Rivalutazione e assegnazione dello spazio di via Callegari 5 alla Casetta del Popolo Berta

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C'è la signora che abita qui di fianco che “l'erba era altissima, non si poteva nemmeno camminare sul marciapiede”; c'è S. che ha 10 anni e vuole venire al dopo-scuola, costruisce modellini di città e vuole disegnare sulle pareti di Berta; ci sono gli anziani che vivevano questo spazio, curiosi, entrano, guardano il vecchio campo da bocce lasciato all'abbandono, ci raccontano le storie di questo posto.
Ci sono tante persone che abitano qui che: “finalmente è stato riaperto!”, “bravi che pulite!”, “è bellissimo”, “ era un luogo di aggregazione, era proprio un peccato lasciato lì”, “caffè, carte, bocce, e...un bicchiere di vino!”

Ci sono le persone piene di idee e voglia di spendersi: “facciamo un sportello psicologico!”, “eliminiamo la plastica!”, “ripristiniamo il campo da bocce”, “facciamo un orto!”.

Ci siamo noi che questo posto lo abbiamo riaperto, dopo averlo chiesto per mesi, lo abbiamo riaperto con il progetto di restituirlo al quartiere e alla città, con la scommessa che un luogo di aggregazione, mutualismo, cultura, auto-organizzazione, qui, non solo è necessario, è vitale.

Quando alle persone dicevamo che lo avevamo preso, senza permesso, spinti dalla voglia di fare, ci dicevano “aaah, quindi c'è il rischio che vi caccino, speriamo di no, comunque avete fatto bene!”.
Di fronte al menefreghismo dell'ATER, di fronte alla svendita dei beni comuni è evidente che non si può stare a guardare, e le persone che abitano i quartieri non vogliono case vuote, non vogliono centri commerciali. Vogliono stare bene insieme.

Abbiamo già raccolto più di cinquanta firme cartacee e stiamo continuando a raccoglierle, ma abbiamo bisogno del sostegno anche di coloro che non possono fisicamente venire a firmare, ma che credono nella possibilità di costruire insieme un futuro migliore, passo dopo passo.