Tutela e Doveri per i Riders (e per i cittadini). La Carta dei diritti del lavoro digitale

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Il Comune di Bologna, per mano dell'Assessore alle politiche del lavoro Marco Lombardo, è la prima città in Europa ad aver ideato la Carta dei Diritti Fondamentali dei lavori digitali nel contesto urbano, che tende a tutelare il lavoro dei Riders che prestano la propria opera per le aziende di cibo a domicilio (food delivery).

Recenti fatti di cronaca (alcuni Riders sono rimasti seriamente infortunati nello svolgimento del loro lavoro così come alcuni pedoni sono stati investiti) hanno reso necessario tutelare non solo i lavoratori, ma anche il contesto in cui operano, cioè la città. La Carta dei Diritti opera anche in questa direzione.

La "Gig Economy", cioè l'economia dei lavoretti, non può più essere un pretesto con cui le grandi aziende nazionali e multinazionali fanno profitto non riconoscendo i diritti fondamentali di coloro che prestano la loro opera: una giusta retribuzione, un'assicurazione a tutela personale e del contesto i cui operano, riconoscimento dei diritti elementari di qualsiasi lavoratore a cominciare da un contratto chiaro e trasparente.

Riteniamo che la recente decisione del tribunale di Torino che ha negato a 4 lavoratori di una delle maggiori aziende del settore il riconoscimento del titolo di lavoratore a tutti gli effetti e non di "libero professionista", sia stato un gesto inappropriato per una società civile che oggi affronta temi legati all'innovazione e al progresso. Innovazione non è Involuzione.

La Carta dei Diritti Fondamentali dei Lavori Digitali tende a tutelare:

- l'obbligo di contratti chiari e trasparenti e con tutte le clausole a norma di legge che non permettano fraintendimenti da ambo le parti.

- meccanismi reputazionali chiari. I Riders sono costantemente monitorati e valutati nonostante non siano dipendenti. Queste valutazioni incidono sulla loro prestazione d'opera. 

- compenso equo e dignitoso 

- tutela dalle discriminazioni

- Diritto alla salute e alla sicurezza

- Trattamento dei dati personali, diritto alla connessione e disconnessione

- Libertà di organizzazione sindacale e diritto al conflitto (cioè agli scioperi per un bene comune)

Con questa petizione invitiamo i sottoscrittori non solo ad aderire affinché la Carta abbia un'estensione nazionale e sia obbligatoria per tutte le aziende del settore, ma desideriamo informare ogni utente / cittadino / consumatore che quando utilizza una piattaforma di Consegna a domicilio sia al corrente di quali siano le aziende che non ritengono la sicurezza dei cittadini e la tutela dei propri collaboratori un valore, e quelle che invece hanno sottoscritto da subito la carta.

Aziende che hanno sottoscritto: Gnam, My Menu.

Aziende che NON hanno sottoscritto: Deliveroo, Just Eat, Foodpony, Glovo, Foodora. 

Per maggiori approfondimenti invitiamo a leggere anche: "La nostra Gig Economy non è più vergine", sul nostro giornale SenzaFiltro.



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