutto di cinque anni di studio, non è necessariamente vero che questo sia collegato ad una migliore e maggiore attitudine al lavoro o all’impegno.

Come Giovani Democratici ci sentiamo portavoci di una generazione che spesso sembra non avere alternative all'emigrazione.
Generazione che, meritevole o meno, sembra non trovare mai una sistemazione definitiva in questa terra. Scegliere politicamente di rivolgersi solo ad una fascia di candidati ritenuta «meritevole» solo sulla base un punteggio, taglia fuori una fetta troppo ampia di giovani in cerca di lavoro: la fetta degli ultimi e di quelli che sempre più spesso si convincono di non avere diritto ad una prospettiva, di non avere ascolto, di non avere alternativa a quella di abbandonare la terra in cui sono nati.

Permettere a tutti coloro in possesso dei titoli di studio individuati per le figure professionali del concorso, senza escluderli per il voto conseguito, non significa non premiare il merito: noi riteniamo che il concorso debba rivolgersi alla più ampia platea possibile, per poi selezionare i più meritevoli e motivati per le mansioni proposte, anche considerando il percorso di ciascun candidato nel suo complesso, e non solo sulla base di un numero che può non dire nulla (perché, come sappiamo, un voto può avere una valenza diversa a seconda di dove e quando è stato ottenuto).

Invitiamo dunque i dirigenti dell’EAV e della regione Campania, in cui riponiamo la massima fiducia per la trasparenza e l'imparzialità nella gestione della procedura di selezione, a rivedere i criteri individuati nel senso di un ampliamento della platea dei partecipanti, consentendo così la partecipazione a tutti coloro in possesso dei titoli di studio richiesti e valutando adeguatamente i candidati in sede concorsuale, rendendo così, per esempio, il voto di diploma o di laurea –in caso di parità di punteggio ottenuto in sede di concorso– un criterio di selezione invece che di esclusione.

Come Giovani Democratici, convinti della massima trasparenza e con la piena fiducia nei confronti dell'ente che gestisce questa procedura e nelle istituzioni, ci rendiamo disponibili a farci interlocutori propositivi e a collaborare per trovare l’alternativa migliore per poter dimostrare di avere a cuore il futuro delle giovani generazioni e di tender loro una mano per realizzare il loro avvenire.



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