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Petitioning Leader of the Islamic Republic Ayatollah Sayed ‘Ali Khamenei

Stop a licenziamenti e arresti indiscriminati dei sindacalisti in Iran!

I sindacati controllati dallo stato si concentrano sulla promozione dei “valori islamici” piuttosto che sulla difesa dei diritti dei lavoratori, inoltre, le posizioni chiave in questi organismi sono soggetti a procedure di selezione fortemente discriminatorie. I due sindacati indipendenti - il Sindacato dei lavoratori della compagnia di trasporti di Teheran e periferie (Sherkat-e Vahed) e la società dei sindacati Haft Tapeh Sugar Cane - e l’associazione di categoria degli insegnanti iraniani non possono operare liberamente e i loro leader sono stati arrestati.

I sindacati indipendenti e le attività sindacali non sono riconosciuti in Iran, in violazione della stessa costituzione iraniana e degli obblighi internazionali del paese, nonché dell’ obbligo di rispettare, promuovere e realizzare i principi e i diritti sanciti nelle Convenzioni dell’Organizzazione internazionale del lavoro.

Il Sindacato dei lavoratori della compagnia di trasporti di Teheran e periferie (Sherkat-e Vahed) ha organizzato varie forme di protesta che hanno portato i suoi lavoratori a conquistare benefici e diritti. Queste conquiste sono state però pagate a caro prezzo: tre membri del sindacato (Hassan SaeediNasser Moharamzadeh e Vahid Feiredouni) sono stati illegalmente licenziati dal Tribunale islamico del lavoro e della dirigenza della Vahed. La sola ragione di questi licenziamenti – sui quali si attende il verdetto finale del Tribunale amministrativo di giustizia – è l’appartenenza al sindacato.

Il sindacato dei lavoratori Vahed lamenta le condizioni di estrema difficoltà e oppressione in cui è costretto ad operare. A dispetto delle pressioni, della negazione del diritto ad avere spazi e uffici regolari per i suoi incontri, il sindacato prosegue la sua azione, tiene le sue assemblee nelle case private degli stessi membri ed è intenzionato a svolgere il suo secondo congresso.

A causa di tanto attivismo, Reza Shahabi, tesoriere del sindacato, è attualmente in carcere e sta scontando una condanna a sei anni di carcere.

I sindacalisti sono difensori dei diritti umani e prendendoli di mira, le autorità iraniane hanno cercato di mettere a tacere i lavoratori e reprimere il dissenso. Le autorità usano contro i sindacalisti gli stessi meccanismi di repressione utilizzati anche nei confronti di altri difensori dei diritti umani e contro coloro che hanno opinioni contrastanti a quelle che le autorità cercano di diffondere. E’ ora di porre fine a questi soprusi!

Letter to
Leader of the Islamic Republic Ayatollah Sayed ‘Ali Khamenei
Eccellenza,

Siamo sostenitori di Iran Human Rights Italia, associazione per i diritti umani.

Le chiediamo di rilasciare immediatamente e senza condizioni Reza Shahabi, essendo un prigioniero di coscienza detenuto solo per le sue pacifiche attività sindacali.

Ci appelliamo a Lei per assicurare che tutte le persone detenute siano protette dalla tortura e altri maltrattamenti, e che venga garantito l’accesso immediato alle famiglie, ad avvocati di loro scelta e di cure mediche adeguate.

La esortiamo a porre fine a tutte le discriminazioni,vessazioni e arresti nei confronti dei sindacalisti.

Le ricordiamo gli obbligazioni dell’Iran ai sensi del ICCPR, l’articolo 22 (1), che prevede il diritto a formare sindacati e di aderirvi; gli obblighi dell’Iran derivanti dalla Convenzione 87 (libertà di associazione) e 98 (diritto di organizzazione) della Organizzazione Internationale del lavoro, la cui osservanza è prevista come condizione di appartenenza dell’Iran dell’Organizzazione.

Grazie per la sua attenzione.