Zona franca, diritto negato ai sardi

0 hanno firmato. Arriviamo a 1.000.


La sardegna ha diritto alla zona franca da ben 70 anni, come riportato all'art.12 del suo statuto e dal d.lgs.75/1998 (mai attuato). Il 12 febbraio 2013 l'allora presidente regionale con la delibera n.9/7 ha dato attuazione alla legge n.10/2008 fatta dal suo predecessore, estendendo a tutto il territorio della sardegna (isole minori comprese) rendendo la stessa territorio extradoganale con i benefici che gli competono, atto al quale sarebbe dovuta seguire da parte della presidenza del consiglio dei ministri, una mera comunicazione alla comunità europea della zona franca sarda, obbligo alla data odierna rimasto ancora inattuato, conseguente grave inadempienza da parte dello stato italiano, avvallato dalla connivenza dei politici sardi. Ricordo che, ne tale legge ne tale delibera sono state impugnate, perciò conservano sia forza che efficacia. Ma cosa vuole dire zona franca per i sardi? La zona franca è un'istituto riconosciuto dalla comunità europea, e se in sardegna fosse applicato il regime fiscale agevolto che gli compete (essendo già zona franca), i sardi o residenti nell'isola, beneficerebbero di acquisti senza l'applicazione di Iva, dazi e accise, le partite iva verserebbero sino al massimo del 12,5% del loro fatturato annuo (adempiendo così ogni obbligo con il fisco) mentre i contributi dei propri dipendenti sarebbero a totale carico dello stato, i dipendenti pubblici e privati avrebbero diritto all'applicazione di un'unica aliquota 12,5% (e non dal 27 sino al 47 dell'irpef), ai pensionati verrebbe applicata una trattenuta al lordo sino al massimo del 5%. Pensate, quanti investitori potrebbe attrarre tale regime fiscale (che ricordo è uguale per tutte le numerossime zone franche europee e del mondo), cosa che si tramuterebbe inequivocabilmente in lavoro per tutti. Domanda: ma perché allora, i politici non applicato tale regime fiscale agevolato? Ebbene, mi sono fatto la seguente idea: le zone franche portano benessere e libertà di idee, situazione con la quale non si sarebbe più sottoposti a quel sistema clientelare caro ai politici, sistema basato su ignoranza e bisogno, con il quale tengono i cittadini soggiogati, legati hai loro bisogni elettorali. L'applicazione di tale regime fiscale, permetterebbe di gestire quasi il 100% delle incombenze amministrative e non a livello regionale, cosa che renderebbe presso che vana la prensenza dei politici sardi  nei palazzi romani (cosa invece da essi molto ambita), e che renderebbe sterile il potere e  la nefasta l'influenza dei partiti nazionali sul tessuto politico sardo. E giusto rammentare che, tale delittuosa omissione da parte della politica nazionale e regionale, ha causato il fallimento di numerosissime attività, con conseguente perdita di tantissimi posti di lavoro, emorragia non ancora cauterizzata, situazione che ha portato anche alla perdita del totale patrimonio da parte di moltissime aziende. Ma qualcosa é cambiato. Ora un comune sardo, domusnovas ha deliberato ben 4 atti (n.40, 41, 42, 43) con i quali neutralizzera Iva, dazi e accise sui carburanti e sull'energia elettrica, atti redatti con la collaborazione e supervisione del professionista alessandro marini e del suo studio "MDM" di sassari. Quanto fatto dal comune di domusnovas è  ora possibile, grazie hai poteri (municipalismo d'esecuzione) di cui sono investiti i sindaci a seguito della modifica del titolo v della costituzione art.114 supportato dalla legge n.42/2009 "delega in materia di federalismo", in attuazione dell'art.119 della costituzione. Ma noi sardi cosa possiamo fare? I sardi possono fare tanto, possono finalmente essere fautori del proprio futuro, possono finalmente pretendere quel diritto negatogli da ben 70 anni. Come? Tale richiesta deve venire dal basso, poiché si è  capito che nessun politico di professione ha interesse a ricoscere questo sacrosanto diritto, ma ora che possono farlo i sindaci, il cittadino può interfacciarsi direttamente con la propria amministrazione comunale e pretenderlo, naturalmente con i dovuti modi e nel rispetto delle greggi, che vi assicuro sono una quantità enorme e ormai granitica a supporto di tale diritto. Perciò, incoraggio tutti i sardi che vogliono tale diritto, a far nascere un comitato cittadino nel proprio comune, comitato atto a sensibilizzare e stimolare cittadini ed amministrazioni e che noi gemelleremo e supporteremo con atti consigli ed informazioni, rimanendo a disposizione per chiunque al mio recapito cell.3405097963. Claudio meloni - presidente del comitato cittadino pro zona franca di tula.



Oggi: Claudio conta su di te

Claudio Meloni ha bisogno del tuo aiuto con la petizione "Tutti i sardi unitamente: Zona franca, diritto negato ai sardi". Unisciti con Claudio ed 865 sostenitori più oggi.