La musica non si deve fermare!

La musica non si deve fermare!

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Valentina Cortesi ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Stefano Bonaccini (Presidente Regione Emilia-Romagna)

La musica non si deve fermare!

Le oltre 700 realtà musicali del territorio regionale, molte delle quali fanno parte di ASSONANZA, della RETE SCUOLE di MUSICA UNITE, di ANBIMA e di AERCO, si sono unite per presentare alla Regione Emilia Romagna istanze della massima urgenza che meritano attenzione e intervento. Queste in breve le tre richieste:

1- Annoverare tra le categorie contemplate per i sostegni i gestori, i docenti, le famiglie degli studenti delle scuole di musica, cori e bande;

2- Inserire i docenti e il personale delle scuole di musica dei cori e delle bande nel piano vaccinale;

3- Riconoscere che le attività delle scuole di musica sono attività a carattere laboratoriale;

di seguito la lettera integrale inviata il 22 marzo 2021

Egregio Presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini,

Egregi Assessori,

Egregi Consiglieri,

Le oltre 700 realtà musicali del territorio regionale molte delle quali fanno parte di ASSONANZA, della RETE SCUOLE di MUSICA UNITE, di ANBIMA e di AERCO presentano le seguenti istanze della massima urgenza data la situazione critica che merita attenzione e intervento.

Le scuole di musica, i cori e le bande sono una realtà diffusa capillarmente su tutto il territorio regionale e, indipendentemente dalla loro forma giuridica, offrono un servizio educativo e una funzione socializzante preziosissima. Le Scuole di musica, con un concetto di sussidiarietà e in accordo con la Scuola Pubblica nel percorso di formazione musicale di base, integrano l'educazione musicale e la pratica strumentale per la fascia 0-6 per Propedeutica Musicale e fascia 6-24 per Avviamento e Perfezionamento Musicale. I cori, oltre 230 sul territorio regionale, mantengono viva la tradizione corale popolare e contribuiscono a diffondere nuovo repertorio. Le Associazioni proponenti credono in un sistema integrato di educazione musicale nel quale le scuole di musica, i cori e le bande sono una componente fondamentale e un arricchimento dell’offerta formativa per le famiglie.

In una logica di collaborazione con le Scuole Secondarie di primo grado ad indirizzo musicale e con i licei coreutici questo sistema costituisce una filiera educativa sempre più dialogante (anche tramite convenzioni) e promuove reali opportunità di accesso ai percorsi professionalizzanti dell’alta formazione presso i Conservatori di Stato. 

Con le loro classi e le loro attività a carattere laboratoriale concepite per fasce d’età, le scuole di musica, i cori e le bande permettono inoltre un precoce avvicinamento alla musica dando a tutti la possibilità di avvicinarsi alla disciplina musicale, in modo totalmente inclusivo: la musica è un diritto di tutti e forma la persona. Le nostre scuole di musica non svolgono soltanto il compito di coltivare i talenti musicali, ma anche quello di formare un pubblico capace di ascoltare, futuri lavoratori nel campo musicale che non sono solo concertisti e futuri insegnanti, ma anche lavoratori dello spettacolo, manager, organizzatori, fonici, datori luci, tecnici, critici musicali, promoter, ecc.

Da un anno a questa parte, come la stragrande maggioranza dei cittadini, anche i lavoratori appena citati, soffrono le conseguenze economiche e psicologiche della pandemia.

Ma ad aggravare questa sofferenza c’è una fondamentale e annosa mancanza di riconoscimento normativo di questo settore, ora disastrosamente evidenziata. Ad oggi, nessuno dei documenti emanati circa le restrizioni o il consenso all’esercizio delle attività, cita esplicitamente o correttamente le scuole di musica territoriali (siano esse in forma associativa, civiche o private) o la loro effettiva attività che non è attinente a quella dei corsi di formazione o dei centri socio-ricreativi. La dicotomia tra le Scuole Pubbliche, come i Conservatori o i Licei Musicali garantiti finanziariamente dallo Stato, e le Scuole di Musica è ancora più evidente in quanto la sostenibilità economica di queste ultime dipende direttamente dalla frequenza di una libera utenza.

