Teniamo aperta la scuola e mettiamola al centro

Teniamo aperta la scuola e mettiamola al centro

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Alfredo Giordano ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Mario Draghi (Presidente del Consiglio dei Ministri) e a

Ill.mo Sig. Presidente del Consiglio dei Ministri Dott. Mario Draghi,
Ill.mo Sig. Ministro del'Istruzione Prof. Patrizio Bianchi,
Ill.mo Sig. Presidente delle Conferenza delle regioni e delle province autonome Dott. Stefano Bonaccini, 
Ill.mi Sig. Presidenti di tutte le Regioni d'Italia. 

Questa non vuole essere una petizione dalle grandi parole, dai contenuti scientifici e dalle certezze tecnico-politiche, ma un urlo collettivo di dolore e indignazione di quanti vorranno accoglierla e di quanti sentiranno proprie queste parole. 

La nuova serrata delle scuole per via degli aumenti di casi di Covid, soprattutto con riferimento ai ragazzi più fragili come la fascia di età dai 3 ai 10 anni, è un atto di miopia e di disprezzo verso quei piccoli che cercano con tutte le forze di crescere e formarsi in un'età dove la socialità è la più grande arma, se non l'unica, a loro disposizione. 

Costringerli a casa è un atto d'odio verso questi piccoli che, più di altri, non hanno i mezzi per comprendere quello che sta loro succedendo e per intrattenersi rinchiusi tra quattro mura. 

Procedere a una chiusura a tappeto, oltre a non essere la soluzione, rischia di creare ancora più danni sia al tessuto sociale che economico di famiglie già esauste e disperate. 

La soluzione in tutto questo non possono essere i ristori.
Non esistono ristori per generazioni di bambini e ragazzi che perderanno per sempre anni fondamentali di socializzazione e apprendimento. 
Certo, il danno economico non è tangibile, ma è enormemente più grande in prospettiva di qualunque danno economico con ricadute oggettive e reali immediate. 

Chiudere le scuole non è la soluzione. 
Siamo sicuri che siano le scuole il luogo di contagio prediletto di questa malattia?
Siamo sicuri che non esistano protocolli di sicurezza da applicare?
Siamo sicuri che scuole virtuose debbano chiudere parimenti a scuole dove si sono verificati focolai?
Siamo sicuri che andare in un parco e far giocare tra loro 30 bambini sia più sicuro che farli stare in una scuola, con tutti gli accorgimenti del caso?
Cosa faranno i genitori di bambini di 3-4-5-8 anni, assolutamente non autonomi, una volta che i loro figli saranno costretti in casa?  
Siamo sicuri che dare un congedo pagato o un ristoro a un genitore sia meglio che permettergli di lavorare e di produrre ricchezza per sé, per la sua famiglia e per il paese?

Cosa stanno pagando veramente questi bambini e le loro famiglie? 
Stanno pagando una mancata organizzazione della politica? Stanno pagando una mancata efficacia di un piano vaccinale invisibile? Stanno pagando soluzioni semplici che non guardano assolutamente a cosa vuol dire restare ancora una volta chiusi in casa senza capirne il reale motivo. 

Noi non sappiamo cosa sia giusto e cosa no, questa malattia spiazza tutti e non offre mai certezze, ma siamo sicuri che la soluzione non è quella di chiudere le scuole, blindare le porte e abbandonare a se stessi piccoli e grandi. 

Vediamo ancora troppe disparità di trattamento in altri ambiti della nostra quotidianità, troppe situazioni non chiare legate ad altre sfere che non siano la scuola e che forse andrebbero approfondite meglio e prima di prendere una decisione tanto grave come chiudere il mondo della formazione, della conoscenza, dell'apprendimento, della crescita e del futuro. 

Siamo sicuri che possano esistere altre strade, che gli adulti possano guidare questi bambini offrendogli la possibilità di continuare il loro percorso, mettendo da parte personalismi, ipocrisie, scorciatoie e portando sulle loro spalle, ancora una volta, l'onere dell'uscita rapida da questa situazione. 

Questa è la missione di un buon padre di famiglia, che ogni mattina e sera si guarda allo specchio sempre più stanco, ma che ha deciso che è suo dovere mettersi un po' da parte per permettere alle nuove generazioni di poter sbocciare ed emergere. 

Ecco, scegliamo questo, facciamo qualsiasi cosa per proteggere il mondo della scuola, schieriamoci per una volta e decidiamo che su questo non si torna indietro; poi agiamo di conseguenza nel prendere qualsiasi altra decisione. 
Per una volta proviamo a mettere al centro loro, i bambini, i ragazzi, la loro crescita e il loro futuro, e chissà che non possa essere il giusto modo per affrontare un'emergenza che sembra non avere mai fine. 

Ill.mi Presidenti ascoltate il grido di genitori che amano i loro figli e 

NON CHIUDETE LE SCUOLE
o almeno, non fatelo a prescindere. 

Grazie! 

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