Medici Radiologi: Basta offendere e ancora discriminare i TSRM

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L’articolo di Assocarenews.it disponibile all’URL https://www.assocarenews.it/professioni-sanitarie/tsrm/qualita-in-radiologia-intervistiamo-le-persone-piu-giuste , mette a nudo  una sconvolgente realtà già a più riprese denunciata dall’autore, anche in ambito istituzionale e giuridico, sul mondo della radiologia in sanità: una specialità dove se da una parte il lavoro “pesante” , sia sotto il profilo fisico che intellettuale, venga svolto dai Tecnici Sanitari di Radiologia medica (acronimo TSRM: una delle 26 professioni sanitarie dalla minima Laurea Universitaria Triennale), dall’altra a fare la voce “grossa” è sempre la categoria dei Medici Radiologi, sebbene nel tempo si sia sempre più rintanata tra le sole scartoffie (o “radiologia delle figurine” , come da loro stessi definita), allontanandosi dal mondo sanitario vero e proprio e, soprattutto, dai pazienti, anche contravvenendo a norme di legge e deontologiche.  

Il noto binomio “danno e beffa” prevede che i medici radiologi, con un fare strutturato, cerchino di ostacolare in tutti i modi la evoluzione e valorizzazione (soprattutto economica) dei Tsrm, con ragionamenti tanto eccentrici quanto disonesti … arrivando anche a “coartare” la norma di legge, che in due occasioni (2000 e 2020) non solo ha TOLTO ai Tsrm alcune competenze sanitarie (la verifica di congruità tra quesito diagnostico ed esame radiologico richiesto) ma anche quelle squisitamente tecniche,  (massimizzare il rendimento della macchina utilizzata).

È ora di finirla con il teatrino dei medici radiologi che affermano di fare tutto come se i Tsrm nemmeno esistessero. Anche i Tsrm sono dottori. Anche i Tsrm sono professionisti. Anche i Tsrm meritano ogni rispetto.