PER FAVORE PENSIAMO ALL’ITALIA!

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Il clima di sfiducia e conflittualità che si è creato in Italia e nei confronti del nostro Paese sta avendo conseguenze gravi sul lavoro e sui risparmi degli italiani:

  • sul lavoro e sulle opportunità di lavoro per i giovani, perché le imprese sono disorientate e bloccate, non investono e non assumono; il credito bancario è diventato più costoso; aumentano le aziende in difficoltà; aumentano le persone che rischiano di perdere il lavoro;
  • sui risparmi, per la perdita di valore dei titoli di Stato, delle obbligazioni e delle azioni quotate in Borsa.

Mettere a rischio la stabilità economica dell’Italia è pericoloso per tutti.

UNIAMOCI, INDIPENDENTEMENTE DALLE CONVINZIONI POLITICHE, PER CHIEDERE AL GOVERNO UNA CORREZIONE DI ROTTA

Chiediamogli di:

1. Perseguire obiettivi ambiziosi ma realistici di sviluppo, con una politica che:

  • dia impulso agli investimenti delle imprese
  • riprenda a realizzare le opere pubbliche
  • sostenga il terzo settore

2. Non mettere a rischio il sistema pensionistico

3. Battersi efficacemente per un’Europa più giusta e più forte, senza atteggiamenti pregiudizialmente ostili

4. Infondere fiducia nell’Italia da parte di lavoratori, imprenditori, risparmiatori e investitori esteri

L’Italia è un Paese dalle straordinarie potenzialità e con un grande ruolo da giocare in Europa e nel mondo. Il suo futuro è nell'Euro, con una politica di sviluppo realistica e sostenibile.

MOBILITIAMOCI PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI

P. Andrei, professore di Economia aziendale; R. Balma, imprenditore; M. Bentivogli, sindacalista; G. Bonazzi, imprenditore; G. Borchardt, liutaio; E. Borgonovi, professore di Economia delle amministrazioni pubbliche; G. Brunetti, professore di Economia aziendale; R. Bruno, imprenditore; P.F. Camussone, professore di Organizzazione; Mario Carraro, imprenditore; G.M. Cavallini, manager internazionale; V. Coda, professore di Economia aziendale; I. Galetti, volontaria nel progetto UE ERN; C. Garbagnati Crosti, volontaria nella sanità e nel welfare; L. Gilli, imprenditrice; G. Lambertenghi, ematologo già professore ordinario, Università di Milano; S. Mauri, editore; L. Meldolesi, presidente Colorni Hirschman Institute; G. Ranaulo, architetto; F. Sacco, docente di Digital economy; D. Santini, infermiera pensionata; I. Simioli, imprenditrice; E. Zaninotto, professore di Economia delle imprese industriali.

SE CONDIVIDETE QUESTO APPELLO, SOTTOSCRIVETELO E DIFFONDETELO TRA I VOSTRI AMICI, CHIEDENDO ANCHE A LORO DI FIRMARLO E FARLO FIRMARE AI LORO CONOSCENTI.

SOLO SE RACCOGLIEREMO UN GRAN NUMERO DI FIRME CI ASCOLTERANNO!


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