Questa situazione genera disorientamento tra gli addetti ai lavori limitando la loro possibilità di contribuire in maniera sistematica all’efficacia dei provvedimenti se non al prezzo di un’assunzione di responsabilità nell’interpretazione autentica dei provvedimenti stessi, traducendosi esclusivamente con la chiusura totale delle scuole.

Con la presente siamo ad evidenziare tre punti che, allo stato attuale, riteniamo dovrebbero essere ammessi ai tavoli di lavoro regionali della cultura e della scuola.

Il sistema delle scuole di musica della Regione Emilia Romagna, di cui facciamo parte, è formato da oltre 470 scuole con 40.000 allievi e 3.500 docenti. Nel 2020 la mancata fatturazione è stimata in alcuni milioni di euro e purtroppo le politiche di distribuzione dei ristori non ci hanno incluso nonostante la richiesta inviata nell’aprile del 2020.

Alla Regione chiediamo pertanto di farsi parte in causa auspicando pronte risposte alle seguenti proposte:


Destinare risorse economiche adeguate a tutelare i lavoratori di tutte le tipologie contrattuali presenti nelle scuole di musica, i direttori dei cori e delle bande, e considerare contributi per le famiglie frequentanti i corsi musicali, come è già stato fatto per lo sport.
Chiediamo di annoverare la nostra categoria di gestori delle scuole tra quelle contemplate per i sostegni. Siamo imprenditori a tutti gli effetti.

Inserire i docenti e il personale delle scuole di musica, dei cori e delle bande nel piano vaccinale affinché possano accedere al vaccino alla stregua degli altri docenti del settore pubblico e privato, come già richiesto con lettera inviata il 10/03/2021;

Riconoscere che le attività delle scuole di musica sono attività a carattere laboratoriale al pari delle stesse organizzate dagli AFAM, dai Licei artistici e musicali, dalle scuole secondarie di primo grado ad indirizzo musicale e dai Conservatori. 
Senza una disciplina in merito, si crea discriminazione sia per i lavoratori che per gli utenti. 

Facciamo presente che la confinante Regione Toscana (con ordinanza 116/2020, nel rispetto delle linee guida regionali di cui all’allegato 1 dell’ordinanza n.95/2020), ha permesso la prosecuzione delle attività corsistiche individuali anche in zona rossa e ha già avviato la vaccinazione dei docenti delle scuole di musica.

Concludiamo con una nota di grande preoccupazione.

In questi mesi, grazie al nostro lavoro in contatto diretto coi ragazzi, è aumentata la nostra preoccupazione rispetto ai risvolti psicologici, in termini di disagio giovanile e non solo, che questa continua emergenza ha portato. 

Si notano sempre più frequentemente modifiche dell’atteggiamento da parte degli allievi, che si aggrappano fortemente alle attività artistiche riconoscendole come autentica valvola di sfogo terapeutica e che, nel limite del possibile, desiderano fare in presenza. L’insegnante in molti casi diventa “l’ascoltatore” di questo disagio e ne raccoglie le esternazioni. 

In occasione del lockdown del marzo 2020, la DaD era stata accolta da parte dell’allievo, come opportunità di proseguire l’attività. Ora determina un’insofferenza sempre più diffusa, motivata dal desiderio di incontrarsi - oltre che di apprendere - e potrà determinare un aumento delle manifestazioni di disagio, dovute al protrarsi della situazione.

Certi in una vostra comprensione e vicinanza, ringraziamo fin d’ora e attendiamo fiduciosi una vostra risposta.

 

 

Assonanza, Rete Scuole di Musica Unite, Anbima, Aerco

 

22 marzo 2021

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