STOP AI SECESSIONISMI

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Tornano di moda i venti secessionisti. 

Una noia immane, se non fosse per la gravità di certe iniziative. Peraltro illecite

Scozia, Irlanda, Catalogna, California, etc ovunque,  da anni oramai, soffiano i venti separatisti.

Come si giustificano certe spinte centrifughe?

Le cause sono due: La ricerca egoistica di benefici economici e la nostalgia di grandezze storiche, spesso inesistenti, dinnanzi alle quali sfigurerebbero gli Stati nazionali oggi presenti

Parlando dei benefici economici, in Italia ad esempio si vaneggia ancora su questo “RESIDUO FISCALE”, che giustificherebbe le pretese leghiste.

Ma cos’è? Prendiamo il caso della Lombardia.

Secondo queste tesi, in sostanza la lombardia prenderebbe dall'Italia meno di quanto da.
Secondo alcuni deliri secessionisti, il “residuo fiscale" sarebbe addirittura al 75%.

Posto che il discorso in se non è elegante (che dovrebbe dire allora la Basilicata che è l'unica regione italiana ricca di petrolio ma non vede un euro?)... il ragionamento è falso.

E come noto “da premesse false ogni conseguenza è vera”.

Per cui se prendi in considerazione solo le spese primarie, ossia le spese per prestazioni sociali e le spese correnti, la percentuale non è poi così lontana da quella annunciata dai leghisti.
Infatti siamo sul 68%.

Come si fa il calcolo? 

Prendi un biennio di riferimento dei valori pro-capite regionali e dividi le spese primarie per le entrate.
Poi moltiplichi tutto per cento.

Es. Entrate : 14.579, Spese primarie: 9.977, Rapporto 68%

Ma se da un bilancio ometti maliziosamente una voce.. allora il bilancio diventa falso. 
Leggasi “falso in bilancio”.

Quando a quel conteggio aggiungi la quota di interessi di competenza relativa al debito pubblico (e ricordiamo che la Lombardia è la seconda regione di Italia per spesa pubblica superando anche Sicilia e Campania) allora la musica cambia.

Infatti se ripartiamo questi interessi pro-capite, si ottiene un ammontare di circa 1500 euro per residente in Lombardia, e a questo punto si ottiene che ciò che spende la PA per i residenti in Lombardia è già più del 75% delle entrate realizzate in Lombardia: (9.977+1500)/14579=78%

Questo significa che se la Regione Lombardia volesse trattenere una percentuale del 75% delle entrate sul proprio territorio dovrebbe necessariamente :

- fornire tutti i beni e i servizi che oggi sono forniti dallo Stato, e dagli enti pubblici (Inps in primis)
- assumersi una quota di debito e pagarne gli interessi

Che cosa cambierebbe per i cittadini e le imprese lombarde?

Nulla, se non un enorme caos amministrativo e burocratico…

Il FEDERALISMO FISCALE ci ha dimostrato quanto illusoria sia la tesi che le divisioni aiutino. Da quando hanno istituito i parlamenti regionali sono stati indagati oltre cinquecento consiglieri distribuiti in diversi partiti (secessionisti compresi) ed in almeno 14 regioni. Moltiplicati i Parlamenti si è moltiplicato il fenomeno… del quale prima si accusava la sola Roma.

Queste fantasie che in passato erano circoscritte a pochi fanatici revisionisti dediti ad iniziative carnevalesche, ora trovano terreno fertile in tutti gli strati della popolazione.

Ideologie montate ad arte da individui pronti a speculare sulla ingenuità di una popolazione sempre meno lucida e sempre più condizionabile.

Riportano divisioni, ostilità, sfiducia, stereotipi, preconcetti e si nutrono dell’inerzia di una politica che si dimostra poco rappresentativa ed incapace di mostrare quell’autorevolezza necessaria affinchè in essa si identifichi la popolazione.

Divisi si è più deboli. Qui come altrove.  E non vi è alcun dubbio in questo, poiché la storia e la statistica non sono materie opinabili.

E che dire del tanto abusato principio di AUTODETERMINAZIONE DEI POPOLI? Termine sbandierato a casaccio a giustificazione delle pretese.

Quel principio in realtà sancisce l'obbligo, in capo alla comunità degli stati, di consentire che un popolo sottoposto a colonizzazione straniera determini autonomamente il proprio destino.

Assolutamente non accenna in alcun punto alla possibilità che singole regioni attentino alle istituzioni e violino le leggi nazionali di uno Stato. Cui magari appartengono da oltre un secolo.

Davvero vogliamo dare spazio ai sedicenti quanto infondati referendum per l'autodeterminazione dei popoli? Il sogno di unire l'Europa si riduce a dividere Spagna, Gran Bretagna, o Italia? Ed una volta "autodeterminato" il popolo catalano, perchè non quello basco? E la provincia di Savona? E perché i quartieri ricchi dovrebbero accettare di soggiacere ai medesimi criteri di quelli più poveri presenti in città anziché prendere le distanze?

Questa idea di micro-nazioni su basi etniche inesistenti dovrebbe far orrore. E la responsabilità di tutto questo, è di chi ha avvallato l'esplosione della Jugoslavia, la separazione della Cecoslovacchia, la secessione del Kossovo, salvo poi protestare quando è la Crimea a volerlo fare...

Fermiamo questo delirio.

Ricostruire un domani sarebbe ben più arduo che distruggere oggi. Non possiamo fare sperimentazioni sociali ai danni di un’intera generazione che pagherebbe cari questi risultati.

Se non poniamo termine alle tendenze dissociatrici e centrifughe, le società nazionali volgeranno al tramonto.

E torneranno i venti di guerra dal secolo breve. Anche perchè di fronte a una secessione, cosa succede se non una guerra di secessione?

 



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