Aiutiamoci a Fare Giustizia

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Buongiorno.

Sono un uomo di 67 anni che dopo aver lavorato duramente creando e ricevendo benessere, sente un senso di sconforto nel dover guardare negli occhi sua figlia e dirle che ci sono buone possibilità che questa splendida terra non le dia futuro.

Sono circa 35 anni che assisto inerte al degrado del nostro paese consegnato, in larga maggioranza, ad una banda di delinquenti, malfattori, corrotti e cosa ancora più deprimente, con un livello di cultura politica vicina ad una temperatura di Bolzano.
Per questo vorrei dare un piccolo contributo, per invertire leggermente la rotta e non subire bovinamente gli eventi.

Libero subito il terreno da "misunderstanding" dicendo che non sono affrancabile ad alcuno schieramento politico. Ormai, vista la pochezza dell'offerta e i danni provocati da gran parte di questi briganti, tento di seguire l'uomo, i suoi progetti e, se ci azzecco con l'intuito, le sue doti politiche e morali.

La premessa l'ho fatta per dire che se penso qualcosa, la vorrei sottoporre e/o condividere, con persone possibilmente non schierate e che comunque perseguano l'idea del bene comune. Non m'interessa se l'azione va verso destra, sinistra, centro o pentastellati, voglio avere il "pensiero libero" da qualsiasi vessillo o ideologia.

 

Vorrei porre l’attenzione su:

1° - Riassetto edilizio del sistema carcerario considerando gli sprechi del sistema.

2° - abolizione del terzo grado di giudizio,

3° - numero chiuso di avvocati nel parlamento italiano.
     

Questi tre argomenti non prescindono l'uno dall'altro e insieme, possono contribuire a restituirci più sicurezza nel territorio, meno scappatoie a chi infrange la legge, normative più congeniali alle esigenze del cittadino affrancandole da interessi di corporazioni e/o “casta” nel parlamento.

 

Andiamo per ordine.

         1° Punto: riassetto carcerario.
Tutti noi viviamo uno stato di paura per la nostra sicurezza causata dalla delinquenza comune, quella che di fatto mina lo stato sociale del cittadino. La causa non va ricercata in un "vulnus" legislativo, ma anche nell'insensata gestione del patrimonio carcerario a livello immobiliare: si mangiano tutto.
Quanti edifici sono costruiti per alimentare tangenti, prebende, e mai resi operativi per vizi vari? Quanti "escamotage" legislativi sono usati per non incarcerare la microcriminalità a danno del cittadino? Quanti lamenti, mugugni, disagi, e insicurezza sociale provocano gl'indulti sistematici d'affollamento?

 

Trovare lo spazio nelle carceri facilitando la messa in galera dei delinquenti, servirebbe a:    
          A - riconsegnare il territorio al cittadino,
          B - ridare dignità alle forze dell'ordine “concretizzando” il loro operato,
          C - ridare al giudice la possibilità di applicare la legge con meno difficoltà per   la sistemazione del carcerato,
          D - favorire la repressione dei reati degli extra comunitari abbassando anche il livello d’intolleranza.


    2° Punto: abolizione terzo grado di giudizio.
Dà al cittadino il vantaggio di:

- processi più brevi,

- meno prescrizioni,

- meno spese per la parte offesa,

- meno lavoro per la magistratura,

- risparmio per lo stato.  

 

  3° Punto: numero chiuso di avvocati nel parlamento italiano.

Nel nostro parlamento, solo gl’impiegati sono in numero superiore agli avvocati.


La percentuale di avvocati con la carica di Onorevole o Senatore nella XVII legislatura del parlamento Italiano è del 12%

(tot. 110 avv. su 945 parlamentari = 11,46%).

Proporrei di abbassare il quorum al 5%.

In sintesi n.° 31 per la camera su 630 deputati (contro i 72 attuali).

N.° 16 per il senato su 315 senatori (contro i 38 attuali).

Questo, se toccato, è un nervo scoperto della casta che bivacca in parlamento.

Quante leggi atte a snellire i processi potrebbero passare nel parlamento se la conseguenza naturale fosse quella di un numero inferiore di parcelle?

Quanto danno agli interessi personali, e ai vari studi associati, potrebbero causare normative di legge meno farraginose, più snelle, e meno confuse?

Ho buone possibilità di pensare che la quantità spropositata di quest’ordine professionale presente nel ns. parlamento non legifererà mai a vantaggio del cittadino qualora quest’azione andasse a suo nocumento.
Per quanto sopra penso che interessi privati e "popolari"; confliggano.
Ps; la costituzionalità di una normativa è quella che persegue gl'interessi del cittadino. Spetta solo a lui il diritto di appellarsi per produrre un cambiamento!

Questi tre punti li sottopongo alla vostra attenzione per capire con un “feedback” critico o di approvazione, se il progetto “ ha gambe” per una eventuale lotta di piazza e/o referendaria; magari affiancandoci un idea e/o proposta da esaminare e discutere insieme a tutti voi.

Comunque la proposta è indirizzata a smuovere un immobilismo dei punti sopra citati che, qualora non subissero modifiche, contribuirebbero ad alimentare i tanti disagi subiti dal popolo.

 Questo è quanto.

Sottopongo questa iniziativa perché sono convinto che tutti noi dovremmo fare qualcosa per dare una mano a questo splendido territorio spinto al degrado più totale.

Sarò curioso di conoscere il vostro pensiero che proverrà da esperienza, buonsenso, preparazione in materia, conoscenza, e “sano” senso di equità e giustizia.

Grazie dell’attenzione.
Gianrico Tondinelli.
mail = gtmvolta@libero.it

P. s: l'ho chiamato progetto goccia perché è una cosa piccola; ma che può scavare.



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