STOP PUNGOLI E BASTONI - STOP CORSE BUOI

Recent news

UNA BARBARA USANZA

"Vi sono delle feste, ove si impiegano i bovi per la corsa: a S. Martino vi è questa barbara usanza ed ogni anno si fanno correre questi pacifici animali attaccati ad un carro per un tratto di sei o sette chilometri con immenso danno di medesimi e con grande perdita di tempo, poiché circa un mese avanti la festa che ricorre al due di maggio si cominciano ad addestrare alla corsa questi poveri animali. A Larino […] al 26 di maggio si fa pure una festa chiassosa con i buoi, ma questi s’impiegano solo al tiro dei carri addobbati con gran pompa […]". Questo scrive nel lontano 1879 l'aretino Vittorio Romanelli. E chi è mai costui? Lo scopriamo in un articolo di Peppino Mattarella, pubblicato nel numero del lontano maggio 2007 della rivista molisana La Fonte (rivista che invitiamo a leggere, per i molti articoli interessanti e che rappresenta un Molise e un cristianesimo ben diversi da quelli che pestano i buoi per farli correre) http://www.lafonte.tv/wp-cont…/…/2015/11/lafonte_2007_05.pdf Peppino Mattarella è responsabile dell’Archivio storico diocesano di Termoli-Larino, quindi non certo oppositore delle Carresi e definisce la memoria di Romanelli - perito fiscale inviato dall'Amministrazione statale - una "preziosa monografia", a dimostrazione del suo valore storico.L'articolo inoltre evidenzia un'altra cosa; le corse di Ururi, Portocannone e Chieuti sono alquanto recenti, perché fino al 1879 non ve n'era traccia.Poi le corse vennero imitate anche in questi paesi, mentre a Larino, dove pure si teneva in passato, era invece da tempo del tutto sparita e sostituita dalla processione dei carri infiorati. Già 150 anni fa, quindi, un osservatore esterno indipendente vedeva questa manifestazione come "barbara", ed allora non si era molto sensibili verso i soggetti non umani. Peraltro, anche se fossero tutte quattro tradizioni "millenarie", ciò non cambierebbe molto; se bastasse il tempo a difendere le "barbare usanze", non dovremmo contestare la tradizione delle spose bambine o quello del burka, simboli della sopraffazione sulle donne, ma diffusi in diversi paesi e culture sparsi per il mondo e ampiamente sostenuti nei loro luoghi d'origine. Certo, per farci sentire non abbiamo le centinaia di migliaia di euro di fondi pubblici messi a disposizione per le Carresi, ma solo l'indignazione che suscitano queste corse, attestata ora anche "storicamente". Seguiteci sulla pagina Facebook o sul sito; non fermiamo la protesta contro la "barbara usanza" www.facebook.com/StopCorsaBuoi/ www.corsabuoi.org

Notiziario Animalista - Animalitalia
3 years ago