Subito una legge per tutelare gli studenti universitari dislessici: #lostudioèundiritto

Subito una legge per tutelare gli studenti universitari dislessici: #lostudioèundiritto

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Associazione Italiana Dislessia ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Camera dei deputati e a

Chiediamo al futuro Governo e Parlamento una legge ad hoc sulla dislessia per l’università, che dia certezza di diritto a studentesse e studenti con queste caratteristiche: il pieno riconoscimento di strumenti e misure compensative nel percorso accademico e la presenza di almeno un centro pubblico per la diagnosi degli adulti con DSA, in ogni regione. 

Grazie alla legge 170 del 2010, gli studenti con Disturbi Specifici dell'Apprendimento (dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia) a scuola hanno diritto a usare strumenti compensativi come computer con sintesi vocale, mappe concettuali, calcolatrice, oltre al tempo in più per le prove scritte. All’università, invece, l’uso degli strumenti è concesso a discrezione del singolo docente!

È giusto? Certamente no: la dislessia è una caratteristica che permane nel corso della vita e gli strumenti sono indispensabili in tutte le fasi della formazione e nel mondo del lavoro.

Federica è dislessica. A scuola ha sempre potuto usare le mappe concettuali, come previsto dalla legge 170/10, ma alcuni docenti universitari non glielo permettono. La scuola è diversa dall’università, dicono. Nonostante il suo impegno e la sua dedizione Federica ottiene voti che non rendono giustizia alla sua preparazione e influiranno sul punteggio di laurea, condizionando il suo futuro. 

Alessandro vuole iscriversi a Medicina, ma per ottenere gli strumenti compensativi gli viene richiesta una diagnosi di DSA aggiornata dopo il compimento dei 18 anni. Nella sua regione, però, non ci sono centri per gli adulti, in quella vicina sono solo privati. Alessandro non ha i soldi, ma senza la diagnosi avrà difficoltà a superare il test di ammissione. 

Federica e Alessandro sono studenti con disturbi specifici di apprendimento - DSA (dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia). 

In Italia gli studenti con questa caratteristica sono quasi 20 mila. Sono persone dotate di un quoziente intellettivo nella norma ma possono avere difficoltà nel leggere in modo fluente, nello scrivere senza errori e nel calcolo. 

Le persone con DSA riescono ad avere successo in tutti i contesti sociali: lo dimostrano imprenditori affermati, atleti, personalità dello spettacolo come Mika e Andrea Delogu, registi come Steven Spielberg, Nobel come Jacques Dubochet, premi Pulitzer come il poeta Philip Schultz, influencer come Khaby Lame.

Ma devono essere messi nelle giuste condizioni per esprimere il proprio talento!

Di cosa hanno bisogno per raggiungere il successo accademico?

Di strumenti che li mettano nelle stesse condizioni degli altri studenti, come computer con sintesi vocale e correttore ortografico, formulari, mappe concettuali e calcolatrice.

Devono avere la possibilità di fare l’esame in forma orale invece che scritta, oppure di spezzare l’esame in più prove per ridurre l’affaticamento.

Non a tutti servono gli stessi strumenti, perché ogni dislessico è diverso dall’altro. Senza una certificazione diagnostica, però, non hanno diritto a nessuno strumento. 

È indispensabile, dunque, che in ogni regione ci sia almeno un centro diagnostico per adulti gratuito.

Chiediamo perciò al futuro Governo e al Parlamento di approvare una norma per garantire questi diritti.

Schierati al fianco degli studenti universitari con DSA, firma oggi la petizione     

La legge 170 del 2010, il decreto 5669 del 2011 e le Linee Guida Miur sui DSA trattano di inclusione negli Atenei, ma in modo incompleto e riduttivo.

Chiediamo perciò al futuro Governo e Parlamento di approvare urgentemente una norma per garantire:

- Strumenti compensativi, misure dispensative, modalità di verifiche e valutazione adeguate nei test d’ingresso e negli esami all’università.  

- Un centro sanitario pubblico in ogni regione per la certificazione diagnostica degli adulti, senza la quale gli studenti universitari, ma anche i candidati ai concorsi pubblici e i lavoratori nelle aziende private, sarebbero privi di diritti.

Sostieni questa battaglia di civiltà per dare agli studenti universitari con DSA le stesse chance dei loro compagni di studi.

Le storie di Ruggero, Camilla, Francesco e Antonio, raccolte in questo documentario, ci confermano quanto sia urgente un cambiamento.

Grazie per il tuo prezioso supporto!

P.S. dopo aver firmato la petizione, ricordati di confermare la tua firma cliccando sul link che riceverai via email. Senza questo passaggio la tua firma non verrà conteggiata!

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