TAMPONE DIFFUSO COVID19

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Al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Al Presidente del Consiglio dei Ministri Prof. Giuseppe Conte

Al Ministro della Salute

Alla Conferenza Permanente tra Stato Regioni e Province Autonome

All’ANCI

Alla Responsabile della Protezione Civile dott. Parise

Al Commissario straordinario per l’emergenza sanitaria dottor Arcuri

 

 

Chiediamo che tra le azioni di contenimento per il CoronaVirus“2019 N-Cov” che sta mettendo in atto il Governo Centrale, si introduca una campagna nazionale di diagnosi precoce attraverso il tampone diffuso.

In questo momento, non monitorando tutti i positivi asintomatici, siamo tutti potenziali vettori inconsapevoli.

Identificare i contatti positivi e gli asintomatici è una cosa fondamentale.

Il tampone dovrebbe essere fatto subito a tutte le categorie a rischio a partire dai medici e tutto il personale ospedaliero, fino ai dipendenti pubblici e a chi lavora in ambienti a rischio contagio (supermercati, fabbriche, caserme, uffici, carceri).

In questo momento anche i medici in prima linea non hanno la certezza di essere negativi al coronavirus sia perché non hanno mascherine e DPI (dispositivi di protezione individuali) , sia per la direttiva di effettuare i tamponi solo ai sintomatici. In questo modo i medici diventano vettori anche verso i malati che soffrono di altre patologie , aggravando la situazione del Sistema Sanitario Nazionale.

Prendiamo il modello Veneto, e, come modello positivo, in particolar modo quello di Vo’ Euganeo, dove è stato applicato il tampone di massa riducendo di fatto di dieci volte il contagio.  La regione Veneta è in procinto di fare i tamponi su vasta scala. Non c’è più tempo di fare un’Italia a due velocità.

Emblematico è stato il caso della nave Diamond Princess, che per come è stato gestito è diventato un grande incubatore del virus Covid 19. Piuttosto che fare un tampone a tutti, hanno aspettato che si manifestassero i sintomi, lasciando che la nave diventasse un vero e proprio focolaio addirittura toccando i 700 contagi.

 Il virus per espandersi sfrutta la socialità dell’uomo. Qualsiasi azione che la riduce avrà sicuramente un impatto sulla trasmissione, ma non basta restare a casa.  Il problema è che ci sono tante persone asintomatiche che però non sono confinate e hanno ancora, sebbene ridotta, una capacità di socializzare e quindi di trasmettere il virus.

Senza diagnosi preventive si arriverebbe comunque a un contagio che colpirebbe più della metà della popolazione.

Chiediamo quindi che quanto prima il Governo impegni tutte le sue forze per fare una campagna di #TAMPONEDIFFUSO a tutta quella parte della popolazione che non può essere in isolamento domiciliare.