♡aiutatemi a far tornare a casa mio figlio♡

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“Sono Azzurra, la mamma di Leonardo. Mio figlio mi è stato tolto dai Servizi Sociali di Genova a maggio di due anni fa e non so ancora il perché.

Quando è nato Leonardo ero seguita dai Servizi Sociali perché, nonostante fossi maggiorenne, ero ancora sotto la loro tutela legale. Alla nascita di mio figlio ho avuto relazioni scritte sul mio stato di mamma e del mio rapporto con il bambino sia dall’ospedale sia dagli educatori dei servizi sociali: le relazioni sono sempre state ottime.

Poco dopo la nascita di Leonardo ho interrotto la relazione con il suo papà perché aveva iniziato a fare uso di sostanze stupefacenti e lo ritenevo un pericolo per me e per mio figlio. Al termine della relazione, ho chiesto di entrare in una comunità mamma-bambino, si tratta di strutture per ragazze-madri, in cui entrambi veniamo tutelati, sostenuti e soprattutto aiutati a ricostruire un ambiente sereno.

Dopo il mio ingresso in questa struttura ho ricevuto la prima relazione negativa dai Servizi Sociali sul mio stato di mamma e sulla base di quella Leonardo mi è stato tolto. Ero disperata e senza validi aiuti economici, ho chiesto una mano alla Onlus Free Marcel, che si occupa di allontanamento ingiustificato di minori dai proprio genitori. Purtroppo però, più che darmi dei consigli su alcune contraddizioni riportate nella relazione (come ad esempio il fatto che venivo sorvegliata 24h dagli operatori, quando così non era) non sono riusciti a fare molto altro. Nel frattempo, ho conosciuto un altro uomo, ci siamo sposati ed ho avuto un altro bambino Benjamin. Benjamin non è mai stato seguito dai Servizi Sociali a differenza di Leonardo, vive con me senza problemi.

In questo momento vivo con i miei genitori e il mio secondo bambino. Leonardo è in affido e da due anni ormai riesco a vederlo una volta ogni 15 giorni, alla presenza di un’educatrice, che ha SEMPRE stilato relazioni positive sul mio rapporto con lui. Le due assistenti sociali che, invece, avevano redatto l’unica relazione negativa durante la mia permanenza in comunità mamma-bambino, non le ho più viste e non sono mai più riuscita a rintracciarle.

Ogni incontro che faccio con Leonardo mi spezza il cuore, al termine dei nostri incontri lui non vuole andare via e mi provoca emozioni contrastanti: da una parte soffro terribilmente perché vedo lui soffrire e dall’altra mi rende felice il fatto che vorrebbe stare con me e dimostra che con me si sente amato e al sicuro.

Parlo soprattutto ai genitori, voi sapete bene che un figlio è tutto per noi, io vorrei solo poterlo far tornare ad avere la sua famiglia e farlo stare con persone che lo amano realmente. Sono in una posizione delicata, non conosco la sua famiglia affidataria. Ho visto la madre affidataria solo pochi giorni fa, quando dopo uno dei nostri incontri si è verificato un episodio orribile, che mi ha stretto il cuore: l’educatrice ha accompagnato Leonardo dalla madre affidataria ed è tornata da me. Poco dopo abbiamo sentito delle urla in strada e sia io che l’educatrice siamo corse a vedere. La scena che mi si è presentata era mio figlio che aveva messo qualcosa in bocca e stava soffocando. Mi sono precipitate in strada, Leonardo era ricoperto di vomito e terrorizzato. L’ho educatamente e tranquillamente portato dentro, gli ho tolto la maglietta piena di vomito, gli ho sciacquato il viso e l’ho tranquillizzato. Si è stretto al mio collo e non voleva più andarsene. C’è qualcosa di più straziante per un genitori vedere una cosa simile?

Fino a due mesi fa avevo un avvocato pro-bono che non è riuscito a raggiungere alcun risultato. Ora ne ho uno a pagamento, ma avendo difficoltà a trovare lavoro è un onere che non mi posso permettere, per questo ho lanciato una campagna di raccolta fondi qui.

--->LINK PER DONAZIONE<--- https://www.gofundme.com/tornare-a-casa-da-mia-mamma 

(Fondi che mi servirebbero anche per pagare un percorso dalla psicologa, una terapia che l’assistente sociale mi ha consigliato di fare per migliorare ulteriormente la mia posizione per riprendermi Leonardo. Non credo di averne bisogno, sono consapevole di cosa significhi essere mamma, ma vorrei seguire il suo consiglio per aumentare le possibilità di riavere Leonardo con me. Ogni genitore farebbe qualsiasi cosa per il proprio figlio.

Come è possibile che io abbia sempre avuto relazioni positive sul mio stato di mamma, sia alla nascita di Leonardo, sia negli ultimi due anni e d’improvviso un mese in comunità mamma-bambino ha COMPLETAMENTE modificato il giudizio degli assistenti su di me?

Con questa petizione, oltre a chiedere chiarezza e motivazioni ai Servizi Sociali di Genova sull’unica relazione scritta negativa nei miei confronti che ha dato inizio a questo incubo, chiedo che il caso di Leonardo sia rivisto dal tribunale di Genova, soprattutto considerando le relazioni positive dell’educatrice che presiede i nostri incontri da due anni  e il fatto che con il mio secondo bambino non ho mai avuto alcun tipo di problema e mi occupo autonomamente di lui da quando è nato. Com’è possibile essere una mamma idonea per un bambino e non idonea per un altro?”



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