Trasferimento degli insegnanti di ruolo: riscriviamo le regole per garantire la legalità.

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Come funziona il sistema dei trasferimenti della Scuola Pubblica Italiana?

Fino all’anno scolastico 2015/16 i docenti immessi in ruolo erano obbligati ad un vincolo triennale di permanenza nella provincia di immissione di ruolo. Trascorso questo lasso di tempo potevano chiedere l’avvicinamento verso un’altra sede. Venivano esclusi da tale vincolo, giustamente, i docenti in possesso delle precedenze previste dal Contratto Nazionale Integrativo.

Poi è arrivata la Buona Scuola: buoni propositi, pessimi risultati.

Nell’anno scolastico 2016/17 la nuova Legge 107 ha stabilito una deroga che ha permesso a tutti - ma proprio tutti - i docenti di inoltrare la domanda di mobilità.
Tutti, anche quelli che dovevano aspettare tre anni.
Tutti, anche i neoassunti. Bello no?
No.

Molti docenti che si trovavano fuori provincia da anni, i cosiddetti “Immobilizzati” dal vincolo legislativo, quando finalmente avevano terminato i tre anni del vincolo e potevano inoltrare domanda di trasferimento… si sono ritrovati a fronteggiare una fortissima concorrenza.

E se l’insegnante è siciliano? In questo caso tornare “a casa” è un miraggio.

In quasi tutte le province della Sicilia i posti disponibili per i trasferimenti interprovinciali sono stati assegnati in toto a coloro che dichiarano di possedere una precedenza. Come risulta dai risultati della mobilità degli ultimi 4 anni, in quasi tutte le province siciliane e in tantissime province del sud Italia la percentuale dei posti è stata interamente assorbita da docenti con precedenze e pertanto

                                              SI CHIEDE
Una revisione profonda delle norme sulla mobilità docente,

                       Si formulano le seguenti proposte:

- prevedere un piano di rientro dei docenti entrati di ruolo prima della L.107 che sono stati sottoposti pertanto a vincolo triennale

- destinare alla mobilità interprovinciale almeno il 60% dei posti e non più il 30%

- suddividere equamente i posti tra i docenti con precedenza e quelli senza precedenza fino a garantire il rientro della totalità dei docenti che da anni chiedono di tornare nelle proprie province; ciò consentirebbe sia a chi usufruisce di precedenze di aver rispettato il proprio diritto, sia a chi per tanti anni ha accumulato punteggi di anzianità, titoli ed esperienza di avvicinarsi alle proprie famiglie.

- prevedere un nuovo sistema di controlli per chi usufruisce della legge 104

- bandire nuove concorsi solo dove c’è effettiva necessità di personale

- introdurre il tempo pieno in una percentuale maggiore di Istituti Scolastici

- consentire che le assegnazioni provvisorie annuali interprovinciali su sostegno vengano date ai docenti specializzati su sostegno, ai docenti a tempo determinato con specializzazione ed eventuali posti residui a docenti a tempo indeterminato fuori sede e non ai diplomati che non posseggono alcuna abilitazione né hanno superato un Concorso pubblico.
- consentire che le assegnazioni provvisorie annuali interprovinciali su posto comune vengano date con priorità ai docenti a tempo indeterminato fuori sede e soltanto successivamente a docenti a t.determinato.

 



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