Costruiamo un'economia sostenibile: lettera ai supermercati della provincia di Varese

0 hanno firmato. Arriviamo a 1.000.


Spettabile Direzione,

siamo un gruppo di consumatori residenti in provincia di Varese, riuniti grazie al comune interesse per l’attuale crisi ambientale di scala globale, ormai a lungo comprovata da chiari dati statistici ed ampiamente riconosciuta dalla comunità scientifica internazionale.

Nel 2019 la concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera ha raggiunto il livello più alto degli ultimi 650.000 anni. A partire dalla rivoluzione industriale, le emissioni di gas serra derivanti dalle attività umane sono aumentate di anno in anno con poche eccezioni ed abbiamo chiuso il 2018 con il triste record delle maggiori emissioni di sempre. L’aumento delle temperature medie globali sta portando alla perdita di habitat per migliaia di specie che sono ora a rischio di estinzione, un marcato aumento di eventi atmosferici catastrofici e gravi perdite di produzione per numerosi settori agricoli soprattutto nei paesi più poveri. L’aumento del livello del mare dovuto allo scioglimento dei ghiacci perenni, se non sarà arrestato, porterà a sommergere interi stati e grandi città entro questo secolo.

La plastica monouso, ormai comunemente venduta assieme ad una miriade di prodotti di consumo giornaliero, è un problema non solo per le emissioni legate all’estrazione delle materie prime da fonti fossili, la produzione, il trasporto, il ritiro ed il riciclo, ma anche per l’attuale crisi del sistema di gestione dei rifiuti. I rifiuti plastici che produciamo, anche quelli potenzialmente riciclabili, eccedono la quantità che siamo in grado di gestire in modo sostenibile. Già dal 2018 la Cina ha deciso di non acquistare più plastica per riciclo dal resto del mondo. Quasi tutte le settimane ci giungono notizie di roghi in discariche abusive. L’isola di plastica nell’Oceano Pacifico ha raggiunto le dimensioni della Francia nel 2018. Microplastiche, derivanti dalla rottura di pezzi di plastica in frammenti sempre più piccoli, sono ora una presenza regolare nei fiumi, nei laghi e nei pesci di tutto il mondo.

I più recenti studi scientifici dimostrano che le popolazioni marine sono quasi dimezzate dal 1970 ad oggi, principalmente a causa della pesca eccessiva di alcune specie di vitale importanza per l’intera catena alimentare ed a causa della pesca con metodi distruttivi quali reti a strascico ed esplosivi.

L’Agenzia Europea dell’Ambiente identifica l’attuale settore agricolo come la seconda fonte di polveri sottili e la terza fonte di gas serra dell’Unione. In particolare gli allevamenti intensivi, che promuovono la produzione della maggior quantità possibile di carne al minor prezzo, sono la causa di un forte sbilanciamento nell’uso delle risorse agricole oltre che di grande sofferenza per gli animali coinvolti. Oltre il 60% dei terreni coltivabili europei, escludendo i pascoli, è dedicato alla produzione di mangimi per animali da allevamento anziché direttamente cibo per le persone.

Siamo in una situazione di emergenza, ed è ora di agire con coraggio e determinazione. Dobbiamo urgentemente mettere la sostenibilità prima del prezzo o della comodità. È per questo che chiediamo il Vostro fondamentale contributo ed impegno, quali attori importanti nel campo della grande distribuzione.

Comprendiamo che la Vostra attività, come ogni attività commerciale, deve giornalmente confrontarsi con la concorrenza e con le preferenze dei consumatori. Per questo stiamo inviando la nostra lettera a tutti i principali supermercati della provincia e renderemo pubbliche le risposte che ci invierete. Continueremo anche a promuovere iniziative sul territorio per accrescere la consapevolezza dei consumatori sul tema della sostenibilità ambientale. È necessario che la maggior sostenibilità sia posta al centro delle scelte di acquisto da parte dei consumatori. È necessario che la grande distribuzione si affretti a rendere questo possibile e a fornire con trasparenza le informazioni necessarie a compiere queste scelte.

Sappiamo che molti di voi hanno già attuato alcune scelte importanti per la riduzione dell’impatto ambientale e che indubbiamente eseguite tutte le azioni volte alla maggiore sostenibilità derivanti dalle direttive europee e nazionali, tuttavia è necessario da subito uno sforzo maggiore.

A voi chiediamo di implementare urgentemente i seguenti 8 punti:

1)  ove non è possibile autoprodurre tutta l’energia necessaria, acquistare solo energia da fonti rinnovabili certificate sul mercato libero a partire dal 2019;

2) eliminare davvero tutta la plastica monouso dall’intera gamma di prodotti ove non strettamente necessaria alla conservazione del cibo entro il 2020, partendo dai prodotti a proprio marchio e richiedendo poi lo stesso a tutti i Vostri fornitori, preferendo i fornitori che offrono le soluzioni di confezionamento maggiormente sostenibili;

3) offrire più prodotti per la cura della casa e della persona sfusi ed alla spina (detersivi, saponi e shampoo) acquistabili in contenitori riutilizzabili, facendo anche pressione ai produttori delle marche più conosciute affinché si adeguino;

4) preferire sempre prodotti locali o quantomeno europei onde minimizzare l’utilizzo di trasporti su nave e su gomma, specialmente per quanto riguarda i prodotti freschi e refrigerati;

5) effettuare una nuova accurata analisi indipendente dell’efficienza energetica e dell’impatto ambientale della Vostra attività nel 2019, implementando le raccomandazioni che ne risultano entro il 2020;

6) assicurarsi che tutto il pesce selvatico venduto, fresco o in scatola, sia certificato MSC (Marine Stewardship Council), standard riconosciuto a livello internazionale per la certificazione della pesca sostenibile. È necessario evitare la proliferazione di una miriade di standard diversi ed autocertificazioni che impediscono al consumatore di scegliere consapevolmente;

7) promuovere maggiore consapevolezza riguardo ai vantaggi ambientali e di salute ottenibili riducendo il consumo di carne a favore di legumi, noci e verdure;

8) eliminare gradualmente l’offerta di carne da allevamenti intensivi, favorendo una proposta lontana dal perseguimento di una quantità insostenibile, bensì incentrata sulla qualità, sulla maggiore sostenibilità ambientale e sul maggiore rispetto degli animali.

Attendiamo un Vostro gentile riscontro entro il 30 Giugno via email a fffvarese@gmail.com


Distinti saluti,


Fridays for Future Varese