Emergenza in Lombardia ma la Regione preferisce i fringuelli e fa un regalo ai bracconieri

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In piena emergenza sociale e sanitaria la Regione Lombardia pensa ai regali per cacciatori e bracconieri a danno degli animali selvatici

• Riapertura in via amministrativa degli impianti di cattura dei richiami vivi con le reti (roccoli) e della caccia in deroga a specie protette (Fringuello, Storno e Colombo torraiolo). 

• In Consiglio regionale sono state votate nuove modifiche alla Legge regionale 26/93: le Guardie Venatorie Volontarie dovranno indossare giubbino e copricapo ad alta visibilità, mentre i cacciatori potranno utilizzare il visore notturno nella caccia di selezione al cinghiale, che verrà praticata tutto l'anno.

 

Non c’è pandemia che tenga per la Regione Lombardia, anche quando bisognerebbe occuparsi seriamente di un virus dalle conseguenze letali. Mentre le case di riposo si svuotavano, il commercio e l’attività produttiva si fermavano e gli ospedali (pubblici) scoppiavano, l’Assessorato all'Agricoltura ha lavorato intensamente, preparando sotto copertura (quella garantita dall’attenzione mediatica per l’emergenza sanitaria) una serie di nuovi pacchi regalo per il mondo venatorio. 

Regali anche costosi: come la reiterazione a febbraio del finanziamento da 200 mila euro (600 mila euro dei cittadini lombardi in tre anni) già assicurato lo scorso anno per la manutenzione dei roccoli, al solo fine di prepararli per la cattura con le reti di decine di migliaia di uccelli migratori.  Non contento di essere stato fermato nel 2018 e nel 2019 dall’azione legale delle associazioni ambientaliste, dalla diffida della Commissione europea e infine dall’annullamento del Governo, l’Assessore ha già pronta ora una nuova deroga di riapertura illegale degli impianti di cattura.

In questa fase di emergenza sanitaria sarebbe scandaloso anche solo il tempo e il denaro pubblico sperperato per aprire deroghe illegali, ma l'Assessore è andato ben oltre, pur di accaparrasi la frangia di cacciatori più estremista, richiedendo all'ISPRA il parere per l’abbattimento in palese violazione della Legge nazionale e delle Convenzioni europee di fringuelli, storni e colombi torraioli. Anche quest'anno si prova con gesto sconsiderato e puramente propagandistico ad aprire illegittimamente in via amministrativa i roccoli e la caccia in deroga. 

Non è finita, è stata modificata la legge regionale 26/93 " Norme per la protezione della fauna selvatica e per la tutela dell'equilibrio ambientale e disciplina dell'attività venatoria". Le Associazioni ambientaliste lombarde intraprenderanno tutte le iniziative di carattere legale per richiedere l’annullamento dei provvedimenti. Tra le tante nuove norme, nessuna a favore degli animali selvatici, spicca per assurdità l'obbligo per le Guardie Venatorie Volontarie di indossare un giubbino e copricapo ad alta visibilità: un chiaro regalo ai bracconieri. Immaginare un guardiacaccia visibile come un catarinfrangente, che cerca di sorprendere uno dei tanti bracconieri che abbatte specie protette o usa mezzi vietati, sembra più una barzelletta che un atto legislativo  di un Paese serio.

La Regione Lombardia approvando questa modifica in realtà ha voluto indebolire l'azione della vigilanza volontaria, favorendo il bracconaggio soprattutto in una delle aree (Brescia e Bergamo) individuate come «Black Spot» nel “Piano d’Azione nazionale per il contrasto degli illeciti contro gli uccelli selvatici”, attivato sulla spinta della procedura d'infrazione Eu-Pilot della Commissione Europea. L'attività delle Guardie venatorie volontarie porta all’individuazione del 35% dei bracconieri e cacciatori denunciati ogni anno in Italia.

Secondo lo studio redatto da Birdlife International, l'Italia ha il triste record dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo con fino a 8 milioni di uccelli uccisi illegalmente: solo l'Egitto è peggio di noi.

Altra modifica di legge che la Regione Lombardia ha votato consente l'uso di visori notturni nella caccia di selezione al cinghiale, mezzi di caccia non consentiti dalla Legge quadro nazionale157/92.

 

In piena emergenza Covid chiediamo che la Regione Lombardia e la Giunta fermino l’ennesima deregulation venatoria e deliberino azioni a sostegno dei cittadini, della salute e dell'ambiente (dalla cui grave crisi deriva questa pandemia) e non a favore del bracconaggio e di pratiche venatorie distruttive che sono la seconda causa del declino delle specie selvatiche dopo la distruzione degli habitat. 

 

 

Promotori della petizione: 

CABS

CAI Lombardia

ENPA

Gaia

GOL

LAC

LAV

LEAL

Legambiente 

LIPU Italia

Pro Natura

WWF Italia