STOP AL LAVORO PRECARIO! Proposta di legge. Abolire il contratto in somministrazione.

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PROPOSTA DI LEGGE. Servono 50.000 firme per portare in parlamento un'iniziativa di legge  per l'abolizione dei contratti in somministrazione responsabili della precarietà  lavorativa. Firma se vuoi porre fine allo sfruttamento operato da parte delle agenzie che ricevono un ingiusto guadagno lucrando sulla prestazione lavorativa resa dal lavoratore interinale utilizzato in missione presso le realtà imprenditoriali.       

Per effetto della legge 30 del 2003 le agenzie per il lavoro  sono autorizzate dalla presente legge,  che ha di fatto legalizzato l'interposizione di manodopera, ad assumere lavoratori e inviarli in missione presso i vari datori di lavoro detti utilizzatori finali.

Il costo di un somministrato per l'azienda è maggiore rispetto a se lo assumesse direttamente perché al costo dovuto della retribuzione si deve aggiungere il compenso dell'agenzia di somministrazione.

Ritengo sia profondamente ingiusto e dannoso per l'intero sistema economico che l'agenzia guadagni e lucri sulla prestazione lavorativa resa dal somministrato.

Abrogata questa disposizione di legge le agenzie di lavoro potranno svolgere solo attività di ricerca e selezione delle risorse umane  ma non più somministrazione di manodopera.  

Abrogazione della fattispecie del contratto di somministrazione. Abrogazione dell'intero Capo I contenuto nel D. Lgs. 276/03 di attuazione della Legge 30/2003, 
Capo I - Somministrazione di lavoro). 

Il contratto di somministrazione è tra le forme di lavoro più inique e di sfruttamento perché:

- offende la dignità del lavoratore, soggetto al ricatto di chi lo "assume" e alla condizione di perenne disparità nei contesti lavorativi, non è conteggiato nell'organico del personale.

- alimenta un sistema piu oneroso per le aziende, oltre al costo del somministrato anche il compenso all'agenzia.

- indebolisce ogni prospettiva di crescita professionale per la scarsa continuità che contraddistinguono questi contratti.

- non è quasi mai l'anticamera per un passaggio diretto e stabile in azienda.

- crea disparità di trattamento, il somministrato è pagato con il metodo della retribuzione oraria invece che mensilizzata come i colleghi interni. 

-i somministrati non hanno le medesime assistenze sanitarie e pensionistiche integrative aziendale dei colleghi interni.

- i somministrati sono le prime vittime sacrificali quando si parla di tagli al personale.

-al lavoratore é preclusa la possibilità di carriera interna fino a che permane la sua condizione da somministrato.

-non  fa parte dell'organico e si è un  gradino al di sotto dei tempi determinati all'interno dell'azienda. Fattore discriminante non di natura meritocratica ma  frutto di accordi economici tra azienda e agenzia per il lavoro.

-vengono utilizzate dalle aziende solo per necessità di sostituzione con la vana promessa di un passaggio diretto, il job acts ha aggravato la situazione abolendo l'obbligatorietà di inserire una causale all'interno dei contratti a termine sia interni che interinali.

-la retribuzione del somministrato  è fortemente penalizzata a causa dell'ingiusto profitto generato dall'agenzia su questa attività.  

Sono svariate le ragioni per abolire questa fattispecie, anche perché il nostro ordinamento prevede già il contratto a termine e il periodo di prova per cui non è più giustificabile questo costo aggiuntivo aziendale se non si traduce in maggiore stabilità contrattuale e benessere equo e condiviso.

Di contro all'interno di questa proposta di legge si prevedono :

- meccanismi di incentivi strutturali per le imprese che trasformano somministrati in tempi indeterminati (mai presi in considerazione da nessuna riforma).

-rafforzamento delle già competenti agenzie del lavoro sparse sul territorio, tramite programmi ministeriali più performanti, a cui sarà concessa solo la ricerca e selezione e non più anche l'interposizione di manodopera. ( no somministrazione).

-graduale scadenza dei contratti di somministrazione in essere con l'abrogazione della presente fattispecie entro fine dicembre 2018. 

-proposta di introdurre nuovamente il contratto di formazione lavoro, rivolto a tutti gli over 30 a cui verranno applicati gli stessi incentivi economici, contributivi e fiscali del contratto di apprendistato. Le aziende che non possono stabilizzare i contratti interinali,  per documentate ragioni economiche, dovranno entro 30 giorni dalla scadenza rivolgersi alla direzione territoriale del lavoro per attivare un programma di inserimento lavorativo delle risorse interinali attraverso la stipula del presente contratto di formazione lavoro della durata di due anni. 

Ritengo che sia ora arrivato il momento di dire basta a questo sfruttamento indegno di risorse. In questi anni si sono cercate soluzioni per rendere il contratto in somministrazione più vicino al contratto a termine diretto, dotandolo di tutta una serie di protezioni normative per impedirne un uso improprio. Noi diciamo che è proprio l'utilizzo di questa forma contrattuale ad essere improprio e che in questi lunghi 14 anni di attuazione  ha contribuito profondamente all'instabilità lavorativa. Le aziende avranno a disposizione più possibilità contrattuali  (contratto di formazione, incentivi per la trasformazione a tempo indeterminato di somministrati, tempo determinato, ecc..) ma sempre assumendo il lavoratore  direttamente. Non si verificheranno più situazioni discriminanti per cui all'interno della stessa azienda esistono lavoratori di serie A e lavoratori di Serie B. Finalmente il lavoratore avrà ben chiara quale sia la proposta offerta e non verrà più ricattato per la sua posizione di subalternità nei confronti, oltre che dell'azienda,  anche di un soggetto terzo che lucra ricevendo un compenso sulla sua prestazione lavorativa senza averne alcun merito.  Firma la petizione e aiutami a portare in parlamento l'abrogazione del contratto in somministrazione dal mondo del lavoro e per decretare così la fine del precariato,   ampiamente alimentato dal diffondersi di questa pratica contrattuale che ha fortemente minato l'accesso diretto stabile e certo al mondo del lavoro delle nuove generazioni.  

